Decreto sicurezza, i dubbi della Faisa Cisal Calabria: «Tpl escluso, subito un emendamento»
Per il segretario regionale Francesco Antonio Sibio è «inaccettabile creare lavoratori di serie A e serie B»

La FAISA-CISAL Calabria chiede alla Regione di intervenire in Conferenza delle Regioni per correggere il Decreto Sicurezza, che prevede tutele rafforzate contro le aggressioni solo per il settore ferroviario, escludendo i lavoratori del Trasporto Pubblico Locale.
«Chi opera nel TPL è esposto ogni giorno agli stessi rischi di chi lavora sulle ferrovie — dichiara il segretario regionale Francesco Antonio Sibio —. Non è accettabile creare lavoratori di serie A e di serie B. Tanto più che lo stesso decreto include categorie come gli arbitri sportivi, mentre ignora chi garantisce la mobilità pubblica».
Il sindacato ricorda che presso il Ministero dei Trasporti esiste già un tavolo istituzionale — con Ministero dell’Interno, Conferenza delle Regioni, ANCI e parti sociali — che nel marzo 2025 aveva elaborato una proposta di modifica del sistema sanzionatorio per le aggressioni al personale in servizio. Proposta rimasta finora inattuata.
FAISA-CISAL ha quindi formalmente chiesto al Presidente della Giunta regionale e all’Assessore alla Mobilità di promuovere un’azione immediata per emendare il decreto, estendere le tutele a tutto il personale della mobilità e dare attuazione agli accordi già raggiunti nei tavoli istituzionali.
