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l’intervista

Tropea accoglie già i primi turisti. La «sfida vinta» della destagionalizzazione e i timori per l’erosione

Massimo Vasinton, presidente dell’Associazione Albergatori: «Per quest’anno incrementi del 3-5%». Il monito sull’erosione: «Oggi è tutto fermo, nessun intervento»

Pubblicato il: 13/03/2026 – 19:18
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Tropea accoglie già i primi turisti. La «sfida vinta» della destagionalizzazione e i timori per l’erosione

VIBO VALENTIA Sulla spiaggia della Rotonda di Tropea si vede già qualche turista in costume a prendere il sole o farsi un bagno all’ombra del Santuario di Santa Maria dell’Isola. Ristoranti, bar e locali riaprono a pieno regime, in attesa che con le stagioni del bel tempo arrivi anche il consueto boom turistico che ormai da diversi anni interessa il borgo tropeano. La capitale del turismo calabrese è sempre più meta turistica internazionale, come dimostra l’ultimo riconoscimento di Kayak che la inserisce tra le «destinazioni emergenti del 2026».

Trend in crescita

Un trend in costante crescita, come dimostrano i numeri: «Nel 2025 Comune ha avuto un introito di quasi 100 mila euro in più rispetto all’anno precedente, quindi più o meno 530 mila presenze che per un piccolo paese come Tropea sono già tante» spiega Massimo Vasinton, presidente dell’Associazione Albergatori. Un dato che potrebbe ancora salire quest’anno, quando fra qualche settimana – tra fine marzo e aprile – inizieranno a riaprire anche la maggior parte delle strutture ricettive: «Le previsioni sono ottimistiche rispetto all’anno precedente. Si registrano già incrementi dal 3 al 5%. Ormai Tropea si concretizza come meta internazionale, soprattutto per i mercati di lingua inglese ma anche per il mercato tedesco che è ormai un bacino storico per Tropea».

La «sfida vinta» della destagionalizzazione

Frutto anche del processo di destagionalizzazione del turismo, l’obiettivo prefissato dai tropeani negli ultimi anni e secondo Vasinton una «sfida vinta». Come dimostrano anche i dati comunali del gennaio 2026, con oltre 1200 presenze. «Ormai chi viene a Tropea in qualsiasi periodo dell’anno vede che c’è una presenza di ospiti internazionali e ci sono le strutture ricettive aperte anche in periodi di bassissima stagione. Non tutte, ma sicuramente quelle che riescono a soddisfare il fabbisogno attuale, così come anche i ristoranti, bar, i locali. Chi viene trova una Tropea attiva, una Tropea viva, che si impegna e che continua a crescere». Una sfida vinta, sottolinea, Vasinton anche «a chi ha lavorato in passato affinché accadesse e grazie all’aiuto di tutte le associazioni presenti sul territorio con cui abbiamo lavorato in sinergia».

La minaccia dell’erosione costiera

Albergatori e strutture già pronte ad accogliere l’ondata di turisti che arriverà nella Perla del Tirreno, nonostante un inverno difficile che ha lasciato non pochi strascichi. I cicloni Harry e Nils hanno colpito la Costa degli Dei provocando danni anche nel borgo tropeano, tra il lungomare e i costoni che arrivano in acqua, rilanciando l’allarme dell’erosione costiera. «È un problema che abbiamo evidenziato più volte, anche perché si tratta di una questione strutturale che ci portiamo avanti da tantissimi anni. Basti pensare che su Tropea almeno 40 anni fa erano stati fatti dei pennelli a difesa della costa. Oggi i pennelli non sono più attuali rispetto alle correnti e sono stati anche un po’ distrutti dalle mareggiate. Non riescono più a proteggere per come erano stati concepiti inizialmente». Vasinton si auspica che vengano ripristinati, «se non anche modificati magari consultando studi di professionisti».

Dai commissari nessuna risposta

Gli albergatori si erano rivolti anche ai commissari che guidano il Comune di Tropea, ma senza ricevere risposte. «L’erosione costiera non è un problema solo di Tropea o della Calabria, ma anche nazionale. Noi abbiamo mandato una pec ai commissari per incontrarli e capire come stanno affrontando questo problema visto che tra 10-15 giorni molte strutture, che hanno già garantito posti nei lidi balneari, apriranno e si ha timore di questa situazione. Ad oggi però – continua Vasinton – è tutto fermo, noi non vediamo interventi né movimenti per risolvere il problema». (ma.ru.)

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