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L’operazione

Assalto armato a corrieri calabresi con 20 kg di cocaina, 9 arresti a Napoli -VIDEO E NOMI

Per vendetta il clan Nirta-Strangio voleva rapire la moglie dell’ideatore del colpo. Gratteri: «Gli abbiamo offerto protezione»

Pubblicato il: 24/02/2026 – 12:35
di Giorgio Curcio
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Assalto armato a corrieri calabresi con 20 kg di cocaina, 9 arresti a Napoli -VIDEO E NOMI

Dalle prime ore del 24 febbraio 2026 i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 9 persone, ritenute gravemente indiziate – a vario titolo – di associazione di tipo camorristico, rapina, detenzione di sostanze stupefacenti e porto e possesso di armi da fuoco, con l’aggravante del metodo mafioso. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura partenopea.

Gli indagati

Sono in tutto 10 gli indagati: Gaetano Angrisano; Simone Bartiromo, Antonio Coppola detto “Mille lire”, Giuseppe Corcione, Fabio Iazzetta, Luigi Rosas, Ciro Russo e il romano Andrea Giuliani. E due calabresi: Sebastiano Romeo e Giovanni Nirta.

La rapina a Casavatore

Al centro dell’inchiesta una rapina a mano armata avvenuta nell’aprile 2023 a Casavatore. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’assalto sarebbe stato messo a segno da soggetti ritenuti organici al sodalizio camorristico denominato clan Vanella-Grassi. Obiettivo del commando: due corrieri calabresi incaricati di trasportare 20 Kg di cocaina. Lo stupefacente, secondo l’ipotesi accusatoria, era destinato a un altro gruppo criminale dell’area nord di Napoli, il clan Clan Amato-Pagano. Secondo quanto emerso in conferenza stampa questa mattina, per vendetta la cosca calabrese Nirta-Strangio voleva rapire la moglie dell’ideatore del colpo. Come ha spiegato Gratteri, «conosciamo il modo di pensare e della ndrangheta e per questo abbiamo chiesto all’ideatore del colpo se vuole essere tutelato».

Le indagini e i collaboratori di giustizia

Le indagini, sviluppate tra il 2024 e il 2025 dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri e coordinate dalla Dda di Napoli, si sono avvalse anche di attività tecniche e delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. Proprio i riscontri investigativi avrebbero consentito di individuare con precisione il luogo dell’assalto, chiarirne le motivazioni e delineare i ruoli di presunti organizzatori ed esecutori materiali.
Uno degli indagati dell’operazione condotta dai Carabinieri si era nascosto in un vano ricavato dietro all’armadio della camera da letto: la stanza dove era posizionato l’armadio è quella della figlia. (g.curcio@corrierecal.it)

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