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il test politico

Provinciali di Catanzaro, le ultime trattative tra prove muscolari e derby interni (nel centrodestra…)

Il punto sulle candidature al Consiglio. Le “tossine” delle vicende del capoluogo. Quattro liste per il centrodestra, unico “listone” per il centrosinistra. Diverse incognite

Pubblicato il: 05/03/2026 – 10:46
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Provinciali di Catanzaro, le ultime trattative tra prove muscolari e derby interni (nel centrodestra…)

CATANZARO Prove muscolari e derby interni. Le elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale di Catanzaro, in programma a fine marzo, solo apparentemente sono uno snodo politico di routine. In realtà il voto rappresenta un importante test anche alla luce delle ultime vicende che hanno riguardato il Comune di Catanzaro, con il tentativo fallito di buona parte dell’opposizione, tra cui i partiti del centrodestra, di far chiudere anticipatamente la consiliatura a guida del sindaco Nicola Fiorita. La mancata “spallata” potrebbe avere lasciato un segno soprattutto nella coalizione di centrodestra, trasformando dunque queste Provinciali comunque a metà – non si vota per la presidenza, cosa che avverrà in autunno – in un passaggio politico comunque serio, fermo restando che si tratta di un voto di secondo grado, riservato sia sul piano attivo che passivo ai soli amministratori dei Comuni del Catanzarese, con il “peso” maggiore al voto espresso da Catanzaro e Lamezia Terme.

Il centrodestra

Alla scadenza della presentazione delle liste e dei candidati mancano pochi giorni ma il quadro si sarebbe già delineato, almeno a grandi linee. Il centrodestra ha deciso di concorrere con quattro liste separate, riconducibili ai partiti classici della coalizione anche se con simboli civici, che dovrebbero essere la “Provincia Azzurra” per Forza Italia, “Vento da Sud” per Fratelli d’Italia, “La Provincia si lega” per la Lega e Moderati per la Provincia per Noi Moderati. Retroscena di queste ore segnalano una certa fibrillazione – probabilmente “appendice” della vicenda Catanzaro – tra Forza Italia e Lega, con una voglia di “contarsi” che risentirebbe delle tossine sprigionate dalla crisi del capoluogo tra gli azzurri e il big del Carroccio Filippo Mancuso, con Fratelli d’Italia invece strategicamente alla finestra. Le urne delle Provinciali evidentemente delineeranno i nuovi rapporti di forza sul territorio. Intanto, gli azzurri lavorano alla definizione della propria lista sotto la guida del vicesegretario regionale Emanuele Ionà e del coordinatore provinciale Marco Polimeni, entrambi consiglieri regionali: l’obiettivo dei forzisti – si dice da fonti interne – è quello di tenere “dentro” la lista espressioni rappresentative anche di altri importanti esponenti del partito come Antonello Talerico, Frank Mario Santacroce, Elisa Aiello. Nella Lega si profila un derby interno tra Mancuso, il parlamentare Domenico Furgiuele e il consigliere regionale Gianpaolo Bevilacqua: probabili ricandidati i consiglieri comunali di Catanzaro Eugenio Riccio e di Lamezia Mimmo Gianturco. Alla lista riconducibile a Fratelli d’Italia è al lavoro ovviamente la coordinatrice regionale del partito e sottosegretario all’Interno Wanda Ferro con l’assessore regionale Antonio Montuoro: tra i papabili candidati l’attuale vicepresidente della Provincia Francesco Fragomeni e Pietro Fazio. Quanto a Noi Moderati, qui il partito di Pino Galati dovrebbe puntare molto sullo “zoccolo duro” di Lamezia Terme con il consigliere regionale Vito Pitaro che si starebbe muovendo su Catanzaro.

Il centrosinistra

E il centrosinistra? Il campo largo (?) ha optato invece per un listone unico e – più o meno – unitario, come già nella precedente tornata, “Progressisti per la provincia”: “baricentro” sarà il Pd, che di amministratori ne ha a bizzeffe (non dovrebbe comunque ricandidarsi il segretario provinciale dem Gregorio Gallello, sindaco di Gasperina), e potrebbe schierare il consigliere catanzarese Gregorio Buccolieri e sicuramente un consigliere di Lamezia, mentre Avs punterebbe sul sindaco di Simeri Crichi Davide Zicchinella. Nessuna news dal M5S (impalpabili sul territoro), si attende di capire cosa farà il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita con il suo “Cambiavento” e anche cosa farà Azione, che un po’ di amministratori ha sul territorio ce li ha. Ma nel centrosinistra c’è anche la consapevolezza di una sfida impossibile: il Consiglio provinciale uscente ha una maggioranza schiacciante di centrodestra (9 su 12 seggi) e questo potrebbe essere l’epilogo anche stavolta. Ma si tratterà di verificare a quale prezzo per il centrodestra. (a. c.)

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