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Banche, First Cisl: «In Calabria tre comuni su quattro sono senza sportelli»

Il 75% dei comuni calabresi è oggi privo di presidi bancari, mentre un ulteriore 16% può contare su un solo punto fisico di accesso

Pubblicato il: 25/02/2026 – 11:55
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Banche, First Cisl: «In Calabria tre comuni su quattro sono senza sportelli»

CATANZARO La desertificazione bancaria in Calabria ha raggiunto una soglia critica. Secondo le analisi dell’Osservatorio sulla Desertificazione Bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl, tre comuni su quattro non dispongono più di uno sportello bancario e il fenomeno è destinato ad aggravarsi nei prossimi anni. Il 75% dei comuni calabresi è oggi privo di presidi bancari, mentre un ulteriore 16% può contare su un solo punto fisico di accesso». I dati, aggiornati al 31 dicembre del 2025, sono contenuti nell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl, il sindacato dei lavoratori di banche e assicurazioni della Cisl. «A essere colpiti – si fa rilevare – non sono soltanto i piccoli centri delle aree interne: anche comuni con popolazioni comprese tra 9.000 e 17.000 abitanti risultano ormai privi, o quasi, di servizi bancari essenziali, con ricadute concrete sulla vita quotidiana dei cittadini e sull’economia locale. In una regione che registra il più basso tasso nazionale di utilizzo dei canali digitali – appena il 35% dei cittadini utilizza l’internet banking, a fronte di una media italiana del 56% – il rischio concreto è quello di lasciare indietro le fasce sociali più fragili, private di servizi minimi essenziali. La desertificazione bancaria non colpisce solo le persone, ma anche il tessuto produttivo. Circa 30.000 imprese calabresi hanno sede in comuni privi di sportelli bancari e di queste il 40% ha visto il proprio territorio abbandonato dal 2015 ad oggi. Altre quasi 20.000 imprese operano in comuni che possono contare su un solo punto fisico di accesso». «In una regione composta prevalentemente da piccole e medie imprese, spesso a conduzione familiare, – dichiara il segretario regionale della First Cisl Calabria, Felice Simeone – la mancanza di presidi bancari significa indebolire ulteriormente la capacità di investimento, sviluppo e competitività. Dove le banche scompaiono non solo si riducono le opportunità di crescita, ma si rischia anche di lasciare spazio a fenomeni distorsivi e pericolosi. La desertificazione bancaria e la costante riduzione degli sportelli, come evidenziato dal report di First Cisl, rappresentano uno dei fattori che aggravano l’impoverimento progressivo dei territori. Quando le banche arretrano, la qualità della vita peggiora – sottolinea – e diventa ancora più difficile trattenere chi vorrebbe restare o attrarre nuove energie». La First Cisl Calabria esprime forte preoccupazione per un fenomeno che, se non contrastato, potrebbe arrivare a coinvolgere fino al 90% dei comuni calabresi. «I comuni che dispongono di un solo sportello – si evidenzia – rappresentano infatti il 16% del totale e risultano particolarmente esposti al rischio di ulteriori chiusure». La First Cisl Calabria ribadisce la propria disponibilità «a collaborare con le istituzioni regionali e locali per definire misure concrete che favoriscano il ripristino dei servizi bancari nelle aree abbandonate, anche attraverso l’istituzione di un Osservatorio sul credito e sulla desertificazione bancaria in Calabria, strumento indispensabile per monitorare il fenomeno e individuare soluzioni efficaci».

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