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Tar Calabria: sanità e interdittive antimafia tra le emergenze. Mastrandrea: «Il giudice resti fuori dall’agone politico»

Il presidente del Tribunale amministrativo regionale all’inaugurazione dell’anno giudiziario: cresciuta la domanda di giustizia

Pubblicato il: 27/02/2026 – 10:43
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Tar Calabria: sanità e interdittive antimafia tra le emergenze. Mastrandrea: «Il giudice resti fuori dall’agone politico»

CATANZARO «Un bilancio assolutamente positivo. La produttività del Tribunale è aumentata, mentre il contenzioso è diminuito. Si è ridotto soprattutto il contenzioso di minore qualità e, di conseguenza, è cresciuta, dal punto di vista qualitativo, la domanda di giustizia». Lo ha detto il presidente del Tar Calabra, Gerardo Mastrandrea, parlando con i giornalisti in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.  «Siamo riusciti ad aumentare la produttività e, grazie anche a programmi straordinari di smaltimento delle vecchie pendenze, stiamo raggiungendo un risultato molto importante: stiamo già fissando per il 2026 tutti i ricorsi presentati nel 2024 e nel 2025. Questo – ha proseguito Mastrandrea – significa che, al di là delle materie che già seguono un rito abbreviato – come gli appalti, che hanno un rito superaccelerato – anche nelle altre materie ordinarie contiamo, già da quest’anno, di dare una risposta entro un anno o al massimo due dalla presentazione del ricorso. È un esempio concreto di efficienza raggiunta e rappresenta un risultato molto significativo. Devo questo traguardo anche alla collaborazione e all’impegno dei magistrati e di tutto il personale amministrativo del Tar, che non posso che elogiare e che merita pienamente apprezzamento».

Focus su sanità e interdittive antimafia

Tra i settori che richiedono maggiore impegno da parte del Tribunale vi è sicuramente la sanità, che rappresenta una questione storicamente complessa in Calabria. «Anche se numericamente il contenzioso in materia sanitaria è diminuito – ha spiegato Mastrandrea – resta qualitativamente molto rilevante. Ci impegna molto anche il settore delle interdittive antimafia, che purtroppo caratterizza la realtà regionale. Si tratta di un ambito particolarmente delicato, che stiamo affrontando nei tempi dovuti, tenendo conto anche degli orientamenti giurisprudenziali più recenti. Oggi si valuta con attenzione anche l’aspetto del lavoro e della continuità aziendale: la tutela della pubblica sicurezza e della legalità deve essere sempre garantita, ma occorre, nei limiti del possibile, evitare interruzioni dell’attività d’impresa che avrebbero conseguenze economiche e occupazionali. È certamente – ha concluso il presidente del Tar Calabria – uno dei settori più delicati che continuiamo ad affrontare in Calabria».

La riforma della giustizia

Un passaggio nella sua relazione il presidente Mastrandrea l’ha poi dedicato, indirettamente, al tema della riforma della giustizia: «Il giudice deve lavorare nel silenzio, senza partecipare all’agone politico, dimostrando anche nei fatti la sua indipendenza e terzietà, e mantenendo dunque un profilo consono a questi sommi principi. Perché sobrietà e autorevolezza non sono in antitesi, tutt’altro. Il giudice – ha osservato il presidente del Tar Calabria – non è estraneo allo sviluppo economico-sociale del contesto dove opera e dunque deve dare il suo contributo in termini di efficienza e capacità di stare al passo dei tempi, senza rallentare i processi economici e sociali di sviluppo, nel rispetto comunque dei principi fondanti della Costituzione. Il servizio giustizia, se efficiente, può misurarsi in termini di crescita e di PIL, e questo non siamo certo i primi ad affermarlo. In tal senso può di certo incidere un quadro legislativo più chiaro ed esemplificato, auspicato da tutti anche in materie tecniche attuali e complesse di derivazione europea, come l’ambiente, la gestione circolare dei rifiuti, le energie rinnovabili, lo sviluppo sostenibile». (c. a.)

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