Rafforzata la Questura di Crotone: 13 nuovi vice ispettori in servizio
Il questore Panvino: «Due grandi strategie: il contrasto alle organizzazioni criminali e garantire la sicurezza dei cittadini»

CROTONE «Oggi abbiamo acquisito tredici nuovi vice ispettori: uno sarà assegnato alla Polizia Stradale, mentre 12 rimarranno in Questura e verranno destinati alle diverse articolazioni della Polizia di Stato. Ringrazio il Capo della Polizia per l’attenzione rivolta alla città di Crotone, così come tutto il Dipartimento e l’intera Amministrazione dell’Interno». Le parole del questore della Provincia di Crotone, Renato Panvino, esprimono gratitudine per l’arrivo a Crotone dei nuovi Vice Ispettori della Polizia, assegnati dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza alla Questura Crotonese al termine del 19° corso di formazione.
«Essere sempre presenti per garantire la sicurezza è fondamentale – ha rimarcato il Questore – anche se la sicurezza non dipende soltanto dalle forze dell’ordine. È un termine spesso usato in modo improprio: la sicurezza è soprattutto una percezione che i cittadini devono avere quando escono di casa, il sentirsi protetti. Significa poter esercitare liberamente i diritti che la Costituzione garantisce ogni giorno a tutti».

Obiettivo attenuare il bisogno di personale
Il personale verrà molto presto incardinato nei vari uffici della Questura, contribuendo ad attenuare il bisogno di personale che caratterizza da tempo le forze dell’ordine, soprattutto in quei contesti dove gli agenti sono chiamati a presidiare il territorio avendo un duplice obiettivo. «Non si tratta solo di contrastare la grande criminalità, che purtroppo interessa anche una realtà come la provincia di Crotone – ha rimarcato il questore crotonese – ma anche di stare quotidianamente accanto ai più deboli. Questo è il mio credo: stare vicino agli ultimi, agli invisibili, a chi non ha voce. Questa è la nostra vera missione». Ma, ha specificato infine Panvino, «abbiamo due grandi strategie: la prima è il contrasto alle organizzazioni criminali di tipo mafioso; la seconda è garantire la sicurezza dei cittadini che ogni giorno vivono e affollano le piazze, svolgendo la loro vita quotidiana e dovendo sentire la presenza concreta dello Stato». (redazione@corrierecal.it)
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