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Crimine farmaceutico organizzato

I ladri dei farmaci salvavita «pianificavano nuovi colpi al Monaldi e al Cardarelli»

Secondo la Procura di Reggio Calabria, il gruppo intercettato in Calabria agiva con sopralluoghi rapidi e furti notturni, poi rientrava in Campania

Pubblicato il: 13/03/2026 – 14:10
di Paola Suraci
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I ladri dei farmaci salvavita «pianificavano nuovi colpi al Monaldi e al Cardarelli»

REGGIO CALABRIA All’ospedale “Tiberio Evoli” di Melito di Porto Salvo, qualcuno ha trasformato la fragilità dei malati in un affare. Farmaci oncologici salvavita: costosi, rari, indispensabili per chi lotta contro il cancro. Tre furti in pochi mesi, nel 2024, per un totale di oltre un milione e duecentomila euro: l’8 aprile spariscono medicinali per 500 mila euro, il 23 maggio altri 300 mila euro, il 3 luglio ancora 300 mila euro. Un milione e duecento mila euro di medicinali salvavita spariti. Ogni farmaco sottratto significa giorni di cure negati ai pazienti.
Dalle carte dell’inchiesta della Procura di Reggio Calabria guidata dal procuratore Giuseppe Borrelli emerge un quadro chiaro: auto a noleggio, telefoni intestati a prestanome, movimenti tra Napoli e Melito di Porto Salvo. Non ladri improvvisati, ma una banda organizzata e metodica, che pianifica ogni colpo e trasforma farmaci salvavita in merce da mercato nero.
Un gruppo organizzato che avrebbe preso di mira le farmacie ospedaliere, non solo a Melito di Porto Salvo, non solo in Calabria ma anche in altre città italiane, per rubare farmaci oncologici e biologici dal valore di centinaia di migliaia di euro. È il quadro che emerge dalle carte dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, guidata dal procuratore Giuseppe Borrelli, che ha coordinato le indagini dei carabinieri sotto la direzione della pm Chiara Greco.
Gli atti giudiziari ricostruiscono un sistema criminale specializzato nei furti di medicinali ad altissimo costo, destinati – secondo gli investigatori – al mercato clandestino. Nel mirino della banda sarebbe finita più volte la farmacia dell’ospedale “Tiberio Evoli” di Melito Porto Salvo, con danni per centinaia di migliaia di euro. Il giudice per le indagini preliminari Tommasina Cotroneo, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di Gennaro Bevilacqua, Massimo Conte, Roberto Conte e Mario Criscuolo, ritenuti gravemente indiziati di una serie di furti aggravati.

Il primo furto: bottino da oltre 573 mila euro

Dalle carte dell’inchiesta emerge che la mattina dell’8 aprile 2024 il direttore della farmacia del presidio ospedaliero segnalò ai carabinieri un furto avvenuto durante la notte.
Nel verbale di denuncia si legge: “In qualità di direttore della farmacia del P. O. di Melito di Porto Salvo afferente all’A.S.P. n. 5 di Reggio Calabria denuncio che, fra le ore 17:55 dell’8 aprile 2024 e le ore 07:41 del 9 aprile 2024, ignoti malfattori si sono introdotti nella farmacia di cui sono il direttore, sita all’interno dell’Ospedale ‘T. Evoli’, mediante forzatura della porta di ferro del locale deposito annesso alla farmacia, ed hanno asportato un gran numero di farmaci…
L’ammontare totale del valore economico dei farmaci sottratti è di euro 573.657,95”. Secondo la ricostruzione degli investigatori, i ladri avrebbero divelto una recinzione che delimita l’ospedale, penetrando nell’area del nosocomio e dall’ingresso laterale della farmacia, forzando la serratura di una porta in ferro, verde, sono entrati. Una volta all’interno avrebbero prelevato farmaci oncologici, chemioterapici e biologici, molti dei quali conservati nei frigoriferi.

Il modus operandi: arrivo di notte e fuga verso la Campania

Dagli atti emerge una dinamica ben definita. Gli autori del furto, almeno quattro persone, sarebbero arrivati nei pressi dell’ospedale intorno alle 23.40, a bordo di due vetture: una Lancia Y grigia e una Volkswagen Polo bianca. Tre di loro sarebbero scesi dai veicoli dirigendosi verso l’ospedale, mentre un quarto complice sarebbe rimasto in auto pronto alla fuga. L’azione si sarebbe conclusa poco dopo le 2 del mattino, quando i malviventi sarebbero stati visti tornare ai veicoli con buste bianche verosimilmente contenenti i farmaci rubati. Le indagini si sono basate su tabulati telefonici, analisi dei dati telematici e sull’elaborazione tramite l’applicativo investigativo Sfera, oltre che sulle immagini dei sistemi di videosorveglianza.

