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Un tribunale “sotto pressione”. «Interdittive antimafia sintomo di una persistente e preoccupante presenza della ‘ndrangheta»

I dati del Tar Calabria all’inaugurazione dell’anno giudiziario: contenzioso in diminuzione ma resta alta la richiesta di giustizia dei cittadini

Pubblicato il: 27/02/2026 – 13:45
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Un tribunale “sotto pressione”. «Interdittive antimafia sintomo di una persistente e preoccupante presenza della ‘ndrangheta»

CATANZARO Contenzioso in calo ma resta sempre molto alta la richiesta di giustizia dei calabresi. È questo il dato di sintesi sulla situazione della giustizia amministrativa in Calabria leggendo i dati del presidente del Tar Calabria Gerardo Mastrandrea nella relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Un Tar comunque sempre “sotto pressione”, da tribunale di frontiera, con un particolare sforzo in tema di sanità e di interdittive antimafia, un dato quest’ultimo – dice Mastrandrea – che «conferma la persistente presenza, nel contesto regionale, di un fenomeno di criminalità organizzata particolarmente preoccupante».

I dati

Questi i dati più significativi sull’attività del Tar Calabria. Nel 2025 si registra un aumento della produttività, con 513 ordinanze cautelari, 596 ordinanze collegiali, 181 decreti cautelari e 69 ordinanze presidenziali. «Si registra per contro – scrive Mastrandrea nella relazione – una diminuzione del numero dei ricorsi depositati, passati da 2.050 del 2024 a 1.791 del 2025, per effetto essenzialmente del deflettere dei ricorsi di ottemperanza (“Legge Pinto”). Dei ricorsi depositati nel 2025, 300 sono stati definiti nello stesso anno, pari al 17%, a fronte dei 326 definiti nel 2024 (16%). L’arretrato ha continuato ad aumentare rispetto all’anno precedente, ma con un’incidenza notevolmente ridotta, passando dal 20% al 5%. Il numero complessivo dei ricorsi pendenti si attesta pertanto a 3.527, partendo da 3.363». Nel corso del 2025 sono stati depositati 40 ricorsi riconducibili a interventi finanziati con le risorse del Pnrr. «Particolare attenzione – si legge ancora – merita il contenzioso in materia di appalti pubblici e concessioni di pubblici servizi: nel 2025 sono stati depositati 78 ricorsi, di questi 51 sono stati definiti. Se si estende l’analisi all’ultimo triennio, emerge che a fronte di 253 ricorsi complessivamente depositati risultano attualmente pendenti soltanto i ricorsi del 2025. Con riferimento alla materia degli appalti, l’andamento dell’attività giurisdizionale del Tribunale risulta anche quest’anno coerente con le norme codicistiche di accelerazione e definizione dei giudizi in tempi rapidi, in maniera sensibile all’impatto che questi giudizi e i loro esiti hanno sull’attività della pubblica amministrazione, delle imprese e in definitiva del contesto sociale ed economico regionale».

Sanità

Tra i settori che hanno subìto una diminuzione della domanda di tutela giurisdizionale, in controtendenza rispetto al 2024, spicca – prosegue la relazione del presidente del Tar Calabria – quello della sanità, essendo passato dai 148 ricorsi del 2024 a 112 del 2025. «La seconda sezione, nel corso dell’anno, ha comunque, con i propri provvedimenti giurisdizionali, dovuto ribadire, sia pure in misura minore rispetto agli anni precedenti, la necessità che la Regione motivi sufficientemente i provvedimenti di diniego di autorizzazione e accreditamento, anche al fine di evitare la proliferazione di contenzioso nella medesima fattispecie». Un alto numero di ricorsi, in controtendenza con il 2024, si è avuto anche nella materia della sicurezza pubblica: rispetto a 123 ricorsi presentati nel 2024, nel corso del 2025 i nuovi ricorsi depositati sono stati 93.

Interdittive antimafia

«Il numero dei ricorsi depositati in materia di interdittive antimafia – specifica la relazione di Mastrandrea – si mantiene sostanzialmente invariato. Tali provvedimenti costituiscono misure di prevenzione attraverso le quali l’autorità prefettizia formula un giudizio motivato in merito al rischio di infiltrazioni mafiose nell’ambito dell’attività imprenditoriale, precludendo l’avvio o la prosecuzione di rapporti con la pubblica amministrazione, nonché l’accesso a contributi, benefici economici o forme di sovvenzione. Nel corso del 2025 sono stati presentati 35 ricorsi in tale ambito, a fronte dei 39 registrati nel 2024. Tale dato conferma la persistente presenza, nel contesto regionale, di un fenomeno di criminalità organizzata particolarmente preoccupante, volto a insinuarsi nel tessuto economico-produttivo. Rimane di costante attualità – evidenza il presidente del Tar Calabria – la problematica del rapporto tra interdittiva antimafia e controllo giudiziario, frequentemente oggetto di approfondimenti giurisprudenziali che affrontano la mai del tutto sopita dialettica in ordine alla pregiudizialità o all’autonomia dei due istituti, nonché al peso da attribuire all’esito del controllo giudiziario nella valutazione del prefetto in sede di esame dell’istanza di riesame dell’interdittiva». Una ulteriore flessione ha interessato il contenzioso in materia di ambiente e paesaggio, passato da 38 ricorsi nel 2024 a 23 nel 2025. Sensibile contrazione poi nel settore dei finanziamenti alle imprese: 14 ricorsi nel 2025 a fronte dei 31 del 2024. Diminuisce poi «sensibilmente» il numero dei ricorsi in ambito scolastico: 21 nuovi ricorsi nel 2025, a fronte dei 36 del 2024. Buona parte del contenzioso è stato originato dalle controversie relative alla mancata ammissione degli alunni alle classi successive e all’assegnazione di insegnanti di sostegno ad alcuni portatori di handicap. Rispetto a questo tema la seconda sezione ha ulteriormente rinforzato la necessità di tutelare il più possibile l’assistenza scolastica, in termini di ore di sostegno, per gli alunni portatori di disabilità. Infine «merita di essere evidenziato il significativo incremento del contenzioso relativo alla posizione degli stranieri: a fronte dei 33 ricorsi depositati nel 2024, nel 2025 se ne registrano ben 85. Corre l’obbligo di segnalare che, nella maggior parte dei casi, i provvedimenti di accoglimento dei ricorsi sono legati a una carenza di motivazione, correlata a un’istruttoria non sempre approfondita».

Il tema dell’organico

Inevitabile infine un focus da parte del presidente del Tar Mastrandrea sulle endemiche difficoltà logistiche della giustizia amministrativa in Calabria. «Un contesto segnato da croniche e persistenti criticità nel ruolo magistratuale, e un deficit di organico che non rappresenta più un’emergenza episodica ma una carenza sistemica, che incide sulla gestione degli affari correnti ma limita anche la capacità di programmare interventi di ampio respiro. Tale criticità assume una particolare rilevanza in una fase storica caratterizzata dall’emergere di nuove sfide connesse all’evoluzione tecnologica e allo sviluppo degli strumenti di intelligenza artificiale. È più che mai necessario – si legge infine nella relazione – che l’organo di autogoverno della giustizia amministrativa intervenga per porre rimedio strutturale alle carenze del nostro tribunale». (a. c.)

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