Referendum Giustizia, il 57% degli imprenditori sceglie il Sì
Sondaggio realizzato dall’Istituto Piepoli con Conflavoro

In vista del referendum confermativo del 22 e 23 marzo, il mondo produttivo italiano mostra una consapevolezza altissima: secondo il sondaggio realizzato dall’Istituto Piepoli in collaborazione con Conflavoro, il 94% degli imprenditori è informato sulla consultazione e il 90% ne conosce i contenuti. L’indagine stima un’affluenza al 60%, evidenziando che 9 intervistati su 10 sanno che per questa tornata non è previsto il quorum.
Le intenzioni di voto
L’orientamento degli imprenditori pende verso la conferma della riforma:
- SÌ: 57%
- NO: 43%
- Indecisi: 18% (tra i quali il 52% è comunque propenso al Sì).
Le motivazioni del Sì
La spinta principale verso il voto favorevole è la necessità di riformare il sistema giudiziario (66%), seguita dal desiderio di maggiore efficienza e rapidità dei processi (35%) e da una più efficace tutela dei diritti dei cittadini (30%). Altri driver significativi sono la responsabilità dei magistrati (26%) e il rafforzamento della separazione dei poteri (20%). Solo il 15% dichiara di votare in base al proprio orientamento politico, mentre l’11% lo farà per protesta verso il sistema attuale. Per il presidente di Conflavoro, Roberto Capobianco, «il sondaggio rappresenta un indicatore di grande rilevanza, perché offre una fotografia chiara e articolata delle intenzioni di voto e del livello di conoscenza del quesito referendario. Il sondaggio evidenzia una diffusa consapevolezza da parte degli imprenditori, distribuita in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale. Per le piccole e medie imprese, la giustizia è un elemento determinante di competitività. Un sistema più efficiente permette alle pmi di operare in un contesto più stabile e produttivo, favorendo uno sviluppo dinamico del tessuto imprenditoriale italiano».