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la “crisi” a catanzaro

Diffidenze tra i big, incastri delicati e resistenze. Nel centrodestra gli ardori anti-Fiorita sono in stand by

Al momento “cristallizzata” la raccolta delle firme per sfiduciare il sindaco. Forza Italia spinge ma Mancuso e anche FdI frenano. E gli indecisi restano tali

Pubblicato il: 14/02/2026 – 7:07
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Diffidenze tra i big, incastri delicati e resistenze. Nel centrodestra gli ardori anti-Fiorita sono in stand by

CATANZARO A Palazzo De Nobili tutto sta procedendo come sempre, almeno in apparenza. Anche ieri riunioni di commissioni varie che si susseguono senza particolari sussulti. Al Comune di Catanzaro i venti della crisi spirano ma (ancora) non sfondano. Lo sprint di inizio settimana di 14 consiglieri comunali tra centrodestra, Azione e Rinascita (Valerio Donato) per firmare la promessa-impegno di dimissioni se si arriva a quota 17 e così far cadere prima del tempo il sindaco Nicola Fiorita ha fatto rumore ma per il momento sembra aver completato la sua spinta propulsiva: tra l’altro corre voce che anche la 15esima firma annunciata, quella dell’ex Pd Fabio Celia, al momento sia solo annunciata, per l’appunto. La partita ora si gioca su altri tavoli, comunali ma soprattutto extracomunali, e cioè regionali e persino nazionali. Perché comunque si parla di Catanzaro, capoluogo di regione e quindi casella “pesante” nello scacchiere dei partiti.

Il quadro “cristallizzato”

Il quadro ad ora è dunque “cristallizzato”: nel centrodestra la tentazione della “spallata” a Fiorta c’è ma non è, al momento, unanimemente condivisa sul piano dell’opportunità e anche della tempistica. E dunque si procede con velocità diverse. Forza Italia, o almeno una parte probabilmente maggioritaria di Forza Italia, quella guidata dal segretario provinciale e consigliere regionale Marco Polimeni e dal “veterano” Sergio Costanzo, spinge fortemente per la fine immediata della consiliatura, con l’obiettivo – si dice ormai nemmeno tanto velatamente negli ambienti del centrodestra catanzarese – di rilanciare il nome di Sergio Abramo quale candidato sindaco. Ma il resto della coalizione avrebbe fiutato la mossa e non sembra per nulla intenzionato ad assecondare questo disegno. E non è un caso – ricorda chi era presente – che nella foto collegiale dei firmatari delle possibili dimissioni non figurasse Eugenio Riccio, capogruppo della Lega e fedelissimo del vicepresidente della Regione e ormai ex commissario regionale del Carroccio Filippo Mancuso: quel giorno, dopo essere passato dal notaio per mettere la firma, Riccio si è subito eclissato. Non è del resto un mistero il fatto che Mancuso, pur avendo la “golden share” sulle sorti del Comune di Catanzaro ed essendo il candidato sindaco più quotato in assoluto nel centrodestra, abbia subito “frenato” gli ardori anti-Fiorita del resto della compagnia. Non per consociativismo, come dicono i maligni, ma per ragioni che sono anche comprensibili: primo, far cadere un Comune come Catanzaro non è operazione che si può fare all’improvviso e a cuor leggero, senza un progetto complessivo e senza una valutazione complessiva del ruolo di Catanzaro nello scacchiere nazionale e regionale del centrodestra. E secondo perché in effetti l’operazione della fine anticipata della consiliatura con il passare delle ore appare come una primogenitura di Forza Italia, tra l’altro assecondata – se non addirittura co-gestita – da un partito che non è neanche organico al centrodestra, vale a dire Azione. Certo, Mancuso continua a detenere il “pallino” del gioco, perché tra gli “indecisi” ci sono 2-3 consiglieri comunali oggi nel “mondo di mezzo” del Misto che in qualche modo gli sono legati o comunque vicini, ma sa anche che la partita di Catanzaro si intreccia inevitabilmente con tante altre partite, dalle Comunali di Reggio al possibile rimpasto nella Giunta Occhiuto e più in là, ma nemmeno tanto, le Politiche, senza dimenticare le dinamiche interne alla Lega e i rapporti con gli alleati. Per non parlare delle “resistenze” degli “indecisi” (tra cui i 2-3 di cui sopra), superabili solo a determinate condizioni (e garanzie…). Se si aggiunge che neanche Fratelli d’Italia – a quanto sembra – si starebbe esponendo più di tanto il quadro è completo. Tanti del resto sono gli incastri da sistemare e Catanzaro rientra tra questi. Fonti qualificate sostengono che in questi giorni Mancuso abbia avuto più di un’interlocuzione con il governatore e leader azzurro Roberto Occhiuto e con il coordinatore di Forza Italia Francesco Cannizzaro ma di interlocuzioni ne servono ancora altre, evidentemente. Intanto a Palazzo De Nobili tutto procede come sempre, almeno in apparenza. “Anche se gli eventi possono sempre precipitare in un batter d’occhio l’impressione è che in questo fine settimana non succede nulla”, si spinge ad azzardare un consigliere comunale che ne ha viste tante. Ma da lunedì potrebbero però riprendere i fuochi di artificio se nel frattempo qualcuno degli incastri di cui sopra si è messo a posto. (a. c.)

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