«Se vuoi lavorare, devi passare da noi»
Nell’inchiesta “Risiko” emerge il presunto controllo della cosca Commisso sulle assunzioni nei supermercati di Siderno

REGGIO CALABRIA Non solo affari e territorio. Anche il lavoro, persino un posto sugli scaffali di un supermercato, secondo gli investigatori poteva passare dal filtro della ’ndrangheta. È uno degli scenari che emergono dalle carte dell’inchiesta “Risiko” della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, coordinata dal procuratore Giuseppe Borrelli e dal procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo, che ricostruisce il presunto sistema di potere della cosca attiva a Siderno e il ruolo di primo piano di Antonio Commisso, boss dei “sidernesi” capace di pianificare le azioni criminali e gestire gli affari del clan, con ramificazioni negli Stati Uniti e in Canada, dove è latitante il padre Francesco, detto “lo Scelto”.
L’influenza del clan Commisso
Dalle intercettazioni e dagli atti investigativi emerge uno spaccato che, secondo l’accusa, racconta come la criminalità organizzata avrebbe cercato di esercitare la propria influenza anche su un settore apparentemente lontano dalle dinamiche mafiose: quello delle assunzioni nella grande distribuzione. Come si legge nelle carte dell’indagine: «La pervasività della ‘Ndrangheta nel comune di Siderno trova terreno di elezione nella “gestione” delle assunzioni dei lavoratori presso i supermercati cittadini […] che testimoniano il dominio incontrollato dell’associazione, attraverso l’imposizione ed il controllo delle assunzioni». «Ed in tale contesto emergerà nuovamente la posizione di vertice di Antonio Commisso, intorno al quale – come di consueto, ed anche in questo settore – graviteranno una serie di richieste di intervento».
Le conversazioni analizzate dagli investigatori coprono un arco temporale molto ampio, dal 2006 al 2023, a dimostrazione – secondo la Dda – della continuità dell’influenza delle cosche nel comprensorio sidernese.
Le richieste di lavoro
Tra le vicende ricostruite negli atti figura la richiesta di assunzione avanzata da un uomo, indicato dagli investigatori come appartenente al Locale di ’ndrangheta di Mammola che – secondo quanto riportato nelle carte – si sarebbe rivolto ad Antonio Commisso tramite Salvatore Barranca per ottenere un impiego in un supermercato. Le intercettazioni documentano anche i contatti tra i due durante i tentativi di ottenere il posto di lavoro. In una telefonata del 2 aprile 2021, Barranca prova a rassicurare il suo interlocutore mentre cerca di sbloccare la situazione. «Adesso sto andando che mi ha chiamato […] adesso glielo dico Mi… Ci vuole pazienza Mi». Poco dopo, alle 13.11 dello stesso giorno, arriva un aggiornamento che lascia intravedere una possibile soluzione. «Ascoltami! Vedi che… dice che ora devono cacciare ad uno e che a breve se vuole Dio…». Alla risposta del suo interlocutore – “Va bene, va bene” – Barranca conclude invitandolo ad attendere ulteriori sviluppi: “Aspetta notizie mie, va bene? Poi ci sentiamo…».
Il secondo episodio
Un altro episodio ricostruito nelle carte investigative riguarda la richiesta di un dentista che si sarebbe rivolto ad Antonio Commisso per favorire l’assunzione di una persona indicata come “Giò” o “Giovanni”. L’incontro sarebbe avvenuto il 15 febbraio 2023 presso l’abitazione di Commisso. «Senti? Ti dobbiamo chiedere io una cortesia […] Non vedi se c’è qualche mezzo tuo, di conoscenze, cose per poterlo fare lavorare? […] Io gli voglio bene a Gio’». Secondo quanto riportato negli atti, Commisso avrebbe mostrato prudenza e una certa riluttanza ad interessarsi della questione, spiegando anche di avere la certezza di essere investigato dalle forze di polizia: «Io… a me mi sono entrati nella macchina e lo so per certo! […] stanno aspettando di vedere che parto per beccarmi là».
Nel dialogo emergono anche riferimenti alle difficoltà nel gestire le assunzioni nella grande distribuzione e alla catena di supermercati Eurospin, con selezioni del personale svolte a Catania, circostanza che – secondo quanto emerge dagli atti – avrebbe reso più complesso incidere sulle procedure di reclutamento.
Le carte ricordano inoltre che il 15 febbraio 2023 il Tribunale di Reggio Calabria – sezione Misure di prevenzione – dispose l’amministrazione giudiziaria per un anno di Eurospin Sicilia S.p.A., ritenendo sussistenti «sufficienti indizi per ritenere che l’attività aziendale […] abbia agevolato imprenditori che operavano nell’interesse della ’ndrangheta». Elementi che, secondo la Dda, contribuiscono a delineare uno spaccato delle dinamiche attraverso cui la criminalità organizzata avrebbe cercato negli anni di esercitare la propria influenza anche sull’accesso al lavoro nel territorio di Siderno. (redazione@corrierecal.it)
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