Maltempo in Calabria: nel Cosentino si contano i danni, Reggio e Lamezia chiedono lo stato di calamità
Dopo la tregua, sindaci e amministrazioni tracciano il bilancio dei danni. Cassano allo Ionio chiede lo stato di emergenza

Superata la fase più acuta dell’ondata di maltempo che ha investito il territorio nelle ultime ore, i sindaci dell’area urbana di Cosenza e presilana hanno tracciato il punto della situazione sulle operazioni di messa in sicurezza e sul sostegno alla popolazione colpita. Nel comune di Casali del Manco, i lavori di ripristino sono ripresi a pieno ritmo approfittando di una parziale tregua meteorologica. La sindaca Francesca Pisani ha confermato che l’attenzione è massima sui punti più critici del territorio, con particolare riferimento alle località di Pedace e Perito. Le squadre di intervento sono attualmente impegnate lungo le arterie principali, inclusa la viabilità provinciale, per la pulizia delle cunette e la rimozione di detriti, operazione fondamentale per garantire il corretto deflusso delle acque in vista di possibili nuove precipitazioni. «È indispensabile – ha detto Pisani – attivare una filiera istituzionale solida, perché il territorio ha bisogno di interventi di ricostruzione strutturale per i quali sono necessari fondi urgenti e il supporto degli enti superiori». Nella città capoluogo, il sindaco Franz Caruso segue da vicino l’evolversi della situazione, rassicurando la cittadinanza sul monitoraggio delle infrastrutture colpite. L’attenzione resta alta sulla paratia danneggiata del Crati, dove si è creata una voragine lungo la strada, per la quale è già in corso la pianificazione dell’intervento di ricostruzione. Sul fronte dell’assistenza alla popolazione, si registrano 17 persone sfollate provenienti dalle zone di contrada Iassa e via Iulia. Il Comune ha provveduto alla loro immediata sistemazione presso strutture alberghiere cittadine, garantendo i servizi di prima necessità. «Ci aspetta – ha detto Caruso – un importante lavoro di pianificazione e ricostruzione. Abbiamo già avviato l’iter per lo stato di calamità».
Reggio Calabria e Lamezia Terme chiedono stato di calamità
«Si è provveduto a una ricognizione dei danni, considerando che eventi climatici di questa portata difficilmente si verificano dalle nostre parti». Lo afferma in una nota il sindaco facente funzioni di Reggio Calabria, Domenico Battaglia che, nelle scorse ore, ha effettuato diversi sopralluoghi nelle aree maggiormente colpite dal maltempo. «Si è trattato di due cicloni che si sono susseguiti a breve distanza l’uno dall’altro – ha chiarito – Ci eravamo tutelati con ordinanze di chiusura delle scuole, dei mercati e dei cimiteri e, fortunatamente, l’azione di prevenzione, sempre in accordo con il Coc, la Protezione civile regionale e comunale e la Prefettura, ha funzionato. Le ricognizioni effettuate da Catona a Bocale hanno fatto registrare danni nelle zone di San Gregorio, Pellaro, Catona e Bocale, oltre che sul Lungomare di Reggio Calabria e al lido comunale. Prosegue senza sosta anche il lavoro della Polizia locale e della società Castore, impegnate nella raccolta delle segnalazioni e negli interventi sul territorio, in costante interlocuzione con la Protezione civile». «A seguito dello stato di emergenza– ha aggiunto Battaglia – saranno inviate le schede relative ai danni riscontrati. Il settore manutenzione e le società partecipate, con interventi in somma urgenza, hanno provveduto allo sgombero di alberi e rami per garantire il ripristino della viabilità nelle strade cittadine. La macchina amministrativa si è attivata immediatamente per assicurare gli interventi necessari. L’Amministrazione comunale chiederà alla Regione di attivarsi tempestivamente per la richiesta dello stato di calamità. Ci renderemo parte diligente – ha concluso il sindaco facente funzioni – per indicare tutti i dati necessari a segnalare i danni subiti. Particolare attenzione è rivolta alle attività produttive e commerciali della città». Anche il Comune di Lamezia Terme ha richiesto lo stato di calamità naturale a seguito dell’ondata di maltempo