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“manovre” a palazzo de nobili

Catanzaro, “caccia” alle firme contro Fiorita. Ma l’operazione “spallata” non è in discesa

Primo confronto tra i big del centrodestra sul documento di sfiducia ma ancora niente via libera. Forza Italia spinge, la Lega frena

Pubblicato il: 08/02/2026 – 7:04
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Catanzaro, “caccia” alle firme contro Fiorita. Ma l’operazione “spallata” non è in discesa

CATANZARO L’operazione “spallata” al sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita è già sul tavolo dei partiti e ieri ha preso le mosse in un primo contatto tra i big del centrodestra. Un contatto che – raccontano diversi boatos – sarebbe stato comunque interlocutorio, nel senso che non sarebbe arrivato il via libera che qualcuno si aspettava al documento di sfiducia sul quale si dovrebbe poggiare la “spallata” a Fiorita per chiudere anticipatamente questa consiliatura e andare al voto già a maggio-giugno. Ma era scontato che questo via libera non sarebbe arrivato subito, considerando la delicatezza del momento e anche l’importanza del dossier Catanzaro in uno scacchiere comunque nazionale. Un dato è per ora certo: le “grandi manovre” nel centrodestra catanzarese e calabrese sono iniziate e, a differenza di altre volte, in questa occasione il tentativo di disarcionare l’amministrazione comunale a guida centrosinistra+”altri” è sicuramente molto più concreto. Se andrà in porto però è tutt’altro discorso, perché ci sono alcuni fattori che al momento “frenano” la tentazione di andare alle urne prima della scadenza naturale del 2027.

“Caccia” alle firme

Il primo: il centrodestra non sembra ancora pronto, per quanto riguarda Catanzaro, e lo dimostra proprio il diverso atteggiamento che si starebbe registrando sul documento di sfiducia. Tutti concordi contro Fiorita, ma con diversi distinguo quanto alla tempistica. E così se Forza Italia, sotto la spinta di Marco Polimeni, Antonello Talerico e Sergio Costanzo, è granitica come non mai, e super-compatta sulla strada della raccolta delle firme, gli alleati, come la Lega di Filippo Mancuso e Fratelli d’Italia di Wanda Ferro, sarebbero ancora guardinghi, e questa diversa impostazione sarebbe emersa già nel primo contatto, concluso con un aggiornamento agli inizi della settimana entrante. “Non ci facciamo dettare tempi e linea da chi con Fiorita in questi anni ha anche governato”, avrebbe detto a esempio qualche big. La verità è che, a parte Forza Italia, gli altri partiti del centrodestra devono comunque confrontarsi ancora al proprio interno e tra le proprie fila, nelle quali non mancano gli indecisi. In più, a diverse aree del centrodestra non garba il fatto che tra i più “oltranzisti” nell’operazione “spallata” figuri Azione, che certo non è (almeno finora) nel centrodestra. E le incognite da chiarire sono diverse. Per avere effetto, il documento di sfiducia ha bisogno di 17 firme: al momento – dicono diverse fonti del centrodestra – di sicure ce ne sono tra le 11 e le 14. Margini per aumentarle ci sono (così come il tempo, almeno fino al 20 febbraio), ma non sarà semplice. Per questo è “caccia” alle firme soprattutto in quel gruppo misto che in molti suoi componenti è quello che garantisce la tenuta di Fiorita. Obiettivi del “forcing” del centrodestra consiglieri comunali come Francesco Scarpino, Raffaele Serò, Tommaso Serraino, Rosario Lostumbo, tutti con rapporti più o meno stretti con big del centrodestra. Ma di converso all’appello potrebbe comunque mancare qualche esponente già ufficialmente nel centrodestra ma non convinto della bontà dell’operazione. Insomma, “grandi manovre” a Palazzo De Nobili, ma partita apertissima, tesissima. E incerta. (a. c.)

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