Dalle (mancate) Comunali alle Provinciali. Il “nodo” Catanzaro per il centrodestra
L’epilogo della crisi di Palazzo De Nobili si intreccia con le imminenti elezioni di Palazzo di Vetro che potrebbero aumentare le tensioni nella coalizione

CATANZARO Non c’è un caso politico da far sobbalzare sulla sedia e costringere i big a intervenire al più presto per spegnere l’incendio, ma è una spina nel fianco della coalizione, e la spia di un malessere che può anche crescere con il tempo. La crisi “fantasma” di Catanzaro, con il tentativo fallito di buona parte dell’opposizione di mandare a casa il sindaco Nicola Fiorita prima del tempo e votare per il Comune già a fine maggio, rappresenta un fattore di lacerazione per il centrodestra catanzarese, con Forza Italia che aveva fortemente spinto per le dimissioni in massa dei consiglieri comunali e la Lega di Filippo Mancuso, ma anche Fratelli d’Italia di Wanda Ferro, più cauti anche se allineati come partiti proprio per non sgranare l’unità della coalizione. Così non è stato, perché Fiorita è rimasto in sella e quella di Forza Italia – trainata dal segretario provinciale Marco Polimeni e dai consiglieri comunali Sergio Costanzo e Antonello Talerico – si è trasformata in una inutile fuga in avanti. Nei commenti sottovoce non sono mancati, nei giorni scorsi, strali e recriminazioni all’indirizzo degli altri big della coalizione, che non si sarebbero spesi più di tanto – a detta degli azzurri – per convincere i componenti del Misto di area centrodestra che in modo diretto o indiretto tengono a galla l’amministrazione Fiorita. Oggi quel coro di critiche sembra lasciare il campo a una volontà di far decantare le tensioni, oltre che a una riflessione più generale sul Comune di Catanzaro in ottica 2027, quando si rivoterà probabilmente con il nuovo meccanismo elettorale della vittoria al primo turno con il 40%, cosa che cambierà inevitabilmente tutte le strategie.
L’intreccio con le Provinciali
Ma certo c’è fuoco che cova sotto la cenere, nel centrodestra catanzarese, anche perché nell’immediato percorso della coalizione c’è un altro passaggio che rischia di infiammare nuovamente il quadro, e cioè le elezioni per il Consiglio provinciale in programma il 28 marzo. Elezioni di secondo livello, riservate sul piano attivo e passivo solo agli amministratori pubblici, ma non per questo elezioni “neutre”. Già nel corso della crisi al Comune di Catanzaro i partiti di centrodestra – Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati – hanno stretto le trattative su cosa fare per le Provinciali, optando per la decisione di presentare singole liste più che un listone unico perché più conveniente ai fini elettorali. Questa linea resterà anche dopo l’epilogo della vicenda Catanzaro, ma le Provinciali di fine marzo alla fine potrebbero diventare il terreno nel quale i partiti si vorranno misurare, rischiando di scontrarsi di nuovo. Certo è che nel centrodestra catanzarese ora inevitabilmente le Comunali di Catanzaro si intrecciano anche con le Provinciali, quelle di marzo per il Consiglio e quelle dell’autunno prossimo per la presidenza (oggi in quota Lega con Amedeo Mormile). In una distribuzione di massima delle caselle, il candidato sindaco al Comune capoluogo dovrebbe toccare alla Lega, con Filippo Mancuso super-favorito, ma nei ragionamenti futuri potrebbe entrare anche quello sul candidato alla presidenza della Provincia (casella che piace particolarmente a Fratelli d’Italia, che intanto ha già detto di essere pronta a rivendicare anche il candidato sindaco di Catanzaro) e quindi qualsiasi calcolo potrebbe essere messo in discussone. Si vedrà. Ma già è sicuro che saranno fuochi d’artificio. (a. c.)
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