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il primo colpo di scena

Al via “Hydra”, il processo delle tre mafie: subito un nuovo pentito eccellente

È partito a Milano il maxi dibattimento sull’alleanza tra Cosa Nostra, ’ndrangheta e camorra. Il presunto boss Gioacchino Amico decide di collaborare con la giustizia. Intanto il M5s chiede le dimiss…

Pubblicato il: 19/03/2026 – 11:35
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Al via “Hydra”, il processo delle tre mafie: subito un nuovo pentito eccellente

Si è aperto con un colpo di scena il maxi processo milanese nato dall’inchiesta “Hydra”: nell’aula bunker del carcere di San Vittore, mentre prende forma il dibattimento sulla presunta alleanza tra mafie in Lombardia, emerge la notizia di un nuovo pentito eccellente. Si tratta di Gioacchino Amico, ritenuto figura apicale del sistema criminale legato alla camorra dei Senese, che ha deciso di collaborare con la giustizia. La pm Alessandra Cerreti lo ha definito in aula un «neo collaboratore», già autore di dichiarazioni messe a verbale, destinate a incidere sugli sviluppi del processo. L’uomo avrebbe preso parte a molti summit, in cui si incontravano gli esponenti delle tre mafie in Lombardia. Amico, 40 anni, recentemente ha cambiato avvocato, proprio per la collaborazione iniziata col primo verbale del 3 febbraio, e ora è assistito da Adriana Fiormonti, che difende altri noti pentiti, come l’ex capo ultrà interista Andrea Beretta
Il procedimento ordinario coinvolge 45 imputati accusati, a vario titolo, di aver dato vita a una rete stabile di collaborazione tra esponenti di Cosa Nostra, ’ndrangheta e camorra per gestire affari illeciti in Lombardia. Un sistema che, secondo gli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia e dei carabinieri del Nucleo investigativo, avrebbe superato le tradizionali divisioni tra organizzazioni mafiose, creando una sorta di “consorzio criminale” operativo soprattutto nel Nord Italia.
L’avvio del processo arriva dopo un primo troncone definito con rito abbreviato, che il 12 gennaio scorso ha portato a 62 condanne con pene fino a 16 anni. Ora, nel nuovo filone a porte aperte davanti all’ottava sezione penale, siedono imputati ritenuti di primo piano: tra questi Paolo Aurelio Errante Parrino, legato al contesto di Matteo Messina Denaro e considerato vicino al mandamento trapanese di Cosa Nostra; Gioacchino Amico, ora passato dalla parte dell’accusa; Santo Crea, indicato come esponente della ’ndrangheta; e Giancarlo Vestiti, ritenuto un “luogotenente” della camorra.

Il nuovo pentito dopo la morte di Bernardo Pace


Proprio sul fronte dei collaboratori di giustizia si gioca una partita cruciale. Oltre ad Amico, la procura ha depositato i verbali di Bernardo Pace, anche lui condannato nel primo procedimento e divenuto pentito poco più di un mese fa. La sua collaborazione si è però interrotta tragicamente: Pace si è suicidato due giorni fa nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino, dove era stato trasferito dopo l’avvio del percorso di collaborazione. Sulle circostanze della morte sono in corso accertamenti.
Il procuratore Marcello Viola e i pm Cerreti e Rosario Ferracane stanno valutando se introdurre già nelle prime fasi dibattimentali i nuovi elementi raccolti, oppure attendere ulteriori sviluppi, anche in relazione alla posizione di Emanuele Gregorini, dettoDollarino”, recentemente estradato dalla Colombia e ora a giudizio.
La prima udienza è dedicata alle questioni preliminari e alla costituzione delle parti civili. Già nel rito abbreviato si erano costituiti enti pubblici come il Comune di Milano, la Regione Lombardia e la Città metropolitana, oltre ad associazioni impegnate nel contrasto alle mafie come Libera e WikiMafia, presenza che si rinnova anche simbolicamente fuori dall’aula.
All’esterno del tribunale, infatti, si è tenuto un presidio organizzato da realtà della società civile, tra cui Libera e la Cgil, per ribadire l’attenzione pubblica su un processo che punta a fare luce su un presunto salto di qualità delle organizzazioni mafiose nel Nord Italia. Un segnale che accompagna un dibattimento destinato a essere lungo e complesso, e che ora, con le nuove collaborazioni, potrebbe riservare ulteriori sviluppi inattesi.

Il M5s chiede le dimissioni di Delmastro

Intanto il processo si intreccia con le polemiche politiche. Esponenti del Movimento 5 Stelle nelle commissioni Antimafia e Giustizia hanno chiesto le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, ritenendo la sua posizione incompatibile alla luce di vicende giudiziarie e di presunti legami indiretti con ambienti riconducibili al clan Senese, coinvolto proprio nell’inchiesta Hydra. I parlamentari M5S hanno inoltre sollecitato la convocazione di Delmastro in Commissione Antimafia, chiedendo l’acquisizione degli atti dell’indagine e del processo in corso a Milano, mentre resta alta l’attenzione anche sulla morte in carcere del collaboratore Bernardo Pace, indicato come figura a conoscenza di dinamiche interne al sistema criminale.
Immediata la replica di Delmastro: «La mafia per me è una montagna di merda, lo testimonia tutta la mia vita politica, lo testimonia il livello di scorta che ho, lo testimoniano le tante, tantissime indicazioni di attentati, di tentativi di aggredire il sottoscritto da parte dei tanti mafiosi che stanno negli istituti penitenziari e che in passato non avevano il presidio di legalità che oggi c’è». (f.v.)

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