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Il rapporto

La psichiatria arranca, in Italia posti letto tra i più bassi al mondo

L’Iss: investimenti inferiori alla media europea e carenza di personale

Pubblicato il: 15/02/2026 – 8:35
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La psichiatria arranca, in Italia posti letto tra i più bassi al mondo

ROMA Numero di posti letto ospedalieri per ricoveri psichiatrici acuti tra i più bassi al mondo (0,1 per 1.000 abitanti, contro la media Ocse di 0,64 per 1.000), carenza di personale, inferiore di quasi il 30% rispetto agli standard definiti dall’Agenas, investimenti pro capite tra i più bassi d’Europa e forti divari nell’erogazione dei servizi tra le varie Regioni. L’assistenza per la salute mentale in Italia non decolla, con la speranza che il piano appena approvato possa cambiare il quadro.
E gli psicofarmaci, il cui utilizzo è in aumento, sembra essere in molte zone una delle poche opzioni possibili.
Lo rileva il terzo rapporto del Gruppo di lavoro su equità e salute nelle Regioni dell’Istituto superiore di sanità, focalizzato sui servizi per la salute mentale. Per quanto riguarda la disponibilità di posti letto, l’andamento nazionale delle dimissioni di utenti dai reparti psichiatrici è in diminuzione dal 2020 (nell’ultimo biennio: -14% rispetto a 2015-2019). Inoltre, le Regioni del Sud, la Sardegna e le Regioni del Centro mostrano nel tempo valori più bassi rispetto alle Regioni del Nord (tranne il Friuli-Venezia Giulia).
In aggiunta a ciò, a partire dal 2017 (fino al 2023) sono diminuite le strutture psichiatriche territoriali (-18,5%) e le strutture psichiatriche residenziali (-13%) e, dal 2020, le strutture psichiatriche semiresidenziali (-12,5%). A carico delle strutture psichiatriche semiresidenziali, si registra anche una diminuzione, a partire dal 2021, dei posti (-10%) e, dal 2015, più marcatamente, degli utenti presenti (-35% nel 2023 rispetto al 2015). Tutto questo a fronte di un aumento, dal 2022 al 2023, del 10% della percentuale di popolazione che ha almeno una visita durante l’anno, e, rispetto al 2020, del 18%, arrivando a 169,5 pazienti per 100mila abitanti. Una criticità perdurante nei servizi specialistici di salute mentale è rappresentata dal fatto che essi assistono all’incirca l’1,6-1,7% della popolazione (prevalenza trattata), a fronte di un numero fino a quasi 10 volte superiore di persone che ogni anno soffrono di disturbi mentali. A fronte di tutto questo cresce anche il tasso di utenti trattati con antipsicotici in regime convenzionato. La crescita lineare, dal 2015 al 2023 del + 63%, è connotata geograficamente, con valori più alti nelle Regioni del Sud e nelle Isole. “Questi risultati possono far ipotizzare una maggiore adozione di prescrizioni di antipsicotici come una delle poche opzioni terapeutiche disponibili”.

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