Ottavia Piccolo in Calabria porta in scena “Matteotti – anatomia di un fascismo”
A Polistena e Filadelfia lo spettacolo firmato da Stefano Massini che ricostruisce il delitto e il contesto storico attraverso parole e musica

POLISTENA A oltre cento anni dal suo omicidio, uno spettacolo che ne traccia il profilo attraverso piccoli frammenti, per capirne la grandezza politica, ricostruendone la figura e il contesto storico.
Sabato 21 e domenica 22 marzo alle 20:45, andrà in scena a Polistena e Filadelfia per “Lo sguardo oltre” di Dracma, “Matteotti – anatomia di un fascismo”, spettacolo che ripercorre uno dei momenti più bui della storia italiana, partendo da alcune testimonianze e ricostruendo l’omicidio del parlamentare Giacomo Matteotti, ucciso per mano fascista. L’opera è a firma di Stefano Massini – primo italiano ad aver vinto il Tony Award, l’Oscar della drammaturgia – la regia di Sandra Mangini, con le musiche di Enrico Fink. Una produzione Officine della Cultura – Argot Produzioni in co-produzione con Fondazione Sipario Toscana Onlus – La città del Teatro, Teatro delle Briciole – Solares Fondazione delle Arti, e Teatro Stabile dell’Umbria in collaborazione con Infinito Produzione Teatrale.
Ad interpretare la narrazione, Ottavia Piccolo, attrice dall’inconfondibile sensibilità riguardo ai temi sociali, alla quale lo scorso 10 marzo è stato assegnato il Premio alla Carriera durante il 39° Bolzano Film Festival Bozen.
A fianco a lei sulla scena I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, che non si limiteranno ad eseguire musiche d’accompagnamento, ma guideranno il pubblico attraverso melodie che raccontano sentimenti e paure, diventando insieme a Piccolo protagonisti dello spettacolo: Massimiliano Dragoni, hammer dulcimer, percussioni, Luca Roccia Baldini, basso, Massimo Ferri, chitarra, Gianni Micheli, clarinetto basso, Mariel Tahiraj, violino, ed Enrico Fink, flauto, ewi.
«La persistenza del fenomeno del fascismo, nel tempo e nello spazio, in forme vecchie e nuove, ci porta a considerare quanto sia indispensabile, oggi più che mai, occuparsi della cosa pubblica, del bene pubblico – si legge tra le note di regia – guidati da un pensiero costruttivo, legalitario, partecipativo, paritario, realistico e competente, attraverso atti e parole chiare, come quelle di Giacomo Matteotti e di sua moglie Velia Titta», personaggio, quest’ultimo, delicato ma forte, poco raccontato, al quale nello spettacolo Massini dà voce, grazie alle lettere che lei e Matteotti si scrivevano all’epoca.
Sono le quattro e mezza del pomeriggio del 10 giugno 1924, data del rapimento. Alcuni testimoni dichiarano di aver assistito a una colluttazione all’interno di una vettura e di aver visto espellere quello che sarà riconosciuto essere il tesserino del deputato onorevole Giacomo Matteotti.
“Matteotti, anatomia di un fascismo”, ripercorre l’ascesa e l’affermazione di quel fenomeno eversivo che Matteotti seppe comprendere, fin dall’inizio, in tutta la sua estrema gravità, a differenza di molti che non videro o non vollero vedere. Lo spettacolo evidenzia il coraggio e la denuncia del parlamentare assassinato, che aveva capito tutto ma che non si era risparmiato di denunciare quel sistema che si serviva dell’uso della forza, che uccideva pur di ridurre al silenzio chi dissentiva dal pensiero e l’agire fascista.
«Io denuncio all’Italia e al mondo intero che un mostro chiamato fascismo ogni giorno diventa più potente proprio grazie al silenzioso assenso di chi lo svaluta, lo legittima e non lo combatte!»
“Matteotti, anatomia di un fascismo”, fa parte della stagione teatrale 2025/26 “Lo sguardo oltre”, in via di svolgimento tra Polistena e Filadelfia, curata da Andrea Naso di Dracma – Centro di Produzione Teatrale, grazie al sostegno del Comune di Polistena e del Comune di Filadelfia, sostenuto dal MIC – Ministero della Cultura, e dalla Regione Calabria.
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