Pitaro: «A Catanzaro serve il secondo Pronto soccorso»
L’ex consigliere regionale del Pd sottolinea le criticità dell’Ospedale Pugliese-Ciaccio e invita a rispettare la legge regionale del 2021 e il protocollo 2023

CATANZARO «Al di là dei pro e contro sulla “benevola concessione” a Catanzaro (negli ultimi 5 anni colpita nei suoi storici punti di forza pubblici e privati) di un mini Pronto soccorso a Germaneto, sarebbe utile, considerate le tante problematiche sanitarie della città e della provincia (dalla carenza di strutture per la medicina territoriale alle liste d’attesa che superano i limiti di legge e colpiscono in modo particolare le persone più deboli, anziani e malati cronici, costringendoli a rinunciare alle cure o a ricorrere al privato a proprie spese) trovare il modo di definire una precisa strategia per fronteggiare le criticità sanitarie da rimuovere in breve tempo e per insistere sulle progettualità necessarie a garantire ai cittadini il diritto alla salute». A dirlo in una nota è l’ex consigliere regionale del Pd Francesco Pitaro.
«Circa la condizione di eccezionale disagio – aggiunge – caricato esclusivamente sulle spalle degli operatori sanitari, in cui versa il Pronto Soccorso dell’Ospedale Pugliese-Ciaccio, la soluzione non può che essere la realizzazione del secondo Pronto soccorso al Presidio Mater Domini, come prescrivono non ciarlatani incalliti, ma la legge regionale del 2021 che ha costituito l’Azienda unica Renato Dulbecco e il protocollo siglato nel 2023 dal Commissario Occhiuto e dal Rettore pro tempore dell’Umg. E c’è poco da tergiversare o paventarne l’impossibilità per la complessità delle procedure attuative. Salvo non si dica che legge e protocollo sono carta straccia. E, di conseguenza, che chi quella legge l’ha approvata e quel protocollo l’ha siglato, tra l’altro promettendo la piena integrazione dei due Ospedali e la nascita di un polo sanitario tra i più ragguardevoli del Sud, ha solo scherzato o li ha utilizzati (legge e protocollo) per speculazioni elettoralistiche. Resta il fatto grave che l’impegno per il secondo Pronto soccorso, formalmente assunto ma disatteso, genera, trattandosi di un servizio necessario per dare risposte tempestive alle richieste sanitarie di emergenza – urgenza, responsabilità a mio avviso non solo politiche».
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