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dalla rassegna dedicata all’olio

Statti: «La Calabria ha bisogno di un’identità chiara nel carrello della spesa»

Il presidente di Confagricoltura Calabria al “Sol” parla di innovazione, valorizzazione dell’olio IGP e strategie per affrontare le sfide del cambiamento climatico

Pubblicato il: 01/03/2026 – 11:22
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Statti: «La Calabria ha bisogno di un’identità chiara nel carrello della spesa»

VERONA Alla seconda edizione di Sol, la rassegna dedicata all’olio che da quest’anno ha un proprio spazio autonomo rispetto a Vinitaly, la Calabria si presenta con numeri e ambizioni da protagonista. A ribadirlo è Alberto Statti, presidente di Confagricoltura Calabria, che traccia un bilancio del comparto olivicolo regionale tra mercati, identità e sfide climatiche. Per i produttori calabresi, Sol rappresenta «una vetrina importante». La regione, ricorda Statti, è la seconda in Italia per produzione di olio, inserita in un contesto nazionale che vede il Paese terzo produttore mondiale, primo consumatore, primo importatore e secondo esportatore. «Sono dati che confermano l’importanza strategica del settore a livello globale», sottolinea. I consumi interni restano solidi, in Italia si attestano mediamente intorno ai 7,5 chilogrammi pro capite annui. Un segnale chiaro del ruolo centrale dell’olio extravergine nel carrello della spesa e nella cultura alimentare del Paese. Tuttavia, per la Calabria c’è ancora margine di crescita. «Dobbiamo entrare nei carrelli della spesa con un nostro marchio forte e riconoscibile», evidenzia il presidente, facendo riferimento all’Indicazione geografica protetta regionale, già riconosciuta ma ancora lontana dall’esprimere tutto il suo potenziale commerciale. Sul fronte delle politiche agricole, la Regione ha avviato un bando specifico per l’olivicoltura, prima in Italia a farlo. Ora l’attenzione si concentra sull’attuazione concreta delle misure, con investimenti in innovazione e nuovi sistemi di allevamento. «L’olivicoltura è cambiata -osserva Statti- e in Calabria rappresenta anche un elemento paesaggistico identitario, ma non può essere solo questo: dobbiamo recuperare competitività e spazi produttivi». A incidere sulle performance dell’ultima campagna olearia è stato ancora una volta il cambiamento climatico. Eventi estremi e anomalie stagionali mettono sotto pressione non solo l’olivicoltura, ma l’intera agricoltura regionale. «Non possiamo stare a guardare – conclude Statti – servono soluzioni innovative e una stretta collaborazione con il mondo scientifico per fronteggiare le emergenze e garantire stabilità e qualità alla produzione».

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