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Provinciali Cosenza: scintille tra Caruso e Faragalli su clientelismo, dissesto e concorsi – VIDEO

A “L’altra Politica” i candidati alla presidenza si scontrano su grande area urbana, coalizioni e gestione Succurro. Ma su un tema concordano

Pubblicato il: 04/03/2026 – 10:34
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Provinciali Cosenza: scintille tra Caruso e Faragalli su clientelismo, dissesto e concorsi – VIDEO

LAMEZIA TERME Le Provinciali si avvicinano e negli studi de L’altro Corriere TV si confrontano i due sfidanti: il sindaco di Cosenza Franz Caruso e quello di Montalto Uffugo, Biagio Faragalli. Il primo candidato per il centrosinistra con due liste a sostegno (Provincia Democratica e Insieme per la Provincia), il secondo candidato per il centrodestra con le liste Forza Italia e Ad Maiora. Come noto, a votare non sono i cittadini ma i loro rappresentanti eppure la contesa di domenica prossima non ha solo premesse ed esiti politicisti, andando giocoforza a interessare la carne viva della quotidianità attraverso i servizi che sono, appunto, in capo all’ente: edilizia scolastica e viabilità. Però non potevano mancare le polemiche: la prima riguarda una frase senza mezzi termini di Caruso («I voti dei sindaci non si comprano») su cui l’avvocato socialista è tornato nel corso de L’altra Politica, format di approfondimento condotto da Danilo Monteleone andato in onda ieri sera sul canale 75 del digitale terrestre.

Caruso: ingerenze della Regione

«C’è sicuramente un’invasione di campo da parte del potere regionale – ha attaccato il sindaco del capoluogo bruzio –, perché i sindaci sono sollecitati al voto da chi ha dato o promette di dare al territorio, perché indubbiamente chi ha la capacità di spesa non è sicuramente il Comune, lo è di meno la Provincia, ma lo è invece la Regione. Sto girando anch’io tutta la provincia e sto registrando che le sollecitazioni al voto vengono da quella parte politica che governa la regione e in modo particolare da espressioni della giunta regionale impegnate in prima persona. Io ho fatto una battuta al mio amico Biagio Faragalli, ho detto: io non competo con Faragallo, tolgo Fara, competo con Gallo, con il mio amico, peraltro, Gianluca Gallo che è un assessore importante della nostra regione… Però io dico che i sindaci sono liberi, devono essere liberi, così come i consiglieri comunali di scegliersi il loro rappresentante nell’ente provinciale».

Faragalli: non appartengo a nessuno

Per Faragalli «si commette un errore nel pensare che si cerca di condizionare il voto. Io credo che in tutte le amministrazioni comunali esistano delle rappresentanze civiche: nella nostra manifestazione abbiamo aperto dicendo che siamo pronti ad accoglierli e soprattutto a ragionare insieme. La battuta su Faragallo ci può stare nella misucra in cui è una battuta, però non si può non tenere in considerazione il fatto che la mia candidatura nasce da un’espressione di centrodestra unito: la mia non è una figura di appartenenza a un partito o a una persona, ma che racchiude tutte le forze del centrodestra che lavorano insieme ai rappresentanti sul territorio e alle forze civiche».
A proposito di coalizioni, Caruso rivendica l’unitarietà della sua indicazione («Noi ci siamo sempre divisi nelle ultime tornate elettorali e abbiamo perso per questo. Oggi per la prima volta dopo tanto tempo c’è una condivisione assoluta, un’unità che onestamente credo possa dare anche speranze di successo per futuri appuntamenti elettorali») ma sarà confutato poco dopo da Faragalli: «AVS non ha sottoscritto questa candidatura… Il nostro centrodestra si candida per guidare questa Provincia per i prossimi 3 anni perché io non sono in scadenza di mandato mentre Cosenza, il prossimo anno va al voto. Per carità, non metto in discussione nulla, però il rischio di riandare al voto alla provincia c’è». Controreplica di Caruso: «Fra un anno, se io non dovessi essere rieletto, potrete ritornare in campo e vincere». Come dire che non c’è partita.

La grande area urbana

Pur tramontato per ora e per via referendaria il Comune Unico, Faragalli parla della propria città in prospettiva: «Con il comune di Rende si sta creando un’area che io definisco di dimensioni europee, è stato da poco presentato il progetto da 350 milioni per il nuovo ospedale, verrà realizzato il nuovo svincolo autostradale e di conseguenza anche il ponte sul Settimo con il collegamento verso l’università e l’ospedale. Con la città di Cosenza e anche il comune di Castrolibero si sta ragionando per cercare di unire i servizi. Ma nelle nostre liste ci sono candidati che provengono da buona parte del nostro territorio provinciale».
Caruso prende la palla al balzo proprio sul nuovo ospedale, suo cavallo di battaglia degli ultimi mesi: «Io credo che sia giusto che si realizzi un ospedale policlinico universitario lì dove ci sono l’università e la facoltà di medicina. Ma non si può spogliare una città capoluogo dell’Hub regionale. Sarebbe il primo caso in Italia di una città capoluogo senza un Hub di secondo livello che peraltro già esiste: è la sottrazione di una funzione, di un servizio che non serve solo la città capoluogo ma tutto il nostro vasto territorio».

