Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 12:49
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

Il grave episodio

Caos in carcere: agenti aggrediti a calci e pugni e reparto devastato. Tra i responsabili anche un reggino e un lametino – NOMI

Rivolta nel penitenziario di Barcellona Pozzo di Gotto: in tre accusati di aver picchiato gli agenti e messo a soqquadro il reparto

Pubblicato il: 04/03/2026 – 11:17
di Giorgio Curcio
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Caos in carcere: agenti aggrediti a calci e pugni e reparto devastato. Tra i responsabili anche un reggino e un lametino – NOMI

LAMEZIA TERME Un episodio che ha riportato al centro dell’attenzione il tema della sicurezza all’interno delle carceri e delle difficoltà operative per il personale penitenziario chiamato a gestire situazioni ad alta tensione. E quanto avvenuto la sera del 28 febbraio scorso ne è l’esempio più tangibile. Siamo nella casa circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese. Qui, secondo quanto ricostruito, tre detenuti avrebbero forzato il cancello della cella approfittando dello spostamento di uno di loro verso l’infermeria. Una volta usciti nel corridoio del reparto, avrebbero aggredito con calci e pugni alcuni agenti della polizia penitenziaria impegnati nella vigilanza.
Si tratta di: Roberto Scrivo (cl. ’82) di Reggio Calabria; Giordano Mendolia (cl. ’01) di Barcellona Pozzo di Gotto e il lametino Angelo Raffaele Cavallaro (cl. ’92). Il gip Giuseppe Caristia ha convalidato l’arresto per tutti e tre, ma ha disposto la custodia cautelare in carcere, per i fatti avvenuti, soltanto per Giordano Mendolia, ritenuto soggetto a un concreto rischio di reiterazione dei reati e protagonista di una condotta particolarmente violenta.

La violenta aggressione

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori e riportato nell’ordinanza del Gip, la rivolta sarebbe scoppiata intorno alle 21.35 del 28 febbraio all’interno dell’ottavo reparto della casa circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto. I tre detenuti, fino a quel momento alloggiati nella stessa camera di pernottamento, avrebbero approfittato del fatto che Giordano Mendolia doveva recarsi in infermeria per la somministrazione dell’insulina. In quel momento il cancello della stanza sarebbe stato spinto e forzato, permettendo ai tre di riversarsi nel corridoio del reparto. Da lì sarebbe partita l’aggressione: calci e pugni alla testa contro gli assistenti capo della polizia penitenziaria impegnati nella vigilanza del piano terra. Nel corso dell’azione sarebbe stato anche scagliato contro gli agenti un carrello del vitto, utilizzato come oggetto contundente. Alla violenza contro gli agenti si sarebbe aggiunta quella contro il sovrintendente intervenuto per dare supporto ai colleghi, colpito con pugni al volto e alla testa. Nel caos sarebbe stato preso di mira anche un infermiere presente nel reparto, che sarebbe stato afferrato per il collo. Di fronte alla violenza dei detenuti, il personale penitenziario sarebbe stato costretto ad arretrare e a chiudere il reparto, lasciando i tre all’interno del corridoio. A quel punto la situazione sarebbe degenerata ulteriormente. I detenuti avrebbero prelevato dal box degli agenti scudi, caschi e bastoni, indossando i caschi e utilizzando gli oggetti come armi improprie.

Reparto a soqquadro

Secondo quanto emerge dagli atti, il reparto sarebbe stato messo completamente a soqquadro: una telecamera di videosorveglianza è stata divelta e distrutta, mentre sedie, televisore e computer sono stati rovesciati e danneggiati. Una sedia sarebbe stata data alle fiamme, provocando un principio d’incendio che ha reso l’aria quasi irrespirabile. Non solo. I detenuti avrebbero svuotato un estintore e aperto un idrante, allagando il corridoio e riempiendo di polvere l’ambulatorio medico. All’interno del locale sanitario, un infermiere si sarebbe nel frattempo barricato per paura dell’aggressione, mentre i tre avrebbero tentato di forzare la porta. La rivolta si sarebbe conclusa soltanto con l’arrivo di altro personale della polizia penitenziaria, intervenuto in supporto per riportare l’ordine nel reparto. I tre detenuti sono stati quindi bloccati, separati e arrestati. (g.curcio@corrierecal.it)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato  

Argomenti
Categorie collegate

x

x