Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 20:42
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 4 minuti
Cambia colore:
 

“abbraccio” in corsia

«Qui un affetto che ci emoziona profondamente. Cuba ringrazia il popolo calabrese»

L’ambasciatore cubano in Italia, Cepero Aguilar, parla dell’esperienza dei medici caraibici nella nostra regione: «Il presidente Occhiuto ha riconosciuto la loro importanza»

Pubblicato il: 07/03/2026 – 19:30
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
«Qui un affetto che ci emoziona profondamente. Cuba ringrazia il popolo calabrese»

CATANZARO «Voglio ringraziare il popolo calabrese per come accoglie e si prende cura dei nostri medici. Mentre loro offrono un servizio fondamentale — garantire il diritto umano alla salute — ricevono in cambio affetto e riconoscenza. Questo ci emoziona profondamente». L’ambasciatore di Cuba in Italia Jorge Luis Cepero Aguilar da giorni è in visita in Calabria con una serie di incontri istituzionali e non che sono diventati un importante momento di confronto in un contesto molto particolare: l’esperienza dei medici cubani a sostegno della sanità calabrese, concretizzata dal 2022 su input del presidente della Regione Roberto Occhiuto, negli ultimi tempi è finita al centro di un vero e proprio “intrigo internazionale” viste le pressioni dell’amministrazione statunitense per farla chiudere anticipatamente. Pressioni alle quali Occhiuto ma anche la diplomazia italiana stanno resistendo – giusto ieri il governatore calabrese ha dichiarato che “i medici cubani resteranno in Calabria” – e di questo l’ambasciatore Cepero Aguilar è sicuramente riconoscente.

«Grazie Calabria»

«L’esperienza dei medici cubani qui in Calabria – dice l’ambasciatore Cepero Aguilar a Catanzaro, ospite del circolo “Sierra Maestra” – nasce da un principio di solidarietà che è intrinseco al popolo cubano. È una tradizione che Cuba porta avanti da molti anni, non solo in Calabria ma in molti Paesi del mondo. L’incontro con il presidente della Regione Calabria è stato molto cordiale. È stato riconosciuto il ruolo e l’importanza del lavoro dei medici cubani nella regione, così come la gratitudine che il popolo calabrese esprime nei loro confronti. In questi due mesi di lavoro in Italia mi sono emozionato nel vedere l’affetto e il rispetto che i calabresi dimostrano verso i nostri medici. Per Cuba la solidarietà è sempre stata un principio fondamentale: condividiamo ciò che abbiamo, non ciò che ci avanza. Quando un popolo ha bisogno dell’assistenza cubana o dei professionisti formati dalla rivoluzione, per noi è naturale offrire il nostro aiuto». Questo – aggiunge Cepero Aguilar – «è anche ciò che spesso gli Stati Uniti non accettano: che i medici cubani portino ai popoli il diritto alla vita e alla salute. Cuba esporta medici, medicina e solidarietà, non bombe. Garantisce l’esercizio dei diritti fondamentali delle persone. Proprio per questo, da più di 60 anni, Cuba è oggetto di aggressioni e pressioni: perché dimostra che un’alternativa è possibile. Nonostante il blocco economico, la mancanza di petrolio, di energia e di molte risorse, Cuba resiste e continua a essere un esempio nel mondo. Allo stesso tempo voglio ringraziare il popolo calabrese per come accoglie e si prende cura dei nostri medici. Mentre loro offrono un servizio fondamentale — garantire il diritto umano alla salute — ricevono in cambio affetto e riconoscenza. Questo ci emoziona profondamente».

Lo scenario globale

Ovviamente, la riflessione dell’ambasciatore di Cuba in Italia si sposta su un piano molto più generale, del quale comunque la vicenda della sanità calabrese è una “spia”: il pensiero corre al “bloqueo”, l’embargo che Trump ha imposto a Cuba con l’obiettivo di strangolarla e le recenti minacce del presidente Usa («Cuba non sopravviverà», ha detto Trump). «Le misure adottate dagli Stati Uniti contro Cuba – sostiene ancora Cepero Aguilar – sono state descritte anche dallo stesso presidente Trump come strumenti per far sì che il Paese non sopravviva. Si tratta di misure crudeli e inumane, che rappresentano una forma di aggressione, un genocidio, contro il popolo cubano. Non è la prima volta nella storia che si crea deliberatamente una situazione critica per mettere sotto pressione un popolo. Gl Stat Unti pretendono di trasformare Cuba in una sorta di “Gaza dei Caraibi”. Queste misure provocano certamente un grande danno economico e sociale, ma non riusciranno a provocare una crisi umanitaria nel nostro Paese. Il popolo cubano è forte. Lo Stato cubano è preparato. Siamo un popolo che – ha concluso l’alto diplomatico cubano – ha resistito per oltre 60 anni alle aggressioni e alle pressioni dell’imperialismo». (a. c.)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x