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Droga in Calabria, non solo traffico: giovani sempre più coinvolti e il consumo di Shaboo e Fentanyl

Le nuove droghe sintetiche che arrivano dall’Asia preoccupano, la cocaina resta tra le più usate e pericolose. E lo spaccio diventa “virtuale”

Pubblicato il: 23/02/2026 – 7:00
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Droga in Calabria, non solo traffico: giovani sempre più coinvolti e il consumo di Shaboo e Fentanyl

Il primo contatto con la droga arriva ad una età media di 12 anni. Poi, per molti, inizia l’incubo: si entra in una spirale di sofferenza da cui è difficile uscire, segnata da gravi conseguenze alla salute e da una dipendenza che finisce per condizionare ogni aspetto della vita. La Calabria non è solo una delle principali rotte del traffico internazionale di droga, ma anche territorio in cui in molti si perdono nel consumo spesso senza trovare alcun supporto o via d’uscita. E sono sempre più giovani, come emerge dall’ultimo rapporto del Coordinamento Regionale dei Servizi per le Dipendenze Accreditate: si inizia dalle scuole medie e a soli 20 anni si è già un assiduo consumatore, con danni permanenti aggravati dalla precocità del consumo.

Marijuana, hashish e cocaina

Marijuana e hashish restano le più consumate, ma è ancora la cocaina a mantenere un ruolo centrale nel panorama delle droghe, tra le più pericolose e diffuse anche nella nostra regione. Non a caso è il principale mercato illecito della ‘ndrangheta, regina del narcotraffico internazionale della “polvere bianca”, capace di fruttare annualmente miliardi di euro e di rappresentare la principale fonte di denaro per la criminalità organizzata. Non solo attraverso lo spaccio nelle piazze europee: negli ultimi anni in Calabria, oltre ai sequestri per detenzione ai fini di spaccio, i dati sul consumo sono altalenanti, ma dimostrano comunque un aumento rispetto diversi anni fa. Nel 2023 c’è stato un incremento di segnalazioni del 39% rispetto all’anno precedente, con la fascia degli under 34 la più colpita, mentre nell’ultimo report pubblicato dal Ministero dell’Interno i dati sono in leggero calo, con 945 segnalazioni. Per lo più uomini e di giovane età, secondo il Crea il dato più allarmante di una «emergenza sociale» in cui appaiono anche nuovi rischi.

Lo spaccio “digitale”

Ad accelerare la diffusione della droga sono le tecnologie: l’evoluzione digitale ha reso più semplice lo spaccio e il reperimento, che oggi avviene tramite chat, emoji, app in cui basta un segnale a distanza per procurarsi la sostanza stupefacente. Le “piazze” sono diventate virtuali e gli incontri si sono spostati nella sfera privata: le cronache delle ultime operazioni raccontano di come la compravendita della droga avvenga sempre più in abitazioni, case, stanze lontane da “occhi indiscreti”, agevolati dai social media e da una rete virtuale di spacciatori difficilmente rintracciabili. Ed è sempre il web a portare con sé le nuove insidie, favorendo la diffusione delle droghe sintetiche e di quelle, in particolare, provenienti dall’Asia: il Fentanyl è ormai una presenza fissa in Italia, con segnalazioni anche in Calabria, così come lo Shaboo, droga sintetica originaria delle Filippine e più potente della cocaina. Nel cosentino, appena un mese fa, il sequestro di una dose che ne dimostra lo “sbarco” anche nel nostro territorio.

Il contrasto al fenomeno

Se da una parte il consumo resta diffuso e aumentano le nuove minacce, dall’altra la Calabria registra servizi di contrasto alla tossicodipendenza in affanno. Secondo i dati Gimbe, di fronte a una media italiana dello 0,4 per 100 abitanti per tasso di servizi per le dipendenze (i cosiddetti SerD), nel territorio calabrese il dato si attesta allo 0,1, tra i più bassi d’Italia e ben lontano da quello delle regioni settentrionali. Non a caso la Regione, accogliendo i recenti allarmi degli esperti, ha deciso di correre ai ripari: a inizio anno è stato ottenuto un finanziamento da circa 8 milioni di euro da parte del Ministero destinato all’efficientamento dei SerD e al contrasto al fenomeno, a cui si aggiungerà – ha spiegato l’assessore regionale al welfare Pasqualina Straface – la costituzione dell’Osservatorio Regionale sulle Dipendenze Patologiche e un piano di formazione continua per gli operatori dei servizi pubblici e del Terzo Settore accreditato. (ma.ru.)

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