Polistena, ospedale in affanno, oltre 1000 firme contro l’Asp
Il Comitato diffida l’Azienda sanitaria: «A rischio sicurezza e diritto alle cure»

REGGIO CALABRIA C’è tempo fino alle 13 di domenica 15 febbraio per aderire alla raccolta firme promossa dal Comitato per la tutela della salute della Piana di Gioia Tauro. L’iniziativa, che ha già superato le mille firme, nasce come atto di diffida nei confronti dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, per denunciare carenze strutturali e organizzative che mettono a rischio i cittadini e i servizi ospedalieri, in particolare all’ospedale di Polistena.
«Sì, si potrà firmare fino a domenica – spiega al Corriere della Calabria la leader del movimento, Marisa Valensise – e queste firme costituiranno una diffida formale all’ASP nella persona della direttrice generale Lucia Di Furia. Verranno inviate per conoscenza anche al governatore della Calabria e commissario alla Sanità della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, al Ministero della Salute, al procuratore della Repubblica di Palmi e alla prefetta Clara Vaccaro. Vogliamo che tutte le autorità competenti siano pienamente consapevoli della situazione e intervengano».
Neanche il cattivo tempo ferma la raccolta firme: «Oggi pomeriggio, giovedì 12 febbraio, – ci tiene a dire Marise Valensise -, proprio perché piove saremo al Centro Commerciale Peguy di Cinquefrondi, dalle 17 alle 20».

Le criticità denunciate
Al centro della mobilitazione c’è la denuncia delle criticità che interessano l’ospedale di Polistena e, più in generale, la sanità della provincia di Reggio Calabria. Il Comitato chiede reparti pienamente funzionanti, personale sufficiente, turni sostenibili e il rispetto dei contratti per medici e operatori. Viene citata la situazione della rianimazione e anestesia, con professionisti «stremati», e quella dell’ortopedia che, secondo quanto denunciato, nelle ore serali non sarebbe in grado di garantire la presa in carico delle urgenze, costringendo al trasferimento dei pazienti a Locri con possibili rischi e disagi. Tra i reparti più colpiti dalla carenza di personale c’è l’ortopedia.
«Da nove o dieci medici previsti in organico – racconta Valensise – siamo rimasti con due dirigenti medici, una specializzanda in gravidanza e un medico cubano. Inoltre, un giovane medico ha dato le dimissioni e l’ASP non lo ha nemmeno chiamato per capire il perché. Questo crea un vuoto enorme in un reparto fondamentale».
«Anche i turni notturni vengono coperti in gran parte da infermieri provenienti da altri reparti, – aggiunge Valensise – costretti a straordinari, evidenziando ulteriormente la gravità della carenza di personale».
Il Comitato denuncia, inoltre, il progressivo smantellamento dei consultori e dei servizi territoriali, con ripercussioni concrete sulla sicurezza dei pazienti.
Mobilitazione diffusa in tutta la Piana
La raccolta firme non si limita a Polistena. «Hanno aderito da tutta la Piana – precisa Valensise –, uomini e donne di tutte le età, si sono presentati ai gazebo per chiedere il diritto a cure adeguate e tempestive».
Tra i primi firmatari figurano i sindaci Michele Tripodi (Polistena) e Michele Conia (Cinquefrondi), presidente dei sindaci della Piana. L’invito è esteso a tutti i primi cittadini: «Non è una battaglia di campanile, ma per la salute di tutti».
Autonomia differenziata e Livelli essenziali
La mobilitazione si intreccia anche con il dibattito sull’autonomia differenziata. Il Comitato annuncia che sarà al fianco dei sindaci rispetto all’intesa trasmessa alla Regione Calabria, chiedendo che prima di qualsiasi accordo vengano definiti e finanziati in modo certo i Livelli essenziali delle prestazioni (LEP). Senza queste garanzie, sostengono, si rischierebbe di aggravare i divari territoriali in una regione che già presenta indicatori socio-economici fragili e una capacità fiscale inferiore rispetto al Nord.
«La Calabria non può permettersi ulteriori arretramenti – affermano – salute, istruzione e servizi essenziali non possono diventare privilegi legati alla ricchezza del territorio».
Nasce la sede del Comitato
Il movimento si struttura anche dal punto di vista organizzativo: «A breve apriremo una sede fisica del Comitato nel centro di Polistena, vicino a Piazza della Repubblica – annuncia Valensise – sarà un punto di riferimento stabile per tutti coloro che vogliono partecipare attivamente».
Il messaggio resta chiaro: «Un ospedale deve funzionare e garantire risposte tempestive e sicure. Non sono i cittadini ad adattarsi alle carenze, è il sistema sanitario che deve rispondere ai bisogni delle persone».
La mobilitazione non si fermerà, il movimento vuole estendere l’esperienza a tutta la Calabria, con decine di comitati pronti a difendere i diritti dei cittadini. (redazione@corrierecal.it)
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