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«Gli esami ormonali non sono stati sospesi»: l’Aou Dulbecco replica a Enzo Bruno

L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Catanzaro parla di «messaggio pubblico distorto» sui servizi di laboratorio. La controreplica di Bruno

Pubblicato il: 07/03/2026 – 16:04
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«Gli esami ormonali non sono stati sospesi»: l’Aou Dulbecco replica a Enzo Bruno

CATANZARO «Il Consigliere regionale Enzo Bruno, utilizza strumentalmente una comunicazione interna, non indirizzata all’esterno né tanto meno alla Direzione Generale, a firma del Direttore dell’unità operativa di Patologia Clinica del presidio di Germaneto attribuendo un significato evidentemente funzionale ad obiettivi diversi rispetto alle azioni di efficientamento in corso della rete dei laboratori della Dulbecco». È quanto riporta una nota dell’Aou Renato Dulbecco di Catanzaro in risposta a quanto affermato ieri dal consigliere regionale Enzo Bruno.
«Entrando nel merito – viene aggiunto nella nota – gli esami che il Consigliere correttamente afferma essere “fondamentali per la diagnostica endocrinologica e per il monitoraggio di numerose patologie” e cioè “TSH, FT3, FT4, anticorpi anti-tireoglobulina, antitireoperossidasi, paratormone, cortisolo, IGE, insulina, peptide C, SHBG, LH, FSH, estradiolo, prolattina, progesterone, testosterone, ormone antimulleriano e calcitonina, non altrettanto correttamente afferma essere stati sospesi.
Si rassicura la cittadinanza, infatti, che tali esami non sono mai stati sospesi considerato, come noto certamente a chi ha scritto, che l’Azienda è dotata di più laboratori, dislocati nei diversi Presidi ospedalieri, che garantiscono, grazie alla integrazione effettuata tra le due ex Aziende, una risposta sicura e completa alla domanda di prestazioni per l’intera regione e, senza ombra di dubbio, ai pazienti ricoverati.
Ciò detto, occorre interrogarsi su quali possano essere le finalità di un messaggio pubblico così distorto e di procurato allarme sociale, nonché diffamatorio nei confronti del management aziendale, che sin dall’inizio ha avviato un percorso di efficientamento dei servizi erogati, rispettando comunque la “storia” di ciascuna delle ex Aziende Ospedaliere, orientato, con grandi difficoltà, ad eliminare i ‘doppioni’ di prestazioni che gravano sul bilancio aziendale a detrimento, probabilmente, di interessi particolaristici non orientati al bene comune». «Occorre ancora interrogarsi – prosegue la nota – sul perché alcuni responsabili di struttura aziendali, fortunatamente pochi, per un verso siano refrattari ad assumere responsabilità più ampie, come nel caso del rifiuto ad impegnarsi nella direzione del Laboratorio di analisi del Presidio Ospedaliero “Pugliese”, e dall’altro osteggiare azioni di riorganizzazione ed efficientamento comunque in atto.
Questo delicato quanto importante processo di reingegnerizzazione dei servizi, tuttora in corso, è effettuato dal management con il pieno coinvolgimento dei Direttori delle UUOO e dei Capi Dipartimento per consentire di rafforzare l’offerta assistenziale differenziando le prestazioni erogate al fine di retrocedere alla comunità prestazioni sempre più qualificate di alta specialità e complessità. Questo è l’obiettivo aziendale che richiede un forte sostegno della politica, di ogni colore e grado, che con responsabilità e atteggiamento costruttivo accompagni il processo di cambiamento in atto facendo anche fronte alle macerie accumulate nel corso del tempo che la sanità calabrese si trova oggi a fronteggiare.
Al fine di tutelare l’immagine dell’Azienda ed il percorso fin qui intrapreso nonché la corretta e veritiera informazione pubblica, il management procederà anche a inoltrare alla competente Autorità Giudiziaria apposita segnalazione onde consentire alla stessa le opportune valutazioni di sua competenza».

La controreplica di Bruno

«Per noi vengono prima di tutto i pazienti e la tutela del diritto alla cura». È da questo principio che parte la replica del consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente” alle dichiarazioni dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Renato Dulbecco”, che ha parlato di “procurato allarme” in relazione alla paventata sospensione di alcuni esami ormonali per mancanza di reagenti. «Non c’è stato alcun tentativo di strumentalizzazione – chiarisce Bruno –. Il nostro intervento è nato esclusivamente dalle segnalazioni e dalle preoccupazioni di molti cittadini che si sono rivolti a noi per capire cosa stesse accadendo rispetto a prestazioni diagnostiche fondamentali. La comunicazione diffusa oggi dall’azienda – successiva alla nota stampa di ieri – con cui si chiarisce che gli esami continueranno a essere garantiti attraverso il laboratorio del presidio “Pugliese”, nell’ambito della riorganizzazione della rete dei laboratori, rappresenta una presa d’atto dell’azienda rispetto alla situazione segnalata inizialmente». «Davanti alla comunicazione interna del 6 marzo del laboratorio di Patologia clinica del presidio di Germaneto, nella quale si annunciava che dal 9 marzo non sarebbe stato possibile effettuare numerosi dosaggi ormonali per mancanza di reagenti, tra cui TSH, FT3, FT4, paratormone, cortisolo, insulina, estradiolo e altri esami essenziali per la diagnostica endocrinologica, le preoccupazioni dei pazienti erano più che comprensibili. Per questo abbiamo ritenuto nostro dovere chiedere chiarimenti e sollecitare una soluzione che evitasse possibili disagi all’utenza». «Se oggi è stata individuata questa soluzione significa che il problema è stato affrontato anche grazie alla segnalazione che ho ritenuto doveroso fare nell’interesse dei pazienti». Bruno sottolinea però che la vicenda mette in evidenza anche un nodo organizzativo più ampio: la necessità di completare il processo di integrazione tra le due “anime” da cui è nata l’Azienda Dulbecco, cioè le strutture dell’ex Pugliese-Ciaccio e del policlinico universitario di Germaneto. «Se in una struttura si comunica la sospensione di alcuni esami per mancanza di reagenti mentre in un’altra gli stessi esami risultano disponibili – osserva – significa che il percorso di integrazione e coordinamento tra i laboratori non è ancora pienamente consolidato». «Il mio intervento aveva un unico obiettivo: evitare disservizi ai pazienti. Oggi possiamo dire che i cittadini non subiranno alcuna interruzione nelle prestazioni grazie alla mia segnalazione. Allo stesso tempo, questa vicenda dimostra la necessità di accelerare il processo di integrazione tra i due presidi, superando logiche di compartimenti stagni e migliorando il coordinamento tra i servizi. Un percorso che finora non era stato completato deve essere portato avanti con maggiore decisione e chiarezza. Il nostro dovere istituzionale è anche questo».

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