Le casse e la (dis)continuità

Poi Caruso si concentra sugli aspetti finanziari e gestionali, rivendicando «il ruolo che ha svolto e che svolge la città capoluogo nella nostra provincia, e poi anche per il metodo che io ho attuato per risollevarla dalle secche in cui era stata portata dal punto di vista del dissesto e del disastro economico-finanziario e organizzativo. È un metodo che confligge con la gestione degli ultimi 4 anni della provincia a guida Succurro-Ambrogio – credo che questo abbia determinato il centrosinistra a fare una scelta netta di cambiamento –, un metodo che oggi il mio amico Biagio Faragalli sta riproponendo, dicendo che continuerà il lavoro della Succurro. Mi auguro che non sia così, perché la Provincia è stata precipitata nel clientelismo e nel familismo, che noi contrastiamo nel modo più forte e determinato.

«Siamo tutti contro il clientelismo»

«Il clientelismo lo contrastiamo tutti – ribatte Faragalli –. Ogni amministratore sa cosa ha fatto nella propria città e io sono serenissimo con la mia amministrazione, non mi si possono imputare clientele o altro. Al netto delle valutazioni fatte, parliamo di una provincia che ha avuto quasi 150 milioni di euro per aver intercettato fondi del Pnrr ed è stata premiata come la prima provincia d’Italia per averlo fatto: 52 cantieri realizzati, di cui 10 consegnati, e io sono testimone di questi 10 perché nella città di Montalto Uffugo verrà aperto il primo istituto professionale, nuovo di zecca. E ci sono altre opere importanti sulla viabilità e la bonifica ambientale, come le discariche di Buonvicino e Celico».
Secondo Caruso però «intercettare fondi del Pnrr pone anche a un ulteriore rischio la provincia, perché se si intercettano fondi, si prendono finanziamenti e non si realizzano le opere entro il 30 giugno del 2026, poi si devono restituire i soldi che si sono intercettati. Io – rilancia – so una cosa e cioè che tutti i fondi che ho intercettato, e sono decine di milioni nella mia città, sono stati spesi per realizzare opere che io termino al 30 giugno. Quindi io non dovrò restituire un centesimo all’Europa perché tutto quello che ho progettato lo realizzo. Mi pare che la provincia, con questi 52 cantieri che ha messo in campo, avendone completato solo 10, di cui uno del mio amico Faragalli, che ha goduto di questi finanziamenti mentre la città capoluogo non ha goduto di un centesimo di finanziamento, sono il 20% di quello che è l’intera somma che è stata intercettata. Se non si realizzano i cantieri, non si chiudono i cantieri e non si rende conto la spesa, sono tutte somme che devono essere restituite con interesse all’Europa. Questa è la capacità di progettazione e di realizzazione che si scontra invece con una realtà che è quella che mi ha portato a risanare un ente che quella stessa amministrazione di cui faceva parte la Succurro ha portato al dissesto con un debito di 300 milioni di euro e 44 milioni di disavanzo. Io lo sto risanando, l’ho rimesso sui binari della corretta e trasparente azione amministrativa. Adesso dovrò andare, se vincerò, a risanare un ente che già si dice avere un debito di 85 milioni di euro» la stoccata finale.
«La responsabilità però non credo si possa imputare esclusivamente al governo uscente, perché figlia anche di un percorso certificato negli anni pregressi in cui c’erano circa 400 milioni di euro di mutui contratti e una rata di 28 milioni di euro all’anno» replica Faragalli che poi elenca quanto fatto nel suo Comune in ambito fiscale: «In 18 mesi ho riconosciuto quasi 5 milioni di euro aggredendo il debito ed evitando di fare delle cause perché ho subito fatto dei processi di transazione per risparmiare circa 2 milioni di euro di interessi e more. Come ho fatto? Ho messo in piedi un sistema tributario di riscossione alzando la differenziata, quindi versando meno quote ad Arrical risparmiando denaro e pagando i debiti e portando la capacità di riscossione dei tributi dal 50 al 69%. Tutto questo ci ha messo nelle condizioni di poter pagare il pregresso e soprattutto di garantire i servizi ordinari».

