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Opposizione divisa, leadership assente

L’opposizione calabrese senza rotta, Tridico e il vuoto di leadership

Lontano da Palazzo Campanella e senza una guida forte, il centrosinistra fatica a contrastare il centrodestra

Pubblicato il: 09/02/2026 – 13:15
di Clemente Angotti
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L’opposizione calabrese senza rotta, Tridico e il vuoto di leadership

Leadership dell’opposizione cercasi in Consiglio regionale. L’europarlamentare M5S Pasquale Tridico, candidato presidente uscito perdente dalle elezioni di ottobre e “frontman” del campo largo o larghissimo, almeno fino a quando non si è trasferito stabilmente a Bruxelles, ha annunciato mesi addietro la costituzione di un intergruppo di opposizione, così come ha messo in cantiere, solo qualche tempo dopo, anche la rotazione semestrale tra i capigruppo del centrosinistra in Consiglio regionale per definire la figura del coordinatore. Da allora però, a quanto ci risulta, nulla di tutto questo sembra essersi concretizzato. E, malgrado l’ex presidente dell’Inps, tra le figure di maggiore spicco dei pentastellati (in campo economico e non solo, visto che di lui si è vociferato su un possibile incarico politico nazionale ai vertici del movimento), si sia detto fermamente convinto di poter svolgere tale ruolo di federatore, la realtà sembra orientata ad andare da tutt’altra parte. Ma davvero – è diventato naturale chiedersi a questo punto – Tridico, ormai lontano migliaia di chilometri dalla Calabria, può ragionevolmente ritenere di svolgere da remoto il ruolo di leader ombra dell’opposizione a Palazzo Campanella?
Detto ciò, e al di là di questi aspetti che prima o poi si chiariranno da soli, allo stato attuale quello che più colpisce, in termini generali e di prospettiva, è la mancanza – ed è un fatto – di una voce univoca, riconoscibile e riconosciuta dell’opposizione o, per meglio dire, di quella coalizione che fu il campo largo o larghissimo in Consiglio regionale. Alleanza che, pur tra differenze e distinguo, come del resto accade anche a livello nazionale, dovrebbe ricomprendere non solo le due ex parlamentari M5S Elisa Scutellà ed Elisabetta Barbuto, in forza al gruppo consiliare regionale, ma anche i due eletti della lista di Tridico (Ferdinando Laghi ed Enzo Bruno, non proprio identificabili come pentastellati) e, soprattutto, il gruppo consiliare Pd affidato al capogruppo, nonché campione di preferenze nella circoscrizione centrale, Ernesto Alecci.
A fronte di tutto questo, tuttavia, non pare abbia aiutato a dare un impulso positivo, in termini di coesione della coalizione, l’immagine dello stesso Tridico, già principale e sfortunato competitor di Roberto Occhiuto e su cui l’opposizione, a parole, si era ritrovata come in un solo uomo, che, a fine anno, tornato in Calabria, ha convocato una conferenza stampa a Cosenza per ritrovarsi, come hanno documentato foto e riprese televisive di quell’incontro, in splendida solitudine (episodio peraltro non del tutto inedito) per criticare duramente la giunta regionale in materia di mancata o insufficiente spesa dei fondi comunitari. A chi gli ha fatto notare, in quella circostanza, l’evidente assenza di altri esponenti della sua coalizione (ma era assente, ci pare, anche la coordinatrice regionale dei Cinque Stelle Anna Laura Orrico), lui ha risposto con serenità: “Ci siamo sentiti, in questi giorni ci stiamo incontrando”, promettendo subito dopo che l’opposizione, da lì in avanti, avrebbe agito da pungolo, arrivando anche a impugnare la decisione del governo e della maggioranza regionali di modificare lo statuto per introdurre i sottosegretariati regionali, modifica approvata proprio qualche giorno fa.
Ora, a distanza di mesi dalle ultime elezioni regionali e dal responso che ne è scaturito, è pacifico che ci sarebbe solo da lavorare di buzzo buono per organizzare sul serio l’opposizione alla giunta Occhiuto, che è in via di ulteriore allargamento con l’obiettivo di consolidare il proprio raggio di azione (e di potere). Impegno tutt’altro che facile, stando così le cose, per il centrosinistra calabrese, cui toccherà misurarsi con i recenti maldipancia interni a livello locale: si vedano le “emergenze” che stanno investendo il principale partito della coalizione, il Pd, tra Cosenza, Lamezia Terme e Vibo Valentia.
La domanda che, in definitiva, rimane tuttora inevasa è: potrà davvero l’esponente pentastellato essere ancora l’elemento unificante della minoranza consiliare, alle prese con un centrodestra all’apparenza granitico e inscalfibile? E questo soprattutto in un anno che, tra l’altro, proporrà appuntamenti non da poco, come le prossime elezioni amministrative in città nevralgiche, importanti non solo per il loro profilo di capoluoghi di provincia, del calibro di Crotone e Reggio Calabria? Lo vedremo presto, anche se le premesse attualmente in campo non sembrano delle migliori. (redazione@corrierecal.it)

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