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a un mese dal voto

Provinciali Cosenza, l’appello di Magarò: «Nessuna fuga in avanti, si pensi a un nome di larghe intese»

Il sindaco di Castiglione ricorda la sua esperienza da presidente dell’ente: «Nei tempi di Tangentopoli la mia governance con senso di responsabilità»

Pubblicato il: 05/02/2026 – 18:56
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Provinciali Cosenza, l’appello di Magarò: «Nessuna fuga in avanti, si pensi a un nome di larghe intese»

CASTIGLIONE COSENTINO «L’8 marzo si voterà per il nuovo presidente della Provincia di Cosenza. Una scadenza ormai imminente che, a oggi, registra un dato oggettivo: non esiste ancora alcuna candidatura ufficiale. È proprio da questa assenza che sento il dovere, come sindaco di Castiglione Cosentino, di sollecitare un dibattito politico aperto, serio e responsabile»: inizia così la riflessione di Salvatore Magarò, nome storico del socialismo calabrese, sulle imminenti elezioni provinciali in programma tra poco più di un mese.
«Non è il tempo delle fughe in avanti – argomenta il sindaco di Castiglione Cosentino – né delle contrapposizioni pregiudiziali. Al contrario, credo sia necessario richiamare tutte le forze politiche, di centrodestra e di centrosinistra, a un senso di responsabilità che tenga conto della delicatezza della fase che la Provincia attraversa. Un ente che ha competenze strategiche ma che deve fare i conti con una situazione finanziaria complessa, segnata da una condizione debitoria significativa, che non può essere ignorata né affrontata con logiche improvvisate».
«Prima ancora di discutere di nomi», secondo Salvatore Magarò «è indispensabile aprire una riflessione sui temi di governo della Provincia: viabilità, edilizia scolastica, pianificazione territoriale, supporto ai Comuni, in particolare a quelli più piccoli e alle aree interne. Accelerare una discussione su questi nodi significa restituire dignità politica all’ente provinciale e chiarire quale visione si intende perseguire nei prossimi anni».
«Una Provincia – aggiunge il primo cittadino del centro alle porte di Rende – che ambisce a tornare centrale nel governo del territorio, inoltre, non può prescindere da una struttura amministrativa efficiente, coesa e soprattutto motivata. Investire sulle persone, non è un tema secondario, ma una condizione essenziale per rendere credibile qualsiasi programma politico e per garantire risposte reali ai Comuni e ai cittadini».
«Le candidature sono un passaggio inevitabile, ma non possono essere il punto di partenza. Devono piuttosto essere il punto di arrivo di un confronto sui progetti, sui programmi e sugli intenti comuni, costruiti in modo trasversale. Solo così sarà possibile individuare una figura realmente convergente, capace di rappresentare un bene comune e non una parte, fondata su un programma concreto e condiviso. In questo senso, non va esclusa l’ipotesi di candidature di mediazione e di larghe intese, se queste nascono da una piattaforma politica chiara e da obiettivi misurabili. La Provincia non ha bisogno di soluzioni di bandiera, ma di una guida autorevole, riconosciuta, in grado di tenere insieme sensibilità diverse e di affrontare con pragmatismo le criticità esistenti».
«Già in passato, quando ebbi l’onore di rivestire in prima persona la carica di Presidente della provincia, per far fronte alle conseguenze politiche portate da Tangentopoli, presi la guida di una governance fondata sulle larghe intese e il senso di responsabilità, che permise di amministrare al meglio in un periodo altamente critico della storia della Repubblica Italiana.  Il tempo che ci separa dall’8 marzo deve essere utilizzato per costruire questo percorso. Parlare ora di visioni e programmi non significa rinviare le decisioni, ma renderle più solide. È da qui che, a mio avviso, deve partire il confronto politico: dal merito delle scelte, prima ancora che dai nomi dei candidati» conclude Salvatore Magarò.

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