Nico D’Ascola: «Il giudice deve essere pienamente terzo»
Il professore ordinario di diritto penale interviene anche sul rapporto tra giudice e pubblico ministero e sulla necessità di rafforzare le garanzie formali

Il tema della separazione delle carriere torna al centro del dibattito questa sera alle 20.40 su L’altro Corriere Tv (canale 75), con una nuova puntata di Supplemento d’Indagine dedicata al delicato equilibrio tra pubblico ministero e giudice nel processo penale.
Ospite della puntata è l’avvocato Nico D’Ascola, favorevole al Sì. Professore ordinario di diritto penale e avvocato penalista, D’Ascola è stato senatore della Repubblica e ha ricoperto l’incarico di presidente della Commissione Giustizia del Senato, maturando un’esperienza significativa sui temi delle riforme del sistema giudiziario.
Netto il suo giudizio, il giudice chiamato a regolare il conflitto tra accusa e difesa deve essere pienamente terzo, senza condividere con il pubblico ministero percorsi di carriera, sedi decisionali o dinamiche ordinamentali che possano creare «solidarietà » strutturali, anche se non colpevoli.
La puntata restituisce un confronto sulle garanzie processuali, sulla reale imparzialità del giudizio e sulla necessità di intervenire con una riforma per rafforzare la fiducia dei cittadini nella giustizia. (redazione@corrierecal.it)
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