Maltempo sul Tirreno, l’urlo dei sindaci: «Basta interventi tampone, serve una strategia strutturale»
A Fuscaldo l’incontro operativo per sollecitare un progetto unitario di difesa del territorio, risorse adeguate e un tavolo tecnico-istituzionale permanente

FUSCALDO Stamattina nel salone di rappresentanza della delegazione municipale di Fuscaldo Marina si sono riuniti i sindaci e i rappresentanti istituzionali dei Comuni di: Acquappesa, Belvedere Marittimo, Bonifati, Cetraro, Guardia Piemontese, Fuscaldo, Longobardi, Paola, Sangineto e San Lucido.
All’ordine del giorno, la discussione sulla costituzione di un tavolo tecnico unitario per porre l’attenzione sulle gravissime ed annose problematiche relative all’erosione costiera, ancor di più accentuate dagli eventi metereologici particolarmente avversi delle ultime settimane.
Il paesaggio e le sue criticità
Si evince e si concorda sulla necessità di un complessivo ripensamento sui modelli di intervento, gli strumenti, la pianificazione urbanistica, la gestione dei sistemi di intervento, ecc. È arrivato il momento di programmare e realizzare con comune responsabilità e con comune visione, per operare sceltesostenibili, inaugurando una nuova stagione di mitigazione del rischio, di interventi concreti di messa in sicurezza del territorio.
Nel composito contesto territoriale calabrese la costa tirrenica cosentina identifica, in tutta la propria eterogeneità ed estensione, un sistema territoriale connaturato ad un patrimonio culturale materiale ed immateriale esemplare nelle sue manifestazioni identitarie.
Un mosaico paesaggistico e storico-culturale su cui insistono anche criticità complesse quali il dissesto idrogeologico, erosione costiera e un territorio costiero aggredito da un sempre più preoccupante fenomeno erosivo.
«Il fenomeno dell’erosione costiera sta assumendo dimensioni sempre più rilevanti, compromettendo l’equilibrio ambientale, la sicurezza del territorio, le infrastrutture pubbliche e private, nonché il tessuto economico e turistico delle comunità locali» ma – evidenziano i sindaci – «negli ultimi anni si è fatto ricorso prevalentemente a interventi frammentati, emergenziali e differenziati da Comune a Comune; tali interventi tampone, pur necessari nell’immediato, non hanno prodotto una soluzione strutturale e duratura, determinando disomogeneità nella protezione della costa e uno squilibrio negli effetti delle opere realizzate; la dinamica costiera non conosce confini amministrativi e richiede, per sua natura, una pianificazione unitaria e scientificamente coordinata su scala territoriale ampia».
Le richieste
Per i primi cittadini interessati «la tutela della fascia costiera rappresenta una priorità strategica sotto il profilo ambientale, economico e sociale; è indispensabile superare la logica degli interventi episodici e discontinui; occorre garantire equità territoriale, efficacia tecnica e sostenibilità nel medio-lungo periodo»: di qui la richiesta alle Istituzioni competenti – a partire dalla Regione, dallo Stato e dagli enti preposti alla pianificazione e alla difesa del suolo – dell’attivazione urgente di un Progetto Unitario di Difesa Costiera con la redazione e l’attuazione di un piano organico, integrato e coordinato, che interessi l’intera area costiera coinvolta dai fenomeni erosivi, superando definitivamente la frammentazione degli interventi comunali.
La seconda richiesta è quella di un Contratto di Costa del Sistema Territoriale del Tirreno Cosentino «come strumento volontario di programmazione strategica e negoziata che persegue la cura, la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione del territorio e del Patrimonio Culturale, nonché la corretta gestione delle risorse idriche e la salvaguardia dal rischio ambientale. Il Contratto di Costa persegue processi di programmazione negoziata e partecipata che combinano strategie di contenimento del degrado eco-paesaggistico, riqualificazione del territorio e sviluppo locale. Tali processi si declinano in coerenza con i riferimenti normativi di livello comunitario, nazionale e regionale, in armonia con le peculiarità del territorio, in correlazione alle esigenze, in risposta ai bisogni e alle aspettative della cittadinanza».
La pianificazione integrata
L’elaborazione di uno studio complessivo delle dinamiche marine e sedimentarie, finalizzato alla progettazione di opere coerenti tra loro e capaci di garantire risultati strutturali e duraturi è un altro dei punti sollecitati dai sindaci del Tirreno cosentino: l’obiettivo è avere risorse economiche adeguate e certe con «lo stanziamento di finanziamenti pluriennali che consentano la realizzazione di interventi programmati e non subordinati a logiche emergenziali». Richiesta anche l’istituzione di un tavolo permanente di coordinamento (un tavolo tecnico-istituzionale che coinvolga tutti i Comuni costieri interessati, al fine di assicurare condivisione, trasparenza e uniformità nelle scelte progettuali). I sindaci ribadiscono la volontà di agire in maniera compatta e responsabile, mettendo da parte ogni frammentazione amministrativa per difendere un patrimonio ambientale che appartiene all’intera collettività. «La costa è un sistema unico . commentano all’unisono – La sua difesa deve essere altrettanto unica. Con questo documento, le Amministrazioni comunali firmatarie chiedono un cambio di paradigma:
non più interventi tampone disomogenei, ma una strategia strutturale, condivisa e definitiva per la salvaguardia dell’intero litorale ed una deroga a quelle che sono le normative burocratiche in materia di interventi».