Il secondo assalto del 23 maggio

Un secondo episodio si sarebbe verificato il 23 maggio 2024, ancora una volta nella farmacia dell’ospedale. Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, i malviventi avrebbero scavalcato una recinzione e danneggiato una rete metallica per raggiungere un piccolo cortile adiacente ai locali della farmacia. Da qui avrebbero rimosso la grata di protezione di una finestra, entrando nei locali e utilizzando un tavolino per facilitare la successiva uscita. All’interno avrebbero forzato frigoriferi e scaffali portando via altri farmaci ad alto costo. Anche in questa occasione le telecamere avrebbero ripreso almeno quattro persone, arrivate con una Fiat Panda e una Ford Fiesta.

Il terzo furto nella notte del 3 luglio 2024

Un ulteriore episodio ricostruito dagli investigatori riguarda il furto avvenuto nella notte del 3 luglio 2024, ancora una volta nella farmacia dell’ospedale “Tiberio Evoli”. Secondo quanto emerge dagli atti, le quattro utenze cellulari oggetto di indagine hanno avuto contatti ritenuti sospetti tra loro proprio nelle ore in cui si sarebbe consumato il colpo. Tutti i telefoni monitorati risultavano infatti agganciati alle stesse celle telefoniche denominate “Melito di Porto Salvo – Via delle Magnolie / Roghudi Via 3 Gennaio 73”, la cui copertura comprende anche l’area dove si trova l’ospedale.
Le utenze avrebbero generato traffico telefonico dalle ore 01:18:33 fino alle ore 02:54:55, una fascia temporale che – secondo gli investigatori – coincide con l’arrivo e la successiva fuga dei quattro malviventi, come ricostruito grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nelle vicinanze del presidio sanitario. L’incrocio tra dati telefonici e filmati delle telecamere avrebbe consentito di ricostruire in modo preciso la dinamica dell’azione criminale. Dai video, infatti, è stato possibile accertare che i responsabili erano almeno quattro; erano arrivati sul posto a bordo di una Volkswagen di colore grigio e di una Ford Fiesta di colore grigio, il furto si sarebbe consumato tra le 01:02 e le 02:51; i veicoli erano stati parcheggiati nello stesso punto utilizzato nei due colpi precedenti. Gli investigatori sottolineano inoltre che una Ford Fiesta grigia era già stata utilizzata nel furto del 23 maggio, elemento che rafforzerebbe l’ipotesi investigativa di un gruppo stabile che agiva con modalità operative sempre uguali.

Un sistema criminale organizzato

Secondo la Procura reggina, la banda sarebbe inserita in un circuito criminale specializzato nei furti di farmaci ospedalieri ad altissimo costo. Le indagini avrebbero inoltre documentato l’intenzione di pianificare nuovi colpi. Gli investigatori hanno infatti acquisito tracciati GPS e intercettazioni telematiche che mostrerebbero l’interesse del gruppo per altri ospedali, tra cui il Monaldi e il Cardarelli di Napoli.
La Calabria – si legge negli atti – sarebbe stata il luogo in cui il gruppo è stato intercettato per la prima volta, permettendo agli investigatori di ricostruire il loro modus operandi: sopralluoghi rapidi, furti notturni mirati a farmaci costosi e rientro immediato in Campania.

La decisione del gip

Secondo il giudice per le indagini preliminari, gli indagati presentano un’elevata pericolosità sociale, anche alla luce dei precedenti per reati analoghi. Per questo motivo il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere per Bevilacqua, Conte Massimo, Conte Roberto e Criscuolo. Per la Procura, infatti, il rischio sarebbe quello della reiterazione dei reati: un sistema criminale che – come emerge dalle carte dell’inchiesta – avrebbe fatto dei furti di farmaci ad altissimo costo una vera e propria attività di profitto, con gravi ricadute non solo economiche ma anche sul sistema sanitario e sulla disponibilità di medicinali destinati ai pazienti oncologici.

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