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L’operazione

‘Ndrangheta, colpo alla cosca Commisso di Siderno: fermato anche il presunto «nuovo boss» Antonio

Blitz eseguito dal ROS dei Carabinieri reggini nei confronti di 7 soggetti. La potente cosca ha esteso il suo potere anche negli Usa e in Canada

Pubblicato il: 17/02/2026 – 21:15
di Giorgio Curcio
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‘Ndrangheta, colpo alla cosca Commisso di Siderno: fermato anche il presunto «nuovo boss» Antonio

REGGIO CALABRIA Un fermo di indiziato di delitto è stato emesso dalla Distrettuale antimafia di Reggio Calabria (firmato dal procuratore capo Giuseppe Borrelli, dai sostituti Vittorio Fava e Domenico Cappelleri e dal Coordinatore della Dda Area Jonica, Giuseppe Lombardo) nei confronti di 7 soggetti, ed eseguito dagli uomini del ROS dei Carabinieri del Reparto Anticrimine di Reggio Calabria. Nel mirino della Dda reggina sono finiti soggetti ritenuti appartenenti o comunque legati alla cosca di ‘ndrangheta dei Commisso di Siderno di cui gli inquirenti – già in passato – ne hanno attestato la presenza anche oltre la Calabria e l’Italia, raggiungendo gli Usa e il Canada. Una egemonia detenuta in particolare dalla potente ‘ndrina di C. di Mirto, articolazione del locale di Siderno con proiezioni negli Usa e, in particolare, ad Albany (New York).

Gli indagati

Il fermo è stato eseguito nei confronti di: Frank Albanese (cl. 67) nato negli Usa; Giuseppe Archinà (cl. ’62) di Siderno; Francesco Baggetta (cl. ’60) di Siderno; Salvatore Barranca (cl. ’68) di Siderno; Antonio Commisso (cl. ’80) di Locri e Francesco Antonio Sgambelluri (cl. ’80) di Siderno.  

Antonio Commisso il “nuovo” boss

In questa indagine – in particolare – la Dda di Reggio Calabria ha acceso i riflettori su Antonio Commisso (cl. 1980), figlio di Francesco alias “Lo Scelto” e latitante in Canada nonché nipote di Antonio Comisso (cl. ’25) ritenuto il capostipite della cosca proprio oltre oceano. Per la Distrettuale antimafia di Reggio Calabria si tratta di una figura estremamente importante ai fini investigativi, ma anche significativa perché, di fatto, finora era rimasto estraneo alle indagini di contesto ‘ndranghetistico. La ricostruzione investigativa condotta dall’Antimafia reggina ha posto l’accento sul “giovane” Antonio Commisso, partendo da alcuni elementi. Secondo quanto è emerso, infatti, il suo ruolo sarebbe stato “suggellato” dal riconoscimento formale da parte di altre articolazioni di ‘ndrangheta attive nel “Mandamento Jonico” mentre, relativamente ai rapporti interni al locale di ‘ndrangheta di Siderno, «quando sarà interpellato – sottolinea la Dda – si evidenzierà il suo ruolo di mediatore, contemperando le aspirazioni criminali delle articolazioni satelliti dei Commisso, prime fra tutte quelle della cosca Rumbo – Galea – Figliomeni».  

Il ruolo riconosciuto da Africo

C’è un primo importante episodio che, secondo la Dda di Reggio Calabria, contribuisce a qualificare il ruolo di vertice ricoperto dal 45enne Antonio Commisso ovvero una sorta di contrasto che si era venuto a creare fra alcuni ragazzi di Siderno ed altri giovani di Africo, legati a famiglie di ‘ndrangheta della zona, tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021. Con il rischio elevato di creare criticità e fibrillazioni tra le cosche. Sarebbe stato proprio Antonio Commisso a svolgere il ruolo di “paciere” «compulsato ad intervenire in virtù della sua autorità criminale dagli omologhi Africensi», annota la Dda nel fermo di indiziato di delitto. (g.curcio@corrierecal.it)

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