Progetti strategici e finanziamenti milionari. Nella “partita” di Catanzaro in gioco c’è (anche) il futuro della città
La crisi al Comune e i possibili effetti sui tanti e delicati dossier che riguardano settori vitali per il capoluogo

CATANZARO Prudenza e cautela. Riflessioni in atto nella politica catanzarese, calabrese e finanche nazionale, e soprattutto nel centrodestra, in questa fase estremamente delicata per via della possibile caduta anticipata dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Nicola Fiorita: al momento 15 firme su 17, le ultime due in attesa del tavolo di coalizione voluto da Filippo Mancuso, come evidenziato dal Corriere della Calabria. In queste riflessioni ci sono ovviamente, in primo piano, aspetti prettamente politici, forse per maggiore precisione partitici. Ma a questi non sono affatto slegate anche altre considerazioni, che si agganciano agli interessi più generali della città e a quale sorte questi interessi potrebbero andare incontro nel caso la “spallata” a Fiorita dovesse andare in porto. Nelle casse del Comune infatti sono arrivati o sono in arrivo diversi e consistenti finanziamenti che nei prossimi mesi dovranno essere messi a terra. E se è vero che l’eventuale commissariamento di Palazzo De Nobili (sia pure per pochi mesi prima di tornare al voto) non necessariamente è sinonimo di paralisi amministrativa è altrettanto vero che rischia quantomeno di frenare ter e procedimenti mancando una direzione politica.
La “fotografia” a Palazzo De Nobili
E’ questa una delle principali “leve” su cui il centrosinistra che sostiene Fiorita si poggia per invocare dal centrodestra un atteggiamento responsabile, ma è anche un elemento che occupa in modo pesante anche i ragionamenti del centrodestra, che – sostengono diversi analisti politici- è “combattuto” tra il rischio di lasciare tutti gli “onori” a Fiorita se, restando in sella, il sindaco e la sua amministrazione metteranno a frutto questi finanziamenti, e però, di converso, il rischio di doversi trovare a gestire dossier molto delicati subito dopo aver varcato la soglia del Comune, senza avere quasi nemmeno il tempo di festeggiare il successo elettorale. Insomma, lo spettro del caos amministrativo che diventa anche politico – già da più parti, anche autorevoli, evocato – non lascia tranquilli. Quel che è certo è che la partita a scacchi di questi giorni si gioca anche su una importante fetta del presente e del futuro di Catanzaro. Giusto per dare qualche dato. Il Comune è pronto ad affidare appalti importanti (quello sulla raccolta differenziata da 80 milioni, quello sul porto da più di 20 milioni, quello sullo stadio da 9 milioni) e gestire i fondi di Agenda Urbana (altri 20 milioni, in più non bisogna dimenticare l’ultima emergenza, quella legata a danni causati nel quartiere Lido dal ciclone Harry. Ce n’è abbastanza per capire quanto altissimo sia l’impatto che in ogni caso determinerebbe il voto anticipato. Per non parlare poi di altri significativi dossier che sono sul tappeto, come il futuro della municipalizzata “Catanzaro Servizi”, che rischia di sprofondare portandosi dietro anche Palazzo De Nobili (il 25 febbraio è attesa la decisione del tribunale sul piano di risanamento e di protezione dall’assalto dei creditori). In più, la “cesura” traumatica della consiliatura farebbe comunque slittare di mesi quelle discussioni di competenza del Consiglio comunale su questioni dirimenti per il futuro della città come la localizzazione del nuovo ospedale o il Piano Strutturale (il Piano regolatore di una volta). Ecco le grandi sfide che la politica catanzarese in queste ore è chiamata ad affrontare. E fanno un po’ tremare i polsi. (a. cant.)
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