Confagricoltura, l’ortofrutta italiana punta sull’export
Il settore rallentato da geopolitica e crisi climatica

Si chiude oggi a Berlino Fruit Logistica, la fiera in cui l’ortofrutta di tutto il mondo si dà appuntamento per la tre-giorni di business dedicata in particolare alle innovazioni di processo e di prodotto e al rafforzamento degli scambi commerciali internazionali. Il sipario cala su un’edizione dinamica, benché il gelo abbia fatto cancellare numerosi voli su Berlino e influito sul numero delle presenze del secondo e terzo giorno. Confagricoltura, con uno stand animato in particolare dalle Unioni di Salerno e di Latina, ha focalizzato l’attenzione sul confronto tra imprenditori, enti e istituzioni, con la partecipazione di personalità di spicco del mondo economico e politico, affrontando anche alcune tematiche che riguardano molto da vicino il comparto ortofrutticolo, come la manodopera e gli effetti del clima sulle produzioni che si inseriscono in uno scenario globale sempre più complesso.
I numeri del settore
Sono intervenuti il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il presidente dell’Agenzia ICE Matteo Zoppas, l’ambasciatore italiano a Berlino Fabrizio Bucci, oltre al presidente nazionale di Unioncamere Andrea Prete. Per Confagricoltura il presidente Massimiliano Giansanti, il direttore generale Roberto Caponi, il componente della Giunta nazionale Paolo Mele, oltre a numerosi dirigenti e imprenditori di aziende associate. I dati del settore riportano nei primi dieci mesi del 2025 un calo delle performance in termini di volumi produttivi, a causa delle avversità climatiche. Con 17 miliardi di euro soltanto per il fresco, l’ortofrutta rappresenta comunque un quarto del totale della produzione agricola nazionale. I comparti che hanno sofferto maggiormente sono gli ortaggi, le nocciole, gli agrumi e l’uva da tavola, mentre il segmento della frutta fresca ha fatto registrare una buona progressione, non sufficiente, tuttavia, a compensare la flessione complessiva del settore rispetto al 2024 (-2,4%).
Consolidare la capacità competitiva
Aumentano le esportazioni di oltre il 6%, ma anche le importazioni, del 12,8%. La Germania rimane il nostro primo mercato di sbocco, con una quota di circa il 30%. L’obiettivo è quindi consolidare la capacità competitiva delle imprese agricole sui mercati, superando il gap delle piccole dimensioni aziendali. La concorrenza dei Paesi anche all’interno dell’UE è agguerrita, come è stato ribadito nei numerosi talk, e l’Italia sconta ritardi e costi produttivi più elevati. Servono quindi misure commerciali forti, ma anche una politica agricola adeguata a un confronto internazionale e regole europee da ripensare. Dal lato delle imprese, è quantomai necessario agire sempre più in un’ottica progettuale, avendo come partner gli istituti di credito e le istituzioni.
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