Presunto “Sistema Scorcia”, annullato il sequestro di beni del dottore Andrea Bruni
Lo ha deciso il Riesame di Catanzaro. Era stato disposto il sequestro di 62mila euro

CATANZARO Il tribunale del Riesame di Catanzaro ha annullato il decreto di sequestro delle somme del dottore Andrea Bruni (difeso dall’avvocato Enrico Morcavallo e Francesco Iacopino): 38enne coinvolto nell’indagine della procura di Catanzaro che riguarda il policlinico universitario Mater Domini. Il professionista è accusato di truffa, secondo l’accusa – infatti – avrebbe svolto attività professionale in strutture sanitarie private senza la necessaria autorizzazione e in presunta violazione del contratto esclusivo stipulato con l’ospedale. Il gip, nei suoi confronti, ha anche disposto il sequestro di oltre 62mila euro: cifra che rappresenterebbe i compensi ottenuti per l’attività libero-professionale contestata dalla procura.
In particolare, il dottore – all’epoca dei fatti contestati – era titolare di un rapporto dì pubblico impiego di natura subordinata con l’Università Magna Grecia di Catanzaro (ricercatore e Professore associato) a tempo pieno e a tempo determinato, attivato assistenzialmente all’Azienda Ospedaliera Universitaria Mater Domini. L’indagato è accusato anche di falsità ideologica. I fatti contestati riguardano la certificazione attestante il possesso dei requisiti necessari ad ottenere l’iscrizione alla Scuola di Specializzazione. Nel documento, Bruni avrebbe attestato «falsamente l’insussistenza di situazioni di incompatibilità con quanto previsto dal contratto di formazione». (f.b.)
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