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l’allarme

In Calabria incidenza tra le più alte di minori indagati per mafia

Lo evidenzia il rapporto “(Dis)armati” realizzato dal Polo Ricerca di Save the Children

Pubblicato il: 12/03/2026 – 10:03
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In Calabria incidenza tra le più alte di minori indagati per mafia

ROMA In Calabria, tra il 2014 e il 2024, è aumentata l’incidenza di minori segnalati per il reato di lesioni personali (+0,84 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni) mentre è diminuita per il reato di associazione per delinquere (-0,3 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni) ed estorsione (-0,13 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni). Nella regione l’incidenza di 14-17enni denunciati o arrestati per omicidio è dello 0,04 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni e per associazione mafiosa dello 0,07 per mille abitanti 14-17enni, tra i più alti in Italia. È quanto emerge dal rapporto “(Dis)armati. Un’indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realtà”, realizzata dal Polo Ricerca di Save the Children con il sostegno di Fondazione Iris Ceramica Group ETS. A Reggio aumentano i minori segnalati per lesioni personali (25 nel 2024, 10 nel primo semestre 2025, erano 8 nel 2014) e rapine (16 nel 2024, 11 nel primo semestre 2025, erano 8 nel 2014) mentre calano i reati di minaccia (11 nel 2024, erano 19 nel 2014) e associazione per delinquere (6 nel 2024, 1 nel primo semestre 2025, erano 10 nel 2014), invariato il porto d’armi (7 nel 2024, come nel 2014, 2 nel primo semestre 2025). “L’Italia – evidenzia il rapporto – è uno dei Paesi con il tasso di criminalità minorile tra i più bassi in Europa, ma aumentano i minori denunciati o arrestati per reati violenti, come rapina, lesioni personali e rissa e, in alcuni territori, associazione mafiosa”. La violenza giovanile, “tra fragilità e vuoti relazionali ed educativi – sottolinea Save the children – interroga con urgenza il mondo adulto. La risposta non può essere solo punitiva: occorre potenziare i percorsi educativi e di responsabilizzazione, di recupero e per benessere psicofisico dei minori, e rafforzare i presidi di ascolto e l’educazione alla nonviolenza”. (Ansa)

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