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il rapporto tra intelligenza artificiale e stampa

Ai di Google, pronta la segnalazione dell’Agcom all’Ue

Il Garante della Comunicazione ipotizza «un caso evidente di impatto sull’informazione»

Pubblicato il: 19/02/2026 – 7:25
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Ai di Google, pronta la segnalazione dell’Agcom all’Ue

ROMA L’Agcom invierà una segnalazione alla Commissione europea sui programmi di intelligenza artificiale di Google. Il motivo è legato all’utilizzo dei contenuti dei giornali da parte di Ai Mode e Ai Overviews, che forniscono nel motore di ricerca delle risposte sintetico alle ricerche degli utenti. Lo scrive “Il Sole 24 Ore”. Il tema – cioè il rapporto tra stampa e Ai Mode di Google – è stato posto all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, come ha detto il presidente Giacomo Lasorella. «Lo ha già fatto l’Autorità tedesca e noi stiamo per fare una segnalazione alla Commissione europea, è un caso evidente di impatto sull’informazione» ha spiegato al convegno Epistemia e Intelligenza artificiale dell’Università La Sapienza a Roma. «Andando a cercare in AI Mode il rischio è di non leggere più i giornali – ha aggiunto -. C’è il rischio di compressione della libertà informativa e del diritto dei cittadini di accedere a più fonti di informazioni sancito dall’articolo 3 dell’European Freedom Act». «Questo è solo uno dei casi visti dal regolatore – ha aggiunto il presidente Agcom – in cui la disciplina impatta sui servizi. Noi stiamo cercando di affrontare questi temi in modo efficace insieme alla Commissione e agli altri regolatori europei ma abbiamo bisogno del supporto delle conoscenze che ci porta il mondo scientifico, la complessità attuale richiede dialogo costante tra istituzioni e ricerca». Lasorella – riporta ancora “Il Sole 24 Ore” – ha poi spiegato che il Digital service act europeo, la normativa Ue che regola le piattaforme digitali ha assunto «un ruolo centrale» e rappresenta ad oggi «l’unico presidio a livello mondiale rispetto ad un mondo in trasformazione». «Guardando il bicchiere mezzo pieno tanto si sta facendo – ha concluso Lasorella -. Ma come visione di sistema mi permetto di dire che c’è bisogno di immaginare un ruolo più ampio rispetto alle singole autorità nazionali, dal momento che il rapporto tra Commissione Ue e i paesi di origine delle piattaforme digitali comprime il ruolo delle autorità nazionali».

La risposta di Google

Sempre secondo “Il Sole 24 Ore” allo stesso convegno, Diego Ciulli, Head of Government Affairs and Public Policy di Google in Italia, ha risposto di non credere che «per Ai Overview e Ai Mode le persone smettano di leggere i giornali, sarebbe preoccupante se lo facessero. Sono una naturale evoluzione del motore di ricerca, stiamo migliorando il modo precedente di fare ricerca non l’accesso all’informazione. Il motore di ricerca prova a ordinare fonti autorevoli e oltre ad una sintesi diamo i link di approfondimento a quella fonte – ha aggiunto – questa è la differenza tra un motore di ricerca e un chatbot. Ai Mode resta un motore di ricerca, mentre Gemini è il vostro assistente per fare lavori creativi, confondere le due cose è come mettere i piatti nella lavatrice». «Ai Overview e Ai Mode sono molto bravi a dare dei fatti in maniera rapida non fanno nessun tipo di analisi e di approfondimento, non credo lo faranno nemmeno nel prossimo futuro – ha concluso Ciulli -. Anzi quello che stiamo vedendo è che le persone cercano di più, anche in Europa, da quando ci sono AI Overview e AI Mode e questo inevitabilmente porta più traffico fuori da Google. Inoltre si stanno sviluppando nuovi linguaggi, perché le persone vogliono sapere di più e ascoltano i podcast di due ore. Questo è successo grazie a questi strumenti».

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