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la mala in veneto

La ‘ndrangheta punta anche il lago di Garda, «serve una Dda»

E’ in atto una «aggressione delle province di Padova, Venezia, Verona e in misura minore di Vicenza»

Pubblicato il: 09/02/2026 – 6:43
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La ‘ndrangheta punta anche il lago di Garda, «serve una Dda»

VERONA Il collaboratore di giustizia calabrese Domenico Mercurio, trapiantato in Veneto, mesi aveva svelato agli inviati di Report alcuni dettagli delle confessioni messe a verbale dai magistrati antimafia su segreti, affari e relazioni con la politica. Legato alle famiglie di ‘ndrangheta Arena-Nicoscia di Isola Capo Rizzuto, il pentito aveva di fatto confermato una dato ormai assodato: «la costante presenza della criminalità organizzata» in terra veneta. Conferme giungono anche a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, le parole pronunciate dal procuratore generale di Venezia, Federico Prato, suonano come un giudizio inappellabile: «le indagini svolte e le sentenze restituiscono la mappa territoriale che vede prevalentemente l’aggressione delle province di Padova, Venezia, Verona e in misura minore di Vicenza». Sempre secondo Prato, la spartizione territoriale, «vede dominante la criminalità calabrese ‘ndranghetista (cosca Grande Aracri, Gerace, Albanese) nelle province di Padova, Verona e Vicenza».

“Glicine-Acheronte”

Nelle scorse settimane, tre aziende del veronese sono state messe in amministrazione controllata dalla Dia di Brescia in quanto «riconducibili alla ‘ndrangheta». Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Brescia, rientra negli sviluppi delle indagini dell’operazione “Glicine-Acheronte“, coordinata dalla Dda di Catanzaro. Le tre società, che si aggiungono ad altre otto con sede tra Brescia e Mantova raggiunte nell’estate 2024 dallo stesso provvedimento, hanno un volume d’affari complessivo di circa 2 milioni di euro e un patrimonio immobiliare stimato in 30 milioni. L’intero pacchetto societario farebbe capo a un imprenditore veronese, agli arresti domiciliari dal giugno 2023. Dagli accertamenti della Dia di Brescia sarebbero emersi rapporti finanziari stabili, anche con interessi esteri, con una famiglia di ‘ndrangheta interessata a investimenti nell’area del lago di Garda, lungo la sponda veronese. L’amministrazione giudiziaria delle società è stata affidata per almeno un anno a un collegio di due amministratori, che subentreranno progressivamente nella gestione.

La necessità di una Dda

La presenza della mala calabrese in terra veneta è un fattore, e non va sottovalutato. Ecco perché – come riporta il quotidiano L’Arena – magistrati e avvocati concorderebbero nella richiesta di una Corte d’Appello a Verona, «prodromica poi all’insediamento di una Direzione distrettuale antimafia sul territorio». Per Ernesto D’Amico, attuale presidente del Tribunale scaligero, «che la Dda, ci debba essere sul territorio veronese, è evidente, come dimostrano alcuni recenti processi, Isola Scaligera e Taurus, e altri che stanno per arrivare. Non c’è nemmeno bisogno di discuterne». (f.benincasa@corrierecal.it)

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