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la crisi al comune di catanzaro

Battitori liberi, (ex) responsabili, delusi. L’identikit dei consiglieri che potrebbero disarcionare Fiorita

I profili dei componenti del “pattuglione” del gruppo misto dal quale potrebbero arrivare le ultime firme per far cadere il sindaco

Pubblicato il: 10/02/2026 – 15:36
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Battitori liberi, (ex) responsabili, delusi. L’identikit dei consiglieri che potrebbero disarcionare Fiorita

CATANZARO I “sorvegliati speciali” di Catanzaro. La “svolta” impressa dai 14 consiglieri comunali di opposizione che hanno firmato l’impegno-“promessa” di dimissioni per sfiduciare il sindaco Nicola Fiorita se si arriva a 17, con l’aggiunta oggi della 15esima firma annunciata dall’ex Pd Fabio Celia, ha spostato ora completamente l’attenzione sul “pattuglione” che a Palazzo De Nobili siede nel gruppo misto o comunque in quella fascia che comprende “responsabili”/“opportunisti”/”battitori liberi”/”delusi”, che sono coloro che tengono in vita l’attuale amministrazione  pur essendo stati eletti in coalizioni diverse da quella di Fiorita. Un “pattuglione” molto “sui generis”, non legato da alcun filo politico, che si è composto in maniera silenziosa ma crescente dalle dinamiche dopo il voto del 2022, all’indomani dei vari passaggi tormentati che hanno caratterizzato questa consiliatura e per effetto del posizionamento dei vari big, soprattutto del centrodestra. E’ dalle fila di questo “pattuglione” – ribattezzato “mondo di mezzo” – che arriveranno, se arriveranno, le ultime firme necessarie a disarcionare Fiorita. Se ne contano almeno una decina, di consiglieri comunali che fanno parte del Misto /un “super-Misto”…), alcuni comunque già sicuramente fuori dai giochi e dai riflettori, come i “veterani” Johnny Corsi e Rosario Mancuso, che hanno già detto o fatto capire di non volersi dimettere, così come i “bene informati” dicono dovrebbe fare Gianni Costa, consigliere comunale un tempo vicino al leader della Lega e vicepresidente della Regione Filippo Mancuso ma oggi ritenuto ormai “libero” da vincoli di sorta. Sugli altri, è già palpabile la pressione, sia degli elettorati di riferimento sia dei punti di riferimento a livello apicale nel centrodestra calabrese e catanzarese, che, sia pure con diversi livelli di convincimento, sicuramente stanno facendo sentire loro il fiato sul collo.

I “dimissionabili”

Il pensiero corre a Rosario Lostumbo e Manuel Laudadio, che si dice siano comunque vicini a Mancuso, o a Raffaele Serò, un tempo legato all’azzurro Antonello Talerico e oggi invece dato come vicino all’assessore regionale di Fratelli d’Italia, Antonio Montuoro, che inoltre avrebbe – sempre secondo  boatos – anche un forte ascendente su un altro consigliere comunale oggi al Misto, Tommaso Serraino, eletto nel 2022 nella coalizione d Fiorita, dalla quale però si sarebbe progressivamente staccato, senza far rumore ma segnando un altro punto negativo dell’esperienza politica del primo cittadino. Un’altra figura molto “attenzionata” è quella di Giulia Procopi, eletta nel 2022 nella coalizione di Talerico, da sempre ritenuta vicina a Tallini. In due comunque dal Misto tra ieri e oggi hanno già deciso di voler staccare la spina a questa consiliatura: e sono nomi significativi. Il primo è stato Francesco Scarpino, che di fatto ha indossato la casacca di Forza Italia (ma che in verità rappresenterebbe un’area presidiata da due “vecchie volpi” che lavorano nell’ombra come Mimmo Tallini e Piero Aiello). Poi oggi, come detto, l’annuncio di Fabio Celia, “macchina da guerra” elettorale del Pd di cui è stato capogruppo in Consiglio comunale fino ad alcuni mesi fa, quando ha “strappato” a muso duro dai dem – a parte la vicesindaco Giusy Iemma – e da Fiorita: nell’ultimo Consiglio comunale, quello delicatissimo sulla “Catanzaro Servizi”, Celia è stato forse il più duro accusatore di Fiorita, colpevole a suo dire di avere, tra le altre cose, definitivamente affossato il centrosinistra a Catanzaro. Secondo diversi osservatori politici sarebbero proprio le dimissioni di Celia il vero segnale di “fine corsa” per Fiorita.  La domanda finale è comunque semplice: quando gli ultimi due andranno dal notaio? E andranno davvero?

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