Rifiuti, il paradosso di Crotone: teme quelli radioattivi ma è maglia nera nella differenziata
Il capoluogo pitagorico ha percentuali bassissime. Ma non manca qualche buona pratica nella provincia: ecco dove

LAMEZIA TERME La (giusta) consapevolezza che i crotonesi spendono nella battaglia ai rifiuti radioattivi potrebbe essere impiegata per raggiungere obiettivi più alti nella raccolta differenziata. I dati di Legambiente presentati ieri a Cosenza sulla RD nel 2024 hanno per l’ennesima volta condannato la provincia e il capoluogo crotonesi all’ultima posizione: percentuale al minimo sia su scala regionale che provinciale, Crotone unica provincia a non esprimere neanche un comune “riciclone” o rifiuti free, ovvero dove si sono raggiunti gli obiettivi di legge (2012) del 65% di raccolta e dove ogni cittadino produce al massimo 75 chilogrammi di secco residuo all’anno. Ciò che suona strano nel territorio che esprime uno dei gruppi più forti e radicati nella gestione e raccolta dei rifiuti.
Crotone nei dati Ispra e Arpacal figura sempre in ultima o penultima posizione: se la provincia più virtuosa è quella di Cosenza (66,5% di raccolta differenziata nel 2024), seguita da Catanzaro (65,5%), Vibo Valentia (61,8%), Crotone (46,5%, comunque un +2% rispetto al 2023) si piazza nella fascia bassa con Reggio Calabria (44%); tra i capoluoghi invece Catanzaro e Vibo appaiono – pari merito – sul gradino più alto del podio con il 70,4%, seguiti da Cosenza (61,5%), Reggio Calabria (36,7%) e, fanalino di coda, proprio Crotone (30,7%).
Nelle classifiche provinciali, alla voce Crotone si segnala comunque un 73,3% di raccolta differenziata a Melissa, 72,9% a Crucoli, 72,4% a Santa Severina, e 69,1% a Cirò. Troppo poco se si confrontano queste cifre a territori virtuosi nel Catanzarese e nel Cosentino dove la RD supera l’80% e in alcuni casi sfiora il 90%. Mesoraca (65,8%), Savelli (63,5%), Petilia Policastro (58,5%) e Cotronei (39,6%) danno il loro – migliorabile – apporto alla raccolta nel Parco nazionale della Sila mentre l’area marina protetta Capo Rizzuto può contare sul 62,7% di Isola Capo Rizzuto che doppia il già citato dato del capoluogo pitagorico (30,7%), assolutamente da migliorare.
Nell’attesa che la tanto invocata sensibilizzazione raggiunga le nuove generazioni sull’idea di “rifiuto come risorsa”, e nella speranza che i crotonesi nel ribellarsi al rischio rifiuti radioattivi si impegnino anche nella raccolta differenziata non resta che attendere il frutto degli interventi strutturali previsti e finanziati (per 115 milioni totali) proprio a Crotone – oltre che ad Alli, a Sambatello, Lamezia, nella zona nord di Cosenza, a Siderno e Corigliano Rossano. Ma la pratica quotidiana di un civismo responsabile spesso è più importante dell’intervento istituzionale, i cui tempi sono ben più dilatati. (redazione@corrierecal.it)
Il Corriere della Calabria è anche su Whatsapp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato