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Quei “movimenti” al centro in Calabria. Casa Riformista si fa avanti. Azione nel limbo

La “creatura” di Renzi in rampa di lancio sul territorio mentre restano ancora indecifrabili i calendiani dopo il caos alle Regionali

Pubblicato il: 03/02/2026 – 19:44
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Quei “movimenti” al centro in Calabria. Casa Riformista si fa avanti. Azione nel limbo

LAMEZIA TERME Nel mondo politico di centro, da Roma alla Calabra, i movimenti sono sempre sottotraccia. Movimenti che attraversano trasversalmente le coalizioni principali, soprattutto in questa fase congiunturale che è neutra solo apparentemente, perché all’orizzonte ci saranno a medio termine appuntamenti elettorali importanti, le Amministrative in comuni significativi come Reggo Calabria e Crotone, per restare in Calabria, e soprattutto le Politiche del 2027. Passi felpati, messaggi e contatti sotterranei tra i big di una consistente area “di mezzo” che raggruppa forze centriste, sia di centrodestra sia di centrosinistra sia equidistanti dai poli, ma anche forze riformiste socialiste in cerca di posizionamenti. Uno spazio politico enorme, anche in Calabria, dove la “parte del leone” la fa Forza Italia del governatore Roberto Occhiuto, vero e proprio polo di attrazione per i moderati che non vogliono andare a sinistra.

Casa Riformista

Ma anche sull’altro versante, sia pure con numero chiaramente molto meno consistenti, i movimenti di cui sopra si percepiscono. Al momento, a presidiare un’area di centro nel blocco progressista è Cassa Riformista, brand ormai “depositato” da Matteo Renzi che proprio in Calabra, oltre alla Toscana, ha trovato una terra “laboratorio” che si è rivelata in realtà benigna: alle Regionali infatti l’aggregazione ha coagulato le esperienze di Italia Viva, quelle di altre forze centriste e del mondo socialista riformista che oggi ha il suo frontman in Sandro Principe, eleggendo Filomena Greco, e il recente lancio della sigla su scala nazionale da parte di Renzi potrebbe ulteriormente rafforzare il percorso calabrese di questo soggetto politico, come del resto si è notato d recente in un incontro a Reggio con il vicesegretario di Iv, Davide Faraone, oltre a rappresentare una “sirena” allettante per i delusi del Pd calabrese (che non mancano).

Azione

Chi invece sembra nel limbo, quasi alla finestra, è Azione di Calenda, in Calabra protagonista, in vista delle Regionali, di una sorta di “psicodramma” politico. Si ricorderà infatti la polemica tra Calenda e Occhiuto sotto gli occhi dei due vertici calendiani in Calabria, i consiglieri regionali Francesco De Nisi, segretario di Azione, e Giuseppe Graziano, presidente del partito, che erano nella maggioranza di Occhiuto. Alla fine De Nisi e Graziano “strapparono” da Occhiuto per ricandidarsi proprio con “Casa Riformista”, quindi con il centrosinistra, ma senza l’avallo di Calenda, che bloccò e negò il simbolo di Azione. Un “pasticcio”, anche perché né De Nisi né Graziano sono stati rieletti (anche se per De Nisi pende un ricorso che tra alcune settimane potrebbe avere un epilogo). Dalle Regionali sono passati ormai quattro mesi e da Azione arrivano francamente pochissimi segnali, o comunque segnali indecifrabili, a parte qualche defezione “pesante” sui territori (a Reggio con l’uscita di Carmelo Versace e a Catanzaro con l’uscita di Valerio Donato). Il tutto sembra legato alle mosse del leader, solo che Calenda con un occhio tresca con Forza Italia con l’altro guarda al Pd. Insomma, una situazione di stallo. Anche in Calabria.  (a. c.)

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