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Reggio Calabria: mille giovani occupati, Scopelliti e la Lega lanciano il piano

Nei primi 100 giorni di governo, 50 milioni di euro per lavoro, formazione e inclusione sociale, dai laureati ai detenuti. Un progetto per ridare futuro alla città

Pubblicato il: 07/03/2026 – 15:48
di Paola Suraci
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Reggio Calabria: mille giovani occupati, Scopelliti e la Lega lanciano il piano

REGGIO CALABRIA Un piano per creare opportunità di lavoro per mille giovani reggini e da mettere in campo nei primi cento giorni di governo cittadino. È questo il progetto presentato nel salone di Confindustria Reggio Calabria da Giuseppe Scopelliti, insieme alla Lega reggina e al movimento Reggio Futura, davanti a una platea gremita di imprenditori, professionisti e rappresentanti del mondo politico.
L’iniziativa, intitolata “1000 occupanti, nessuno escluso”, riguarda la possibilità di inserimento lavorativo per mille giovani, per 36 mesi, laureati, giovani in cerca di prima occupazione e categorie fragili, come ex detenuti, favorendo il reinserimento sociale attraverso il lavoro, per una dotazione complessiva di 50 milioni di euro.
Ad aprire l’incontro è stato il presidente di Confindustria Reggio Calabria, Angelo Vecchio, che ha sottolineato la disponibilità del mondo imprenditoriale al confronto su proposte concrete. Quando si parla di lavoro e investimenti, ha evidenziato, gli imprenditori sono pronti ad ascoltare chiunque voglia contribuire alla crescita del territorio.
E così oltre alla presentazione di un piano occupazione ecco che si è entrati nel vivo della campagna elettorale per Palazzo San Giorgio.

Scopelliti: «La politica torni credibile»

A infiammare la sala è stato l’intervento di Giuseppe Scopelliti, accolto da applausi e grande attenzione da parte del pubblico. L’ex sindaco ha voluto subito chiarire il suo ruolo nel percorso politico verso le amministrative.
«Io non sono candidato a nulla», ha ribadito, spiegando di voler offrire un contributo di idee e progetti al centrodestra. «Io non mi sto rimettendo in pista per inseguire qualcosa. Porto con me un peso grande, enorme: quello di aver amministrato questa città per otto lunghi e bellissimi anni. Per me è stata un’esperienza straordinaria, segnata dall’amore per la mia città, per quello che mi hanno fatto, per quello che ho pagato allora. Quando però sono venuti a chiedermi: «Che cosa si può fare per la città?», la mia risposta è stata semplice: concentriamoci su ciò che serve davvero. Non servono comunicati stampa che deridono o denigrano gli avversari. Non serve più questo, non paga più. Al massimo alimenta la pancia dei tifosi, di destra o di sinistra. Oggi serve qualcosa di diverso.
Scopelliti ha poi affrontato il tema della crisi della partecipazione politica, sottolineando come la crescente astensione alle elezioni sia il segnale di un distacco sempre più evidente tra cittadini e istituzioni.
Secondo l’ex sindaco, quando i cittadini si recano alle urne non dovrebbero essere costretti a scegliere «il meno peggio», ma avere la possibilità di votare per chi ritengono davvero il più capace. Se la partecipazione cala, ha spiegato, è perché la politica non riesce più a essere attrattiva e spesso non appare in grado di rispondere concretamente ai bisogni dei territori.
L’ex sindaco ha poi spiegato che il progetto nasce dal confronto con esponenti del centrodestra e del mondo produttivo e che potrebbe diventare una delle prime azioni concrete di un eventuale governo cittadino di centrodestra. «È un’iniziativa che si inserisce perfettamente nel percorso politico che si sta costruendo e che potrebbe essere realizzata nei primi cento giorni di amministrazione».
Scopelliti ha poi richiamato anche la questione delle risorse economiche che potrebbero sostenere il progetto. C’è la disponibilità finanziaria legata alla legge speciale 246 del 1989, il cosiddetto Decreto Reggio. «Oggi – ha spiegato – in quel fondo ci sono ancora circa 200 milioni di euro non utilizzati. Si tratta di fondi cosiddetti perenti, cioè risorse che non sono state impegnate o spese, ma che restano comunque destinate alla città di Reggio Calabria».


