Sibari, si teme una nuova piena per il ciclone Pedro: il sindaco Iacobini tra paura e speranza
«Dare risposte alle popolazioni colpite. Non possiamo andare avanti così, si avvii un ragionamento serio sul bacino idrografico del Crati»

CASSANO ALL’IONIO La rinascita difficile ma possibile. Aspettano l’onda di piena del Crati e il ciclone Pedro, il sindaco di Cassano all’Ionio, Gianpaolo Iacobini, è sospeso tra speranza e timore per ulteriori danni dopo le esondazioni dei giorni scorsi. È di 20 milioni la prima stima dei danni e l’impressione è che purtroppo si andrà avanti con la conta, mentre oggi arriva il capo della protezione civile, Ciciliano.
La richiesta di un aiuto concreto
«La richiesta immediata – dice il sindaco al Corriere della Calabria – è quella di avviare un ragionamento serio sul Crati e sul suo bacino idrografico, perché a Sibari oggi, per fare un esempio, non piove però siamo tutti in attesa di un’onda di piena che arriva dall’entroterra. È chiaro che questa vita non può andare avanti così. Abbiamo centinaia di persone alle quali garantire sicurezza e dignità ed è necessario che le istituzioni di livello superiore, in un’azione di coordinamento, come è stato nel momento dell’emergenza, quella sicurezza la assicurino costantemente e quotidianamente intervenendo per irreggimentare questo grande fiume, il cui valore è immenso, in maniera tale che possa esistere una coabitazione tra l’uomo e la natura e che gli scenari vissuti in questi giorni non abbiano più a ripetersi».
L’emergenza prosegue anche oggi e c’è grande timore per quello che potrà succedere. «Noi siamo in attesa dell’onda di piena del ciclone Pedro – aggiunge Iacobini –, ormai abbiamo imparato a familiarizzare con il meteo e anche con la fantasia dei meteorologi. Siamo in apprensione perché sappiamo già che non sarà un’onda come quella precedente, ma su argini notevolmente indeboliti dalla furia delle acque c’è poco da stare tranquilli. Adesso ogni qualvolta il Crati dovesse uscire dal suo letto naturale sarà sicuramente un problema per le popolazioni vicine».
Dalla rabbia alla reazione
A proposito di popolazioni, sono tante le famiglie colpite dagli ultimi eventi estremi che purtroppo hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni. A loro va il pensiero del primo cittadino del comune dell’area jonica cosentina: «Al momento noi abbiamo ancora una cinquantina di persone ospitate negli alberghi messi a disposizione dal Comune. Contiamo che questo numero possa ridursi notevolmente già nell’arco delle prossime 24-48 ore se riusciremo a far rientrare i residenti all’interno dei laghi di Sibari. Stanno bene – riporta Iacobini – ma c’è molta rabbia anche tra chi è già rientrato a casa. L’elemento positivo di queste ore è che questa rabbia si è tradotta in una volontà ferma di reagire, di ricominciare. Alle istituzioni ancora una volta chiediamo che questa positività non venga stroncata da attese estenuanti, da delusioni, da mancate promesse. Se quell’afflato che ha caratterizzato le ore dell’emergenza si tradurrà in concretezza anche nella fase successiva, io sono sicuro che da questa crisi nascerà una grande opportunità per il nostro territorio» dice il sindaco di Cassano.
La tempistica e i ristori
Infine un passaggio sulla tempistica, sui criteri e sulle condizioni per l’ammissione ai ristori e agli aiuti. «In passato questa terra è stata già vittima di alluvioni e ogni volta a pagare il prezzo maggiore sono state proprio le famiglie, spesso e volentieri escluse da qualsiasi forma di aiuto. Questa tragedia segna pesantemente il comparto produttivo da un punto di vista alimentare e turistico, però dobbiamo evitare che il prezzo principale venga pagato dai senza nome, dai senza voce, da queste famiglie che con disperazione per tanti anni hanno accumulato risparmi, hanno fatto sacrifici e oggi sotto un metro d’acqua vedono annegare tutto ciò che hanno fatto fin qui» conclude Iacobini. (f.benincasa@corrierecal.it)
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