Corruzione in carcere a Cosenza: otto misure cautelari. C’è anche un agente della penitenziaria
L’indagine riguarda presunti favori concessi a detenuti e familiari. In sei ai domiciliari. Sequestrati droga e telefonini cellulari

COSENZA Un’inchiesta nella Casa Circondariale “S. Cosmai” di Cosenza ha portato all’esecuzione di otto misure cautelari nei confronti di un agente della Polizia penitenziaria e di familiari di detenuti. Secondo quanto disposto dal Gip di Cosenza, sei indagati sono stati raggiunti dalla misura degli arresti domiciliari: tra questi l’agente penitenziario Massimiliano Follo, e i familiari dei detenuti Emanuela Pezzi, Daniela Mira Rostas, Idolo Iuele, Rosario Paolo Furno e Chiara Debora Maria Falcone. Un settimo soggetto, Vincenzo Fasano, dovrà rispettare l’obbligo di dimora nel proprio comune di residenza, mentre per Alex Magnone è stato disposto l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. La Procura aveva inizialmente richiesto misure più severe, ma il Gip ha ritenuto adeguate quelle adottate.
L’indagine
L’inchiesta si è concentrata sulla raccolta di elementi probatori all’interno del carcere. Sono state riscontrate una serie di condotte illecite che vanno dalla corruzione da parte di privati alla cessione di sostanze stupefacenti, introduzione e uso non autorizzato di telefoni cellulari e sim card all’interno del carcere.
Secondo l’ipotesi accusatoria, l’agente avrebbe ricevuto corrispettivi, anche sotto forma di droga, dai familiari dei detenuti per compiere atti contrari ai suoi doveri d’ufficio. Tra le presunte irregolarità vi sarebbero: videochiamate ai detenuti, comunicazioni riservate tra detenuti e familiari, introduzione di droga nell’istituto; omissione di segnalazioni riguardo alla presenza di droga, smartphone e sim card. Si indaga anche sulla cessione di sostanze stupefacenti all’interno del carcere e rivelazione di segreti d’ufficio.
Nel corso delle attività investigative, all’interno della Casa Circondariale di Cosenza sono stati sequestrati quantitativi di droga, telefoni cellulari e sim card introdotti illegalmente. (redazione@corrierecal.it)
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