La crisi “fantasma” di Catanzaro. Fiorita la sfanga ma resta sui “carboni ardenti”. Come il centrosinistra
Fine anticipata della consiliatura scongiurata grazie al solito “mondo di mezzo” ma situazione politica comunque tesa. Voci di un rimpasto o di un tagliando alla Giunta

CATANZARO “Se Atene piange, Sparta non ride”. L’ennesima crisi “fantasma” al Comune di Catanzaro, con il fallito tentativo di “spallata” al sindaco Nicola Fiorita di una parte del centrodestra (Forza Italia, insieme ad Azione), consegna un quadro politico sicuramente deludente per il centrodestra, ma rivela anche l’endemica debolezza del centrosinistra e della maggioranza-minoranza di Fiorita, che per restare in piedi continua ad avere bisogno del “puntello” del “mondo di mezzo”, il pattuglione di “responsabili” (di centrodestra) intruppato nel Misto. Secondo diversi analisti, alla fine di questa fase estremamente confusa e anche un po’ pasticciata, Fiorita ne esce “benino”, nel senso che ne esce anzitutto in salvo e poi con la possibilità di rilanciare la sua azione, in un contesto comunque molto difficile per il “sentiment” complessivamente negativo che circonda la sua amministrazione (anche un po’ sfortunata per l’insorgere di alcune emergenze come il ciclone Harry che ha squassato il quartiere Lido e la necessità di bloccare alcune strade strategiche per l’accesso alla città per evitare che crollassero).
Cosa faranno Fiorita e il centrosinistra?
Uno dei temi all’attenzione degli osservatori politici in queste ore, mentre scade (inutilmente per l’opposizione) il termine del 24 febbraio per far finire anticipatamente questa consiliatura, è proprio questo: cosa farà da domani in poi Fiorita? E con lui il centrosinistra? Scavallata indenne la crisi, sicuramente il sindaco (che domani parlerà su social, per come “promesso”), potrà avere mani più libere: il voto anticipato ormai è scongiurato, la consiliatura comunque andrà a scadenza naturale nel 2027, salvi ovviamente colpi di scena possibili ma francamente improbabili, per chi conosce le dinamiche catanzaresi. Uno “scoglio” da superare per Fiorita sarà l’approvazione del bilancio, che potrebbe slittare anche a fine aprile se passerà la proroga per i Comuni alluvionati, ma si troverà il modo di disinnescare anche questa potenziale mina. Certo però non si può andare avanti come se nulla sia successo; da qui il quadro che si prospetta e che fonti di Palazzo De Nobili veicolano in queste ore è quello di un Fiorita che verosimilmente aprirà una fase di riflessione per un possibile tagliando alla sua amministrazione. C’è già qualcuno che ipotizza un rimpasto vero e proprio e non è da escludere, ovviamente, ma al momento le condizioni sono più quelle di una conferma sostanziale della squadra di governo ma con qualche rimescolamento di carte e di deleghe. La crisi è stata superata ma certi passaggi sono stati comunque duri e peseranno sulla maggioranza di Fiorita. Il primo: tra i firmatari delle dimissioni figura Fabio Celia, ex capogruppo Pd ed ex Pd, in rotta di collisione con Fiorita ma con forti addentellati nella sua amministrazione (i “bene informati” ricordano che Celia è uno dei più forti sostenitori del vicesindaco Giusy Iemma, big del Pd catanzarese, e avrebbe espresso un manager apicale nell’Amc, la municipalizzata della mobilità). In più, soffiano forti venti di insoddisfazione verso l’attuale configurazione della Giunta anche da parte di Avs, partito in crescita in città con la sua punta di diamante Gianmichele Bosco, presidente del Consiglio comunale “sorpresa” sul piano elettorale alle ultime Regionali. Se a questo si aggiunge il rapporto sempre molto ondivago, spesso anche teso, di Fiorita con il Pd è evidente che il sindaco comunque si muoverà su carboni ardenti. Fiorita ha anche dato dimostrazione di saper gestire situazioni complicate nonostante i “marosi” e le tossine del centrosinistra, ma il dato politico di una maggioranza comunale sempre più in affanno non sfugge a nessuno, tantomeno a lui. Anche perché giocoforza pure nel campo progressista si sta incominciando a ragionare in proiezione futura: le Amministrative 2027 e anche le Politiche 2027. Una ricandidatura di Fiorita alla guida di Palazzo De Nobili appare possibile come però lo è (e forse anche di più) una candidatura di Fiorita al Parlamento (si dice in quota M5S, l’unico partito della coalizione con cui Fiorita non ha guerreggiato). In ogni caso, da domani si apre una nuova fase, per Fiorita e per il centrosinistra. E non sarà una passeggiata. (a. cant.)
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