Legge elettorale, intesa nel centrodestra. Tutte le novità
Si torna al sistema proporzionale con premio di maggioranza. Critiche dal centrosinistra

ROMA I partiti della maggioranza di centrodestra hanno trovato un’intesa sulla nuova legge elettorale nel corso di un vertice notturno al quale avrebbero partecipato per Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli; per la Lega il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, e Andrea Paganella; per Forza Italia, Stefano Benigni e Alessandro Battilocchio; per Noi Moderati, Alessandro Colucci. Lo riferiscono diverse agenzie di stampa nazionale. Il testo della nuova legge, già ribattezzato “Stabilicum”, sarebbe ora oggetto delle ultime limature tecniche e di un ultimo passaggio coi leader dei partiti di centrodestra, prima di essere depositato in Parlamento.
La nuova legge
L’impianto generale è quello noto: basta coi collegi uninominali del Rosatellum, si torna al sistema proporzionale con un premio di maggioranza (70 seggi alla Camera, 35 al Senato) alla coalizione che supera il 40%. Previsto il ballottaggio tra il 35% e il 40%. Il nome del candidato premier potrà essere indicato sul programma da presentare al Viminale ma non più sulla scheda elettorale. Non ci saranno, invece, le preferenze.
Le crtiche
Non mancano le reazioni critiche. Secondo il costituzionalista Stefano Ceccanti, in un sistema politico come quello attuale “il Rosatellum” quasi certamente “non produrrebbe una maggioranza” ma “nessuno è disposto a fare accordi” per farne emergere una “diversa dopo le elezioni ” per cui “il nodo” della stabilità “esiste in concreto” ma risolverlo con un premio che – in alcuni casi – ecceda il 55% potrebbe mettere la legge a serio rischio bocciatura della Corte. Il nodo è la sentenza sull’Italicum di Renzi che accettò che con almeno il 40 per cento dei voti si possa ottenere un premio al 55% “che, a mio avviso è un tetto che non può essere sforato”. “Al di là di come lo si congegni – sottolinea il professore – questo” paletto “è dirimente da rispettare e occorre prestare particolare attenzione perché la Corte è in grado, per fortuna, di decidere in tempi brevi prima del voto. Quindi chi prova a sforare il tetto del 55% rischia una bocciatura rapida oltre che quasi certa”.
Pd all’attacco
“Apprendiamo da giornali e agenzie di un vertice notturno di maggioranza. In un paese normale, un paese attraversato da tante emergenze economiche e sociali, ci saremmo aspettati, da un governo e una maggioranza seri, un vertice notturno per reperire più risorse per Niscemi, per approvare magari il salario minimo, per affrontare la questione del congedo paritario dopo che la ministra Calderone ha affermato, in una intervista, di volerlo e che invece Giorgia Meloni ha affossato. Invece no, la loro priorità oggi, la loro unica preoccupazione, è solo quella di garantire se stessi, cambiando la legge elettorale in modo irricevibile”. Così i presidenti dei gruppi parlamentari del Pd di Senato e Camera Francesco Boccia e Chiara Braga e il capo delegazione dem a Bruxelles Nicola Zingaretti.
La replica di Donzelli
“Sorrido a leggere le opposizioni che criticano la legge elettorale prima ancora che sia depositata, come quando a luglio criticano la finanziaria che viene depositata a ottobre. Questo dimostra che è una critica preconcetta”. Così il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, risponde alle domande dei cronisti alla Camera sull’accordo di maggioranza sulla legge elettorale. “Dopo che avremo depositato il testo, saremo pronti a dialogare con chiunque per migliorarlo”. (redazione@corrierecal.it)
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