Scopelliti ha ricordato come, durante il suo mandato da sindaco, si fosse recato più volte a Roma per confrontarsi con i ministeri competenti proprio su questi strumenti finanziari. «All’epoca – ha raccontato – c’era un confronto continuo con il governo e con i responsabili del dipartimento. Ricordo l’attenzione che dimostrò anche il sottosegretario Luigi Meduri, così come prima di lui Ugo Martinat, che fu sempre vicino alla città».
Scopelliti ha ricordato anche il rapporto con Ugo Martinat, sottolineando il legame personale e politico che li univa. «Quando veniva a Reggio Calabria per le conferenze stampa – ha raccontato – non mi chiamava sindaco. Diceva sempre: sono qui accanto al mio amico, il podestà di Reggio Calabria». L’ex sindaco ha poi ricordato Martinat con parole di stima: «Purtroppo oggi non c’è più. È stato una figura importante, un pilastro della destra italiana e una persona che ha sempre dimostrato grande attenzione per questa città».
Secondo l’ex primo cittadino, proprio grazie a quel lavoro istituzionale le risorse venivano regolarmente riassegnate e reinserite in bilancio. «Quei fondi – ha sottolineato – sono soldi della città di Reggio Calabria e devono essere utilizzati per il suo sviluppo».

Il piano e le quattro azioni

Il piano si muove su quattro azioni principali. Con 31 milioni di euro – è stato detto – si incentivano le aziende ad assumere giovani under 35 con contratti stabili e si accompagna verso la pensione chi è prossimo alla quiescenza, coinvolgendo imprese, categorie professionali e liberi professionisti. Altri 5 milioni sono destinati all’alta formazione: 66 unità finanziate in collaborazione con l’Università Mediterranea, l’Università Dante Alighieri, il Conservatorio e l’Accademia di Belle Arti, per valorizzare figure altamente qualificate come i dottorandi di ricerca. Per l’inclusione dei detenuti sono stanziati 4 milioni per 60 unità, promuovendo la rieducazione e il reinserimento socio-lavorativo attraverso attività di pubblica utilità, tirocini formativi e contratti incentivati. Infine, 8 milioni sostengono 143 assistenti sociali, infermieri e OSS, potenziando l’assistenza territoriale e i servizi socio-sanitari domiciliari e di comunità, tramite strutture private e cooperative sociali in collaborazione con enti pubblici.


Durante l’incontro è intervenuto anche Italo Palmara di Reggio Futura, che ha ricostruito l’origine del progetto partendo da uno studio realizzato dal movimento circa un anno fa.
«I dati mostrano che nell’ultimo decennio Reggio Calabria ha perso circa 14 mila abitanti, e si tratta in gran parte di giovani. Ragazzi che dopo il diploma lasciano la città per frequentare l’università altrove o che, una volta completati gli studi, non trovando opportunità lavorative adeguate decidono di trasferirsi nel Nord Italia o all’estero. Una volta partiti, ha sottolineato Palmara, difficilmente fanno ritorno».
«Un fenomeno che rappresenta un rischio serio per il futuro della città, perché la perdita di giovani significa anche mancanza di ricambio generazionale e progressivo impoverimento del tessuto sociale ed economico».
Palmara ha ricordato che «lo studio ha evidenziato anche un dato significativo: nel decennio precedente, quando la città era amministrata dal centrodestra, Reggio aveva registrato una crescita della popolazione di oltre 6 mila residenti».
Il deputato Domenico Furgiuele ha sottolineato come l’incontro segni l’inizio di un percorso politico più ampio, volto a riportare al centro del dibattito il futuro della città attraverso idee e progetti concreti, ascoltando il territorio.
La senatrice Tilde Minasi ha ricordato che la fuga dei giovani non è un problema solo del Sud, ma riguarda tutto il Paese, e che oggi non basta offrire posti di lavoro tradizionali: serve un sistema più flessibile che accompagni i giovani nella formazione, nell’imprenditorialità e nello sviluppo di settori strategici come agricoltura e turismo. «L’era del posto fisso è finita», ha osservato, invitando a valorizzare le potenzialità del territorio.
A chiudere l’incontro, in collegamento video, il sottosegretario Claudio Durigon ha richiamato l’attenzione sulle grandi infrastrutture, sottolineando l’importanza del progetto del Ponte sullo Stretto come occasione strategica per favorire sviluppo e occupazione nell’intera area. (redazione@corrierecal.it)

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