I concorsi e le revoche

Quanto basta perché Franz Caruso apra un altro fronte: «C’è stata anche un’azione che ha portato alla revoca anche di altri incarichi e di consulenze, che hanno caratterizzato una gestione molto personalistica della cosa pubblica: c’è un ottimo vicepresidente, oggi presidente facente funzioni, che ha preso posizioni nette e ha cominciato a tagliare quelle spese superflue operate dalla precedente amministrazione». Non poteva mancare a questo punto un riferimento all’iter concorsuale avviato e poi, dopo obiezioni e dubbi, sostanzialmente bloccato.
Sul tema, Faragalli risponde con l’esempio della gestione dei concorsi nel suo Comune. «Noi abbiamo fatto 4 concorsi e attuato la surroga di tantissime graduatorie, e lo abbiamo fatto concertandolo con i sindacati, con il segretario generale e tutti i rappresentanti, per poter arrivare all’obiettivo. È normale che a ridosso di una competizione provinciale Giancarlo Lamensa, che saluto accanto all’ex presidente Succurro, non ha voluto prendersi la responsabilità di continuare». Secondo Caruso al contrario «la revoca dei concorsi è stata fatta dall’ottimo Lamensa su sollecitazioni anche esterne visto che si trattava di concorsi banditi su presupposti assolutamente illegittimi. Adesso è intervenuto un ulteriore elemento: una denuncia di un componente della commissione di gara che ha verificato che prima del concorso per la verticalizzazione di alcune figure interne alla provincia sono state fornite delle schede di valutazione precompilate. C’è una denuncia pubblica che fa capire chiaramente qual era il metodo di gestione della provincia di Cosenza».
«Io – riflette il sindaco di Montalto – non me la sento di fare delle affermazioni del genere, perché sono il primo a dire che le istituzioni, e soprattutto la legge, la magistratura, devono fare il loro corso ma in questo momento non sono nelle condizioni, come nessuno di noi, di dire se le cose sono o meno così». La chiosa di Caruso: «Io non uso mai la mia materia professionale per fare politica. Mai si deve utilizzare il sistema giustizia per fare politica. Però parlo di opportunità politica, questo sì».

Il referendum sulla giustizia

«Se dovessi seguire quello che è il mio orientamento professionale – afferma Franz Caruso – non avrei dubbi a votare del sì, però il problema è che hanno caratterizzato politicamente questo referendum ed è la cosa più sbagliata che si potesse fare perché è un referendum tecnico, non è la riforma della giustizia dove ci può essere una visione politica di come gestire la giustizia. È un fatto tecnico che riguarda la separazione dei magistrati dal giudice. Che è una conseguenza fisiologica della riforma del 1988-89, dove dal sistema inquisitorio si è passati al sistema accusatorio. E nel sistema accusatorio il giudice non solo deve essere terzo, ma deve anche apparire tale. E se il pm è più in alto rispetto alla difesa ed è legato dallo stesso Csm non c’è questa apparenza di terzietà del giudice. Queste sono le ragioni del sì? Per me sono le ragioni del sì, poi se riusciamo a dare una spallata a questo governo è cosa buona per il paese…». Sinceramente sul Sì anche la posizione di Faragalli.
I temi macro sull’architettura istituzionale lasciano infine il posto ad argomenti che hanno toccato la quotidianità dei calabresi e segnatamente cosentini anche in termini drammatici: i danni legati al maltempo di gennaio e febbraio e l’importanza della prevenzione.

Il rischio idrogeologico

«Il primo investimento che bisogna fare, lo dico anche per deformazione professionale – spiega Faragalli, professione farmacista – è la prevenzione, nel senso della pulizia dei canali, un po’ come nella salute. Io l’ho fatta nel mio comune, mi rendo conto che in un comune piccolo è più semplice, però concertando un’azione sinergica con dei tavoli permanenti. È anche vero che in questi giorni con i cicloni è arrivata una quantità di acqua paragonabile a quella di un anno intero».
Caruso: «Se non hai risorse non puoi assolutamente fare manutenzione e investimenti. Però la programmazione è fondamentale. Io ho salvato la città dall’inondazione grazie alla prevenzione e alla manutenzione. Da quando mi sono insediato abbiamo sottoscritto con Calabria Verde un protocollo d’intesa che ha portato Calabria Verde insieme al comune a pulire gli alvei e le sponde dei fiumi. Quello ha salvato la città. Se noi non avessimo avuto questa capacità di programmare la manutenzione, avremmo avuto la città invasa dall’acqua e dal fango. Abbiamo fatto questo perché abbiamo avuto la capacità di programmare e di manutenere i nostri fiumi. La provincia purtroppo ha subito una devastazione delle sue strade e delle sue montagne proprio perché non c’è stata prevenzione né manutenzione».
Sul tema, il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, ha lamentato che negli anni passati questo territorio è stato abbandonato e lasciato da solo, e molti interventi che dovevano essere fatti non sono stati fatti.
Caruso è d’accordo: «Stasi ha ragione, non c’è stata l’attenzione necessaria, c’erano argini che non sono stati creati o manutenuti, e l’inondazione è stata determinata proprio dalla mancanza di argine e da una incuria nella manutenzione».
Un tema che mette d’accordo i due contendenti per la poltrona più importante di piazza XV Marzo: «La prevenzione – gli fa eco Faragalli – è un elemento determinante soprattutto in questo ambito, perché poi i fiumi una volta che vanno in piena trovano il corso in maniera molto semplice e creano davvero danni enormi. Ed è normale che sulla prevenzione e la pulizia dei fiumi — io cito sempre il mio comune, che è un comune di 22.000 abitanti, una città a ridosso dell’area urbana — anche noi abbiamo fatto un accordo con Calabria Verde e siamo riusciti a ripulire buona parte delle aree più urbanizzate. Bisogna poter programmare con una visione – conclude Faragalli – con la consapevolezza che le risorse sono poche e i comuni sono 150, fissando però alcune priorità, perché poi la coperta è quella…». (euf)

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