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«Non una semplice cerimonia ma il ritorno simbolico di un figlio alla sua comunità»

Il consigliere regionale Bruno saluta il cardinale Battaglia, cittadino onorario di Catanzaro

Pubblicato il: 28/02/2026 – 15:48
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«Non una semplice cerimonia ma il ritorno simbolico di un figlio alla sua comunità»

CATANZARO “Oggi ho vissuto uno di quei momenti che non si dimenticano. Nell’Aula Rossa di Palazzo De Nobili, Catanzaro ha abbracciato il cardinale Domenico Battaglia. Non solo con un atto formale, ma con il cuore. Il nostro don Mimmo. Un atto istituzionale solo in apparenza. In realtà è stato qualcosa di molto più profondo: il riconoscimento di un legame che non si è mai spezzato”. Lo afferma il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente”, che ha partecipato al conferimento della cittadinanza onoraria al cardinale Battaglia. “Non una semplice cerimonia – prosegue Bruno – ma il ritorno simbolico di un figlio alla sua comunità. Una città che lo ha visto muovere i primi passi della sua missione pastorale e scegliere, senza esitazioni, di stare dalla parte degli ultimi. Qui ha fondato il Centro Calabrese di Solidarietà, realtà che continua a essere presidio di speranza e di riscatto, oggi guidata con straordinaria dedizione da Isa Mantelli. Un’opera che negli anni è diventata punto di riferimento per centinaia di famiglie, argine concreto alle dipendenze, alle fragilità, alla solitudine. Un patrimonio morale e sociale che onora Catanzaro e l’intera Calabria”. “Le sue parole – aggiunge – hanno attraversato l’Aula con forza e tenerezza insieme: «Oggi la cittadinanza onoraria non è una medaglia, è una consegna. Come se Catanzaro mi dicesse: sei dei nostri, ma ricordati dei nostri più stanchi». In questa frase c’è il senso di una vita spesa accanto a chi fatica. E c’è anche una lezione per tutti noi: il valore di una persona, e di una città, si misura dalla capacità di includere, di prendersi cura, di non scartare nessuno”. Particolarmente toccante, ricorda Bruno, “il momento della dedica al piccolo Domenico, accompagnato fino alla fine del suo brevissimo viaggio terreno. Un gesto che ha fatto calare un silenzio profondo nell’Aula e che ci ha ricordato cosa significhi essere davvero prete degli ultimi”. “Grazie, don Mimmo – conclude il consigliere regionale – perché hai richiamato soprattutto noi che abbiamo responsabilità istituzionali al dovere di non diventare mai comodi, di non voltare lo sguardo, di restare accanto a chi non conta. La dignità della persona, la libertà, l’attenzione verso chi resta indietro non sono parole astratte, ma la traccia concreta del nostro agire quotidiano. Una città, e le sue istituzioni, sono davvero grandi solo quando non lasciano indietro nessuno”.

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