«Candidarmi alla segreteria di Forza Italia? No, ho troppo da fare in Calabria…»
Il presidente della Regione e vicesegretario di Fi a “Zapping” si sofferma su vari temi, dal “caso Modena” ai medici cubani in Calabria e alle riforme in sanità per finire alle dinamiche forziste

LAMEZIA TERME “Pensa di candidarsi alla segreteria di Forza Italia?”. «No, ho troppo da fare: tra gli ambasciatori americani, i cubani e i medici che mancano ho troppo da fare in Calabria». Lo ha detto il presidente della Regione Roberto Occhiuto, vicesegretario di Forza Italia, ospite questa sera di “Zapping” (Rai Radio 1). Diversi i temi affrontati da Occhiuto nel corso dell’intervista del conduttore di “Zapping”, Giancarlo Loquenzi.
Il “caso Modena”
Anzitutto, il dibattito, molto serrato nel centrodestra, dopo i fatti di Modena, con la Lega che chiede una decisa stretta sui permessi di soggiorno. «Penso – ha sostenuto Occhiuto – che le immagini che tutti abbiamo visto siano immagini scioccanti e quindi è naturale che i cittadini ne siano rimasti colpiti. Chi ha una responsabilità politica, però, non dovrebbe parlare alla pancia del Paese, né utilizzare casi come questi, che nulla hanno a che fare con il problema dei migranti o dei permessi di soggiorno, per soffiare sul fuoco. Questo è un ragazzo di fatto italiano: è nato in Italia, ha studiato in Italia, si è laureato in Italia. Quindi da dove si rimpatria? Quando succedono fatti del genere la politica cerca spesso di cavalcare l’onda emotiva, mentre resta irrisolto da decenni un problema gigantesco: quello dell’inclusione di chi arriva da altre parti del mondo, come hanno fatto con successo altre democrazie negli ultimi due secoli. Tutti i demografi ci dicono che fra quarant’anni avremo la metà della popolazione attuale. Allora perché dobbiamo subire questi fenomeni invece di riuscire a governarli? Io, per esempio, nella mia regione sto pensando di aprire — e lo faremo a breve — delle succursali dei centri per l’impiego in Tunisia e nei Paesi del Mediterraneo. Persino in Calabria molte attività economiche, penso ai ristoranti e agli alberghi, hanno difficoltà a trovare camerieri e maître. Se riuscissimo ad avere una migrazione governata dalla domanda di lavoro invece che subire il fenomeno sarebbe molto meglio». Secondo Occhiuto «è singolare che dal mio lato, quello del centrodestra, invece di evidenziare i risultati del governo — che ha ridotto di molto il numero degli sbarchi e aumentato i flussi regolari per chi viene a lavorare — si continui a soffiare sul fuoco. Penso che ci sia la tentazione sbagliata di inseguire Vannacci, ma questa strategia non porta voti: la gente vota l’originale, non la copia. Io non posso parlare male di Salvini, perché io sono presidente della Calabria e Salvini è un ministro lombardo che ha scommesso sul Ponte sullo Stretto più di chiunque altro: per quanto mi riguarda ha mille bonus. Credo che Vannacci qualche voto lo raccatti, ma se il centrodestra segue quella strada rischia invece di perderne e, soprattutto, di fare un danno al Paese».
Medici cubani e sanità
A “Zapping” sotto i riflettori anche il tema dei medici cubani in Calabria e delle riforme nella sanità. «Gli Stati Uniti – ha affermato Occhiuto – mi chiedono dal 2022 di mandare via i medici cubani. Già sotto Biden ogni volta che arrivava un nuovo ambasciatore americano in Italia venivo contattato sulla questione dei medici cubani. Io stesso mi chiedevo perché ce l’avessero così tanto con i cubani: non ho mai visto un terrorista cubano. I medici cubani che ho portato in Calabria nel 2022 tengono aperti i pronto soccorso della regione, sono apprezzati dai pazienti calabresi e persino dai loro colleghi italiani. E questo con buona pace di chi inizialmente protestava. Oggi invece tutti sono contenti del loro lavoro. Anche sotto Biden c’erano pressioni da parte degli ambasciatori perché mandassi via i medici cubani. Con Trump queste pressioni sono diventate più frequenti, ma io ho spiegato che la mia bussola è mantenere aperti gli ospedali della Calabria. Avevo fatto un accordo con il governo cubano per arrivare fino a mille medici: attualmente nei nostri ospedali ce ne sono 330. Ho detto agli americani: “Se gli altri seicento e più medici mancanti me li trovate voi, scegliendoli tra professionisti americani che parlano italiano o spagnolo, o comunque tra medici disponibili a venire in Calabria, bene”. Ma quelli che ci sono restano». Per Occhiuto «c’è qualcosa che non va nella sanità italiana da decenni. Per troppo tempo si è parlato solo delle risorse che mancano — ed è vero che mancano — senza affrontare le riforme necessarie. Temo che ancora oggi, quando si parla di riformare il sistema sanitario, lo si faccia sotto dettatura degli ordini professionali o dei sindacati medici. Le riforme invece devono essere fatte guardando ai bisogni dei cittadini. Il ministro Schillaci, per esempio, ha fatto una buona proposta di riforma dell’assistenza territoriale. Eppure i medici di medicina generale sono insorti, chiamando dirigenti di tutti i partiti di governo, anche del mio partito, per dire che quella riforma era sbagliata. Io invece penso che sia giusta. Le riforme si giudicano anche dal metodo: devi ascoltare sindacati e corporazioni, ma se si governa sotto la loro dettatura, o le riforme non si fanno oppure si fanno sbagliate».
Forza Italia
Alla domanda di Loquenzi se ha intenzione di candidarsi alla segreteria di Forza Italia, alla luce anche delle ultime dichiarazioni di Tajani (“Il congresso di Forza Italia è aperto a chiunque si voglia candidare”), Occhiuto ha risposto: «No, io ho troppo da fare. Tra gli ambasciatori americani, i cubani e i medici che mancano ho troppo da fare in Calabria. Se ogni tanto ricordo ai miei amici di partito che noi siamo Forza Italia e quindi dobbiamo essere un partito liberale e riformista, vorrei non essere spacciato per un pericoloso terrorista o un eversivo. Io cerco solo di dare dei contributi, come è giusto che sia, ma non faccio una questione di ruoli: ne ho già uno. L’altro giorno – ha rilevato Occhiuto – ho incontrato un mio amico che lavora in una società pubblica e gli ho chiesto come vanno le cose. Mi ha risposto che sta aspettando perché non sa se gli rinnovano l’incarico. Io invece sono stato rinnovato qualche mese fa, perché mi sono presentato alle elezioni e sono stato rieletto. Quindi ho ancora un po’ di tempo davanti a me per affrontare i grandi problemi della Calabria». (a. c.)
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