che ha colpito il territorio comunale. È quanto deliberato dalla Giunta, guidata dal sindaco Mario Murone, inoltrando la richiesta alla Regione Calabria, dipartimento di Protezione civile, «per i relativi provvedimenti di competenza, anche di carattere finanziario». L’Amministrazione comunale in particolare fa riferimento a quanto accaduto «nei giorni 11, 12 e 13 febbraio 2026, con prolungate precipitazioni meteoriche e forti venti che si sono abbattuti sul territorio del Comune di Lamezia Terme, causando rilevanti problematiche in una vasta area del territorio, del centro abitato e delle frazioni, con importanti danneggiamenti ad immobili pubblici e abitazioni, fenomeni di allagamento, trasporto di fanghi, caduta di alberi, danneggiamento grave di strade, condotte idriche e fognarie compromettendo la funzionalità e la struttura non solo della rete viaria pubblica ma anche le strade vicinali ed interpoderali». «Vi è stata la necessità – è scritto nella richiesta – di attivare interventi straordinari per il ripristino temporaneo della viabilità comunale, dell’officiosità idraulica di alcuni canali, torrenti, corsi d’acqua e per la messa in sicurezza ai fini della salvaguardia della pubblica incolumità».
Cassano allo Ionio chiede lo stato di emergenza
Dopo Reggio Calabria e Lamezia terme, l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Gianpaolo Iacobini ha formalmente richiesto la dichiarazione dello stato di emergenza a seguito della grave esondazione del fiume Crati, conseguenza delle intense e persistenti precipitazioni che hanno colpito la Valle del Crati. Il livello del fiume ha raggiunto i 5,49 metri, superando gli argini naturali nel tratto compreso tra Corigliano-Rossano e Cassano all’Ionio, provocando l’allagamento delle aree golenali su entrambe le sponde e interessando in maniera significativa le contrade di Lattughelle, Piano Scafo e Casa Bianca – meglio conosciuta come Laghi di Sibari – oltre all’area archeologica di Sibari.
Una prima ricognizione effettuata con la Protezione Civile Regionale e il Consorzio di Bonifica regionale ha inoltre evidenziato la presenza di diverse rotture arginali lungo il corso del fiume: almeno tre in contrada Lattughelle e almeno una in contrada Casone, nell’area dei Laghi di Sibari. Criticità rilevanti sono state riscontrate anche alla foce del Crati, in parte ostruita. Nei giorni precedenti all’evento, l’Amministrazione comunale aveva già attivato il Centro Operativo Comunale (C.O.C.), sulla base dei bollettini e delle indicazioni diramate dal Dipartimento regionale di Protezione Civile, al fine di fronteggiare la criticità idrogeologica e idraulica in atto. L’esondazione ha causato danni ingenti a persone, abitazioni private e infrastrutture di produzione agricola, rendendo necessaria, in alcuni casi, l’evacuazione dei residenti come misura di prevenzione e tutela della pubblica incolumità. Alla luce della gravità della situazione, la Giunta comunale ha deliberato un atto di indirizzo per richiedere l’immediata dichiarazione dello stato di emergenza, al fine di consentire l’attivazione di interventi urgenti e straordinari, l’utilizzo di poteri e mezzi speciali e il reperimento delle risorse necessarie alla messa in sicurezza delle aree colpite e all’assistenza della popolazione.
Stamane la Giunta regionale, su proposta del presidente Roberto Occhiuto e dell’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, ha già provveduto dichiarato lo stato di emergenza nazionale e lo stato di calamità in agricoltura, riconoscendo ufficialmente l’eccezionalità degli eventi e l’impatto devastante che l’alluvione ha avuto sul tessuto produttivo agricolo e sul territorio.
Il Comune di Cassano ha inoltre trasmesso la deliberazione a tutte le Autorità competenti a livello nazionale e regionale, richiedendo il necessario supporto istituzionale ed economico per fronteggiare l’emergenza, ripristinare le condizioni di sicurezza e avviare quanto prima le azioni di ristoro per i danni subiti da cittadini e imprese. (redazione@corrierecal.it)
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