Catanzaro, “o la va o la spacca”. L’anno dell’ultima chiamata per Fiorita e la sua amministrazione
Le sfide che attendono il sindaco per lasciare davvero il segno. Con un occhio alle prossime Comunali

CATANZARO Un anno (e qualcosa in più) da vivere intensamente, e forse anche pericolosamente. La deadline a Catanzaro per la consiliatura comunale è il 2027, salvi stravolgimenti (sempre possibili anche se francamente improbabili nella città del trasversalismo primo partito e dell’istinto della conservazione politica come tratto identitario), e per questo per l’amministrazione comunale del sindaco Nicola Fiorita e per il primo cittadino in particolare questo è l’anno chiave. “O la va o la spacca”, o si lascia davvero il segno (tanto si è fatto, certo, e tanto si è anche programmato, ma non al punto tale da marcare ancora, almeno “visivamente”, una completa discontinuità con il passato come pure era nei programmi elettorali) o anche questa esperienza politica amministrativa resterà incolore come lo sono state, per la verità, le ultime da 20 anni a questa parte. Per questo la prospettiva è all’insegna di sfide probanti per Fiorita, con diverse possibilità di incidere in maniera profonda su alcuni dossier e di rompere pesantemente con il passato, beninteso abbandonando definitivamente l’atteggiamento “british” e la tendenza alla mediazione a tutti i costi che sono stati un po’ il fil rouge di questi quattro anni a Palazzo De Nobili (e qualche segnale di un Fiorita meno “democristiano” si sta vedendo da qualche mese a questa parte) .
“Catanzaro Servizi”
Il primo banco di prova” è la “Catanzaro Servizi”, la municipalizzata strategica del Comune che però versa in uno stato di crisi oltre che nella permanente bufera politica e non solo per oscure operazioni di finanza “creativa”: in dirittura d’arrivo un piano di rilancio che potrebbe davvero salvare “Catanzaro Servizi” e renderla quel potenziale baricentro gestionale che è, ma non sarà un’operazione facile né indolore per Fiorita e la sua amministrazione, che in questa vicenda hanno pagato qualche peccato anche di ingenuità anche se alcuni “mali” della municipalizzata” risalgono al passato.
Il nuovo ospedale
Un secondo “nodo” riguarda il tema del progetto del nuovo ospedale di Catanzaro, tema che anche questo risale a diversi anni fa ma che ancora non ha trovato alcuno sbocco nemmeno in questa consiliatura, con la politica catanzarese divisa sulla sua localizzazione, tra piccole guerre di campanile e timidezze politiche. A giugno 2025 ci fu un fallimentare Consiglio comunale, il rischio è che anche quest’anno passi senza una decisione, con tutte le nefaste conseguenze che potrebbero derivare da questa eventuale inerzia.

Piano strutturale
Un altro banco di prova è il Psc, il Piano strutturale comunale, in pratica il nuovo piano regolatore della città, lo strumento probabilmente più importante nella città delle lottizzazioni “selvagge” che nel passato l’hanno praticamente trasformata e deturpata. Si va verso l’adozione di un Psc targato amministrazione Fiorita che sicuramente è nel segno della rottura con vecchie logiche, ma il percorso appare ancora caratterizzato da troppa cautela. Novità sono comunque attese a breve, con il prevedibile passaggio in Consiglio comunale. Altro dossier delicatissimo è quello del porto di Lido, eterna “incompiuta”: un passo sostanziale in avanti è stato fatto con il via al primo appalto del complessivo intervento di completamento e potenziamento dell’infrastruttura, ed è già qualcosa, ma il grosso dev’essere ancora fatto. Così come un altro banco di prova sarà la “ricostruzione” dopo il ciclone “Harry” che ha colpito pesantemente il quartiere Lido dossier non pienamente nelle mani del Comune ma alla fine se non arrivano risposte concrete i cittadini per prima cosa busseranno a Palazzo De Nobili.
Il centro storico
E poi la partita forse più affascinante ma anche quella forse più delicata: il rilancio del centro storico di Catanzaro, da anni in stato di abbandono e di declino sul piano economico e commerciale e non solo. Per tante ragioni, diverse indipendenti dalla volontà di questa amministrazione, che però non riuscita a invertire il trend. Ancora si discute su come percorrere corso Mazzini (a scendere o, com’è oggi, a salire, per necessità a causa di lavori strutturali nella cintura del centro) così come ancora da affinare soluzioni e strategie legate alla mobilità (la funicolare più chiusa che aperta, per dirne una). Nelle scorse settimane è stato presentato un piano di rilancio del centro storico che sulla carta – come tutti i piani – è ambizioso. Ma sarà attuato? E soprattutto: diventerà mai concreta l’isola pedonale che era stato forse il punto forte del programma elettorale di Fiorita ma che non si è mai di fatto adottata a parte timidissimi e parzialissimi tentativi. Sui social nelle scorse settimane Fiorita ha ammesso l’errore di aver voluto inseguire il consenso di alcune categorie dicendosi pronto a mettere da parte alibi e titubanze. Riuscirà nell’intento?
Il livello politico
L’interrogativo per tanti osservatori delle cose di Catanzaro in realtà si pone proprio guardando in prospettiva: nelle ultime settimane diversi segnali sembrano indicare un Fiorita quantomeno possibilista rispetto a una sua ricandidatura a sindaco. Ragionamento che in effetti ci starebbe per tanti motivi. Anzitutto, il fatto che il campo del centrosinistra non sembra offrire francamente così tanti autorevoli pretendenti. Inoltre, paradossalmente, anche il centrodestra potrebbe dividersi al momento delle scelte come spesso è avvenuto a Catanzaro, agevolando il fronte progressista (come peraltro è avvenuto nel 2022, a vantaggio dello stesso Fiorita). Certo, sul piano politico resta il dato di un Fiorita non facilmente catalogabile, e poi il dato dei suoi rapporti sempre ondivaghi con il Pd. Il tutto comunque si riallaccia a quell’interrogativo: Fiorita vincerà la sfida di lasciare un segno indelebile da qui in avanti?. (a. cant.)
(Foto in copertina tratta dalla pagina Facebook del sindaco Fiorita)
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