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“ombre” su palazzo de nobili

Catanzaro, i cinque giorni di passione della “Servizi” (e del Comune)

L’incerto futuro della municipalizzata in crisi approda (finalmente) in Consiglio comunale, a seguire la decisione del giudice sul piano di risanamento

Pubblicato il: 02/02/2026 – 18:49
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Catanzaro, i cinque giorni di passione della “Servizi” (e del Comune)

CATANZARO I 5 “giorni di passione” per il futuro della “Catanzaro Servizi”, la municipalizzata (in crisi) di Palazzo De Nobili dalla cui sorte forse dipende la sorte dello stesso Comune. Sono i giorni che separano il 6 febbraio, con la seduta del Consiglio comunale convocata (finalmente) ad hoc per la discussione e l’approvazione del piano industriale della società, dal 10 febbraio, quando prevedibilmente arriverà la decisione del tribunale sul piano di risanamento presentato dall’amministratore della “Servizi”, l”eroico” Tonino De Marco.

La convocazione

L’ordine del giorno della seduta del prossimo Consiglio comunale, fissata oggi dalla Conferenza di capigruppo, prevede “l’approvazione del Piano industriale 2026-2030 della Catanzaro Servizi S.p.a, l’affidamento di servizi di assistenza tecnica e supporto specialistico ai Rup in house providing alla Catanzaro Servizi S.p.A.; l’affidamento in house providing alla stessa società del servizio di gestione delle lampade votive, del servizio di manutenzione, gestione e implementazione del verde urbano e del servizio di manutenzione del piano viabile e delle pertinenze stradali”. Considerando il muro contro muro e le polemiche (e i colpi bassi) che sulla vicenda da mesi si stanno registrando sul piano politico tra maggioranza e opposizione comunale di centrodestra, è una seduta che si preannuncia particolarmente “calda”. La prima convocazione è giovedì ma ovviamente se ne parlerà il giorno dopo.

I “nodi” della “Catanzaro Servizi”

Ovviamente, uno dei punti focali è la sostenibilità economica della “Catanzaro Servizi”, che a quanto risulta deve fare i conti con un debito complessivo di circa 4 milioni e mezzo di euro, frutto di una “mala gestione” almeno decennale (ulteriormente e pesantemente aggravata però nella penultima fase anche da opache operazioni di finanza “creativa”). L’obiettivo dell’amministrazione guidata dal sindaco Nicola Fiorita è costruire un percorso di risanamento decennale capace di generare utili per almeno 3 milioni e mezzo di euro, pari a circa 350mila euro l’anno. Le stime attuali indicano che dai servizi già affidati potrebbe derivare un utile annuo di circa 200 mila euro; con l’eventuale attivazione degli altri servizi, quelli aggiuntivi indicati all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale, il piano potrebbe essere pienamente sostenibile (condizionale d’obbligo). Il tutto si può condensare n questa sintesi: il punto della sostenibilità finanziaria è quello che suscita le maggior preoccupazioni, perché – per dirla brutale – se la “Catanzaro Servizi” va a fondo rischia di portarsi dietro anche il Comune. C’è poi la questione personale e stipendi, questione al centro delle ultime polemiche tra opposizione e Fiorita. Il quale ieri sui social ha così affermato, a proposito della “Catanzaro Servizi e dei 5 “giorni di passione” che stanno per arrivare: «Se tutto andrà bene si aprirà una fase nuova, che consentirà una volta per tutte di costruire un futuro diverso per Catanzaro Servizi, non più baraccone clientelare affossata dai debiti ma finalmente società efficiente, autosufficiente e al servizio della comunità. Pensiamo di aver fatto in questo ultimo mese più di quanto non sia stato fatto nei dieci anni precedenti. Speriamo – ha scritto Fiorita – possa bastare nonostante non manchino coloro che, dentro e fuori il Consiglio comunale, preferiscono remare contro e strumentalizzare le comprensibili angosce dei lavoratori». Venerdì in Consiglio comunale primo step. (c. a.)

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