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«Mimmo è il buon padre di famiglia». Boccia lancia Battaglia: «Reggio non può permettersi un salto nel buio»

Il Pd presenta la lista per le comunali del 24 e 25 maggio: con il candidato sindaco il capogruppo dem al Senato, il segretario regionale Irto e il provinciale Panetta

Pubblicato il: 18/05/2026 – 21:36
di Paola Suraci
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«Mimmo è il buon padre di famiglia». Boccia lancia Battaglia: «Reggio non può permettersi un salto nel buio»

REGGIO CALABRIA «Reggio Calabria penso che abbia bisogno di essere difesa da chi sta provando a spaccare l’Italia. È di queste ore l’insistenza di Calderoli sullo Spacca Italia e noi abbiamo già ribadito che siamo fortemente contrari. Mi aspetto una parola da parte di Cannizzaro, da parte di Occhiuto, perché il tempo delle finzioni è terminato». Parole nette, senza giri di parole, quelle del capogruppo del Pd al Senato Francesco Boccia, arrivato a Reggio Calabria per sostenere la candidatura a sindaco di Mimmo Battaglia.
E’ una di quelle serate che i militanti di un partito non dimenticano facilmente. La sala dell’E’hotel piena, il calore di chi ci crede davvero, e Mimmo Battaglia – sindaco facente funzioni e candidato del centrosinistra – che davanti ai suoi compagni di partito ha tirato fuori tutta la grinta di chi sa cosa si sta giocando e non ha nessuna intenzione di perderlo. Insieme a lui Francesco Boccia, il segretario regionale Nicola Irto, il segretario provinciale Peppe Panetta e la segretaria cittadina Valeria Bonforte, in un incontro in cui il Partito Democratico ha presentato anche la propria lista per il Consiglio comunale in vista del voto del 24 e 25 maggio.

Boccia: «Il tempo delle finzioni è terminato»

Il senatore dem porta la serata su un registro duro, nazionale, quasi da stato di allerta. L’accusa è precisa: la destra starebbe cercando di aggirare la sentenza della Corte Costituzionale che aveva già fermato l’autonomia differenziata. «Su trasporto pubblico locale, sanità, scuola e assistenza dagli asili nido all’assistenza agli anziani, la Lega, e quindi Fratelli d’Italia, l’alleanza di Cannizzaro, sta imponendo al Parlamento un pressing vergognoso che ha un solo obiettivo: arrivare alla firma definitiva e all’approvazione delle intese per Lombardia, Veneto e Piemonte. Se questo dovesse accadere, significa che fanno in maniera surrettizia quello che la Corte Costituzionale aveva già bloccato. Cannizzaro ha votato questi provvedimenti vergognosi, Occhiuto li ha coperti e i reggini devono sapere che votando Cannizzaro votano per il tradimento della Calabria in tutti i sensi. Ho sentito le proposte di Cannizzaro e vi confesso che rabbrividivo, perché Reggio Calabria e la Calabria non si meritano tutto questo».
Su Battaglia, invece, Boccia non ha dubbi e lo presenta come «il buon padre di famiglia»: non è un’immagine stanca, in questo contesto suona come un argomento politico preciso. «Dà la certezza di non fare un salto nel buio – continua Boccia. È una sicurezza. È la storia sana e positiva di chi si è dedicato per tutta la vita alla gestione della cosa pubblica. La scelta del Partito Democratico è una scelta che vuole aprire una stagione nuova. Noi tutti ci auguriamo di andare a votare per le politiche prima del 2027, perché sarà finita questa agonia con il governo Meloni». Sul governo nazionale il giudizio è altrettanto severo: «Speravamo che Giorgia Meloni ci chiedesse un tavolo sui salari, ci chiedesse un tavolo sulla condizione difficile in cui versano i sindaci. Penso soprattutto alla condizione dei servizi di assistenza dagli anziani e agli asili nido. E invece l’unico tavolo che ci ha chiesto è sulla legge elettorale. Lei è ossessionata dalla gestione del potere. Quando si tratta di parlare dei problemi reali, noi ci siamo sempre. Quando si tratta di gestione del potere, la destra fa la destra. E qui a Reggio Calabria la conoscete bene, perché quei tempi ci auguriamo che non tornino più».

Battaglia: «Ce la stiamo mettendo tutta»

È lui il centro di gravità della serata. Mimmo Battaglia conosce questa città come pochi: ne conosce le ferite, le potenzialità, i ritardi storici e i piccoli miracoli quotidiani. Lo dice con la passione di chi non recita un copione ma parla di casa sua. Davanti ai compagni che lo hanno scelto, prima alle primarie e poi in campagna elettorale, non risparmia energia. Rivendica i risultati concreti degli anni di governo – gli asili nido che «erano zero e sono diventati quattro e diventeranno undici a dicembre 2027», le mense che «da 700 pasti ora ne erogano oltre 3.000», il PIL della provincia al 3,4% contro il 2,1% nazionale – e guarda avanti con la determinazione di chi sa che il lavoro non è finito. «Sarà un’altra opportunità che la città può cogliere in sinergia col governo nazionale che fra un anno sarà dello stesso colore», dice Battaglia. «Quindi speriamo di confermare Reggio al centrosinistra fra qualche giorno. Noi ce la stiamo mettendo tutta.» La platea lo segue, lo applaude, ci crede.

Irto: «Meglio perderli che ritrovarli»

Il segretario regionale Nicola Irto ha rivendicato il percorso del Pd reggino – le primarie, la costruzione della coalizione, una lista che mescola esperienza e volti nuovi – e ha annunciato un disegno di legge proposto dalla capolista Anna Maria Rossiani sulle modifiche all’articolo 18 della legge 79, «per dare aiuti concreti e non solo parole, non solo convegnistica» alle donne vittime di violenza. Sulla coalizione avversaria, Irto ha scelto la sintesi più tagliente: «Ci sono soggetti che stavano al centrosinistra fino a qualche settimana fa. Meglio perderli che ritrovarli.» E sull’altra parte del campo non ha lesinato memoria: «Io c’ero quando venivano gli ufficiali giudiziari per pignorare i lampadari di Palazzo San Giorgio, io c’ero quando venivano a pignorare i divani, le scrivanie, i tavoli. Io c’ero quando Reggio Calabria diventò la città maglia nera d’Italia».

Panetta: «La posta in gioco è il futuro della città»

Ha aperto la serata Peppe Panetta, segretario provinciale, con il tono di chi vuole che nessuno si dimentichi da dove si è partiti. «Nel 2014 abbiamo preso questo comune che era al collasso, in predissesto dichiarato dalla Corte dei Conti. Non lo dice l’opposizione – lo dicono gli organi dello Stato, a partire dai commissari del MEF. Con grande coraggio si è affrontata la situazione, si è evitato il dissesto». L’appello ai candidati è quello di chi sa che mancano pochi giorni: «Dobbiamo stare sul campo e conquistare l’ultimo voto per Battaglia, per i nostri candidati, perché la posta in gioco è il futuro della città, indietro non si torna». (redazione@corrierecal